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Un'intesa fra l'Asl Bn e le aziende di Lucera e Foggia: la delibera del Comune

Un'intesa fra l'Asl Bn e le aziende di Lucera e Foggia: la delibera del Comune

Si ritorna a parlare di sanità nel Fortore, a San Bartolomeo in Galdo. Con Delibera di Giunta Comunale n. 54 del 14 maggio 2015, il comune fortorino ha promosso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra l’ASL BN e le Aziende Sanitarie che gestiscono i PS di Lucera e Foggia. 

Le motivazione che hanno portato a prendere questi provvedimenti sono varie e di fondamentale importanza. Oltre alla vicinanza territoriale con i comuni della Puglia, le infrastrutture oggi esistenti non permettono una immediata e agevole comunicazione con le strutture di Pronto Soccorso dell’ASL di Benevento per cui, questo protocollo con i PS di Lucera e Foggia, permetterebbe al servizio di emergenza territoriale distrettuale di San Bartolomeo in Galdo di utilizzare tali strutture e quindi di accorciare i tempi di ricovero in caso di codice rosso e giallo.

Ritorna, inoltre, l’importante questione legata alla sempre più evidente carenza di figure professionali di specialistica ambulatoriale, del laboratorio di analisi e del servizio di radiologia che sta privando il Comune di San Bartolomeo di un servizio sanitario di primaria importanza.

Il protocollo che sarà inoltrato alla Regione Campania e alla Regione Puglia per essere approvato e sottoscritto verterà, quindi, su questi due aspetti importanti. Lina Fiorilli, il vicesindaco: “ci tocca sottolineare ancora una volta la carenza dei servizi sanitari nel nostro comune, soprattutto servizi di specialistica che si stanno riducendo sempre di più, in ultimo quello di ginecologia. Le ore che la Regione Campania aveva affidato a San Bartolomeo non vengono rinnovate e riprogrammate alla loro scadenza, ma se ne vanno via insieme ai Medici che non prestano più servizio a San Bartolomeo. È in corso un procedimento giudiziario per chiarire questa questione; le ore di specialistica sono del comune di San Bartolomeo, destinate alle esigenze della nostra comunità e non sono ore personali dei singoli medici. In merito alla delibera, avevamo il dovere istituzionale di cercare quantomeno una possibile soluzione per contenere questo problema, e di continuare a far sentire la nostra voce, ad alzare nuovamente un grido di allarme e di lamentela perché si intervenga sui servizi sanitari del nostro comune, per garantire alla nostra comunità il diritto primario alla salute”.

fonte: ottopagine.it

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