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L’Arci di San Bartolomeo in Galdo ricorda la “Marcia della Fame nel Fortore”

“A distanza di ben 60 anni dalla Marcia della Fame”, un’ iniziativa che vide le popolazioni del Fortore, con la locale camera del lavoro, partire da San Bartolomeo in Galdo, per andare a manifestare la propria opposizione (sin da subito repressa) ad uno stato assente, dimentico delle condizioni di necessità in cui versavano gli abitanti di una valle, da sempre tenuta ai margini del dibattito istituzionale (anno 195) , e che ancora oggi soffre lo stesso male, in un silenzioso e costante flusso migratorio che nel tempo ha decimato il numero degli abitanti del territorio, l’Arci di San Bartolomeo accoglie con entusiasmo l’ ulteriore iniziativa di riproporre, a distanza di così tanto tempo, quelle problematiche ancora attuali, che oggi vedono anche la scuola protagonista nel ripercorrere le tappe di quel movimento di genuino disappunto, mirato alla rivendicazione di un diritto di cittadinanza che non fosse ritenuto secondario rispetto ad altre aree”. Così il presidente dell’Arci Sbig, Federico D’Andrea in una nota alla stampa.

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Campania: al via “Agricoltura 2.0”, progetto a sostegno del territorio

Ufficio scolastico regionale e Coldiretti Campania hanno avviato il progetto 'Agricoltura 2.0'
Un nuovo approccio nel rapporto tra imprese e scuola per valorizzare il territorio e sostenere lo sviluppo del settore primario. E’ l’obiettivo con il quale Ufficio scolastico regionale e Coldiretti Campania hanno avviato il progetto ‘Agricoltura 2.0’, un percorso che si innesta nell’accordo quadro generale tra Miur e Coldiretti per a tutela del made in Italy. Il progetto Agricoltura 2.0 partirà nell’anno in corso con una prima sperimentazione che coinvolge sei istituti agrari, per poi estendersi a tutti nell’anno scolastico 2017/18. Partecipano al progetto l’istituto De Sanctis- D’Agostino di Avellino, l’istituto Medi di San Bartolomeo in Galdo (Benevento), l’Istituto Buonarroti di Caserta, l’Istituto Tognazzi-De Cillis di Napoli, l’Istituto ProfAgri di Salerno e l’Istituto Cicerone di Sala Consilina (Salerno). ”Si avvia un progetto di grande interesse -commenta Luisa Franzese, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale- che mira allo sviluppo di azioni volte a rafforzare l’acquisizione di competenze tecnico-professionali nonché relazionali e manageriali da parte degli studenti”. “Un percorso concreto -fa notare- per accrescere le possibilità di accesso al mondo del lavoro. Siamo convinti che possa favorire lo scambio di esperienze e l’incontro tra culture nonché una maggiore interazione tra scuola, istituzioni formative e impresa anche attraverso il diretto intervento di esperti aziendali alle diverse iniziative di formazione”. “Il progetto Agricoltura 2.0 -chiarisce Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania- punta a coadiuvare le imprese, in particolare quelle aderenti al circuito Campagna Amica, nella progettazione e realizzazione di profili educativi e percorsi formativi caratterizzati dall’integrazione tra l’offerta formativa della scuola, le competenze e conoscenze richieste dal mondo del lavoro e le esigenze di orientamento degli studenti, anche attraverso una formazione tecnica realizzata on the job”. “Coldiretti -ribadisce- promuoverà presso le istituzioni scolastiche iniziative educative e formative sulle tematiche agroalimentari, con particolare attenzione a qualità, origine e sicurezza. Un percorso che favorirà le traiettorie dell’agricoltura del futuro in Campania, accompagnando la crescita delle figure professionali che aiuteranno le imprese ad affrontare le grandi sfide della distintività e della tracciabilità del made in Italy e del made in Campania”. 

Per approfondire www.meteoweb.eu

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Il Corriere dei Ragazzi

IL PERSONAGGIO DEL MESE: La guerra raccontata da nonno Pasquale -  L'ANGOLO DELLA POESIA: Sui campi delle Fiandre - La storia del logo Ferrari e la Prima guerra mondiale
La guerra raccontata da nonno Pasquale
Questa è la storia del mio bisnonno, Pasquale Pacifico, nato il 9 novembre del 1919 a San Bartolomeo in Galdo, provincia di Benevento, in Italia. È stato un onore intervistarlo e un'esperienza scoprire una parte della sua vita così difficile che resterà per sempre nella mia memoria.
Nonno, quanti anni avevi quando è iniziata la guerra?
Sono partito da casa per cominciare la mia vita da militare il 28 febbraio 1940, avevo 20 anni.
Dove vivevi?
I primi tempi mi hanno mandato ai confini con la Jugoslavia in montagna, con il 56mo Reggimento dell’Artiglieria.
Con chi vivevi?I primi mesi eravamo tutti insieme noi soldati dello stesso reggimento e tutto era tranquillo, eravamo circa 300 soldati, ma dopo il governo ha richiamato altre classi. Sono arrivati allora da tutte le parti. Il nostro gruppo era formato da 3 batterie, 7mo, 8vo e 9no, con i nuovi soldati eravamo 1200. Non c’era posto  nelle camere, dormivamo per terra.Cosa ti ha spaventato di più nonno?Una volta scoppiata la guerra il 10 giugno, nella caserma tutti dicevano che dovevamo andare a combattere in Russia, ero molto preoccupato. Un giorno incontrai il mio comandante, e gli chiesi se era vero. Il comandante mi disse che era vero, ma che eravamo destinati in Albania a combattere contro la Grecia. In quella stessa giornata siamo partiti per Bari, la nave era pronta, e una volta partiti, dopo 14 ore siamo arrivati a Durazzo in Albania.
Nonno, qual è la cosa che ti ricordi di più e perché?
Il giorno 8 settembre del 1943 sono arrivati i Tedeschi. I nostri ufficiali ci dicevano che aspettavano notizie da Roma per capire cosa fare. Ma intanto la situazione diventava complicata, Mussolini veniva ucciso, Vittorio Emanuele fu mandato in esilio, praticamente in Italia non si sapeva più chi fosse al comando.
Quali sono i ricordi più tristi e quelli più felici?
Una notte sono arrivati i soldati tedeschi armati ordinandoci di consegnare le nostre armi. “Siete nostri prigionieri " ci hanno detto. Dopo averci messi tutti in riga ci hanno fatto andare su una strada ordinandoci di seguire il sentiero. Dopo 3 giorni di cammino tra i boschi e strade infangate siamo arrivati ad una stazione dove c’era un treno ad aspettarci. Ci hanno diviso in due gruppi, in un vagone i soldati feriti e malati, nell’altro quelli sani. Io sono salito sul vagone dei soldati malati, perché avevo preso una brutta malattia, la malaria.
Siamo partiti, abbiamo lasciato la Grecia e abbiamo attraversato la Macedonia. Quando siamo arrivati in Austria hanno staccato i due vagoni, tutti gli altri sono partiti per la Germania e non li abbiamo più visti. A noi ci hanno portato nel campo di concentramento di “Casis Steinbruch” in Austria e lì ho trascorso due anni di maltrattamenti senza avere mai notizie della mia famiglia in Italia.
Nonno, è stato difficile riprendere la vita normale dopo la guerra?
Molto difficile, ho ricominciato la mia vita normale dopo 6 anni . Il 21 aprile abbiamo vinto contro la Grecia, però il nostro gruppo è rimasto lì per altri 31 mesi a causa dei ribelli, abbiamo fatto un presidio, che serviva a mantenere l’ordine.
Nonno cosa facevi durante la guerra?
Io ero un trombettiere ma in guerra non si usava la tromba, ma solo i fucili. Io facevo il porta ordini, prendevo ordini dai superiori e li comunicavo alla batteria.
Nonno, hai combattuto in qualche battaglia?
Si, ho combattuto contro la Grecia e l’Albania.
Hai qualche cosa con te che ti ricorda la guerra?
Ho le mie medaglie, la Croce di guerra.
Nonno, cosa pensi della guerra?
Che non dovrebbe esistere più.

Tania Primiani 601

Fonte: corriereitaliano.com

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Dimensionamento, monta la protesta

I docenti dell’Istituto Comprensivo “Bianchi” contro la proposta dei sindaci del Fortore e del Tammaro, chiedono ai comuni di S.Bartolomeo in Galdo, Baselice, S. Marco dei Cavoti e Colle la revoca delle delibere.

Monta la protesta dei docenti e del personale dell’Istituto Comprensivo L. Bianchi di S. Bartolomeo in Galdo e Baselice in merito alla proposta di riorganizzazione e razionalizzazione della rete scolastica nel comprensorio dell’Alto Tammaro e del Fortore, che prevederebbe la creazione di un Istituto d’Istruzione Superiore (con sede centrale a San Marco dei Cavoti) comprendente tutte le scuole superiori di Colle Sannita, Circello, S. Marco dei Cavoti e Baselice, e la creazione di un Istituto omni-comprensivo a S. Bartolomeo in Galdo. Il 28 ottobre i docenti ed il personale dell’IC L. Bianchi di sono riuniti in assemblea sindacale, dalla quale è scaturito un documento unitario con il quale esprimono la propria posizione rispetto al tema del dimensionamento della rete scolastica territoriale. “I docenti e i lavoratori dell’IC – si legge nel documento – rifiutano categoricamente qualsiasi infondata proposta che considera l’idea di smembrare la nostra realtà scolastica dimensionata, storicamente consolidata, ben radicata ed articolata, le cui attività hanno sempre dimostrato di offrire un servizio efficiente e funzionale con risultati di eccellenza raggiunti nel tempo. Le proposte, cosi formulate dai Comuni, inoltre, accentuerebbero ulteriormente una situazione di grave ed ormai insostenibile disagio dovuta alla prolungata assenza di una stabile dirigenza”.

Docenti e lavoratori dell’IC L. Bianchi chiedono agli Enti comunali di S. Bartolomeo in Galdo, Baselice, S. Marco dei Cavoti, e Colle Sannita la revoca delle delibere, “prodotte - scrivono nel documento – in spregio di qualsiasi tipo di concertazione e confronto con le istituzioni scolastiche e le parti sociali”.

Alle Amministrazioni e all’intera comunità scolastica fortorina, i docenti  e i lavoratori dell’IC, propongono con urgenza un incontro di autentico confronto sul tema, “al fine – dicono – di elaborare una proposta condivisa che contempli i reali bisogni del territorio nel rispetto della normativa vigente”.

 

Maria Caretti – Ilsannioquotidiano.it

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Randagio

Il prof. Salvatore Sgambato, Presidente della Commissione Cultura di San Bartolomeo in Galdo, ci invia due poesie dal titolo: “Ad IRIE, amica fedelissima” e “RANDAGIO”, scritte da Tony Mark.

 

“L’autore è il simpaticissimo Antonio Marcasciano, nativo di San Bartolomeo in Galdo, che molti conosciamo e che pur se vive a Finale Ligure (Savona), da sempre ritorna alle sue radici ed è amico mio dalla scuola elementare.

Nella prima poesia l’autore personifica “IRIE” e trapela affetto e gratitudine per il suo cane, con espressioni di un animo immensamente sensibile, riconoscente ed altruista.

Basta evidenziare la dedica iniziale “Ad IRIE, mia amica fedelissima” e la stupenda definizione finale “La tua famiglia”, per intuire la sua nobiltà d’animo.

Tony è sempre generoso e premuroso con “l’amico fedele dell’uomo” e soprattutto evidenzia profonda sofferenza nella seconda poesia “RANDAGIO”.

L’autore partecipa, con sincera semplicità utopistica, al “sogno…” di un cane a cui il destino ha tristemente riservato una vita solo di sofferenze e privazioni e prova a coccolare il randagio nel definirsi “Un tuo affettuoso amico”, al termine della poesia.

Tony ha capito che anche un cane ha la sua “dignità”.

La pubblicazione delle due poesie vuole dire “bravo Tony” del tuo toccante messaggio la cui valenza pedagogica è pregna di umanità, ricca di insegnamenti e lezione di sensibilità civica ed inoltre, autorevolmente come categoria morale, ci impone una riflessione sofferta ma gioiosa.

Anche le belle e semplici parole ed i versi sciolti che danno veste estetica al linguaggio poetico è la scelta di uno spirito libero, è poesia premurosa di messaggio al lettore.

“Un grazie” a Tony, sì la poesia è anche commozione, perché la poesia secondo la celebre definizione del poeta romantico William Wordsworth è “an experience recollected in tranquillity” (un’emozione rivissuta in tranquillità).

 

Un amico di Tony

Salvatore Sgambato

 

 

 

 

Ad IRIE, amica fedelissima

A volte penso che tu sia arrivata da noi per una missione: tenere unita la famiglia e ricambiare il nostro affetto con immensa gratitudine.

Sei fonte inesauribile di gioia e calore.

Quando il tuo sguardo serio e profondo si incrocia con il nostro, trasmetti sensazioni limpide e genuine che soltanto il tuo naturale istinto può farci recepire.

Non puoi parlare, ma i tuoi occhi dolci ed intensi ed il tuo comportamento naturale e spontaneo esprimono tenerezza ed una immensa umiltà: sono lezioni di vita per noi.

Mi viene in mente in modo indelebile quella mattina del 13 luglio di 3 anni fa in cui hai percepito in me qualcosa di anomalo ed abbastanza grave.

Con i tuoi brevi e ripetuti ululati, quasi a non spaventarmi troppo, hai evitato ciò che sicuramente poteva per me trasformarsi in tragedia.

Come posso sdebitarmi di tutto ciò se non legandomi sempre più a te e considerarti una lupacchia unica ed insostituibile.

Ti siamo infinitamente grati per tutte le cose belle che sai infondere nei nostri cuori.

Vivi a lungo IRIE.

Vogliamo giocare a lungo con te e rimanere stupiti per le tue forsennate ed instancabili corse sul nostro prato o sulla spiaggia.

Per te un biscotto, tanti baci ed innumerevoli carezze.

     La tua famiglia

Tony Mark

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Randagio

Sei un cane a cui il destino ha riservato purtroppo una sorte infelice.

Ne ho visti tantissimi come te e come loro hai uno sguardo sommesso e triste, quasi a voler giustificare la tua involontaria presenza su questa terra riservata soltanto a cani fortunati e felici che hanno trovato sicurezza, calore ed affetto presso una famiglia.

Sei nato randagio e quel bel collare, scelto con cura e su cui dovrebbe essere inciso il tuo nome e di cui andresti baldanzosamente orgoglioso, non ti appartiene.

Ti vedo debole e magari malato. Non hai una meta da raggiungere e girovaghi per le strade alla forsennata ricerca di qualcosa che possa garantire la tua sopravvivenza.

Solo fiutare un caldo e saporito pasto è per te un lusso che non puoi permetterti.

Sopravvivi, non so come, alle intemperie, al troppo caldo o al troppo freddo delle stagioni.

Sei costantemente perseguitato dalla paura che tanta gente senza scrupoli possa farti del male o scacciarti via con violenza a mò di appestato, ma tu non reagisci: sai di non averne la forza.

La malvagità insita in queste persone fa loro dimenticare che stanno calpestando la tua dignità.

Si … sono convinto che anche i cani ridotti nelle tue stesse condizioni possono avere una dignità.

A volte osservi di nascosto, senza invidia, i tuoi “simili” sani e felici rincorrersi nei giardini.

Poi, volgendo loro un ultimo sguardo, riprendi lentamente il tuo cammino con rassegnazione.

Se ti guardo però negli occhi, mi fai capire che sei buono ed affettuoso, che hai soltanto bisogno di un padrone da servire fedelmente e che prima della fine dei tuoi giorni speri di ricevere una ciotola di biscotti, un collare e una dolce carezza … sogno che forse non si avvererà mai.

Un tuo affettuoso amico

Tony Mark

 

 

 

 

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Il Comitato No Lombroso: «150 città contro il Museo di Antropologia criminale»

Leggiamo sul Corriere della Calabria il lungo articolo "L'imbarazzante caso del cranio e del Museo. Un appello ai giudici di Catanzaro" di Luca Addante, che già si classifica da sé e meriterebbe solamente un indifferente silenzio se non fosse che in un eccesso di ascarismo vada proprio ad incocciare con i contenuti e le ragioni del Comitato tecnico scientifico No Lombroso, ragioni che ormai sono note a livello internazionale. Perché Luca Addante lo abbia fatto, non è per noi un mistero. Egli è dipendente dell'Università degli Studi di Torino, ossia la proprietaria del Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso ed in quanto tale ben si presta al gioco "ascaro" di sudditanza.
Il Magnifico Rettore Gianmaria Ajani dell'Università degli Studi di Torino, si sarebbe ben guardato dal raccontare in una simile paccottiglia tante falsità su Cesare Lombroso e pure similmente avrebbe fatto Silvano Montaldo, padre, insieme a Tappero, dell'originale progetto museale in onore dello pseudo scienziato veronese. Per loro, si sa, è sempre meglio muoversi in substrato facendo emergere figure cristallinamente "ascare", meglio se calabresi di nascita, al fine di far sembrare giustissime le ragioni del Museo di Torino. Se perfino i nostri docenti del Sud Italia parlano bene di Cesare Lombroso cosa vuole questo fantomatico Comitato No Lombroso? Come può permettersi il Comune di Motta Santa Lucia di contestare le nostre ovvie, incontrovertibili e superiori verità?
E vi ricordate di Maria Teresa Milicia, quella del libro su Cesare Lombroso? Anche quello, un libro vuoto dentro un nulla... infatti nonostante l'impegno di Barbero (storico medioevale) nel diffonderlo, nonostante Augias e tutto lo sforzo dell'apparato, del libro non c'è più traccia. Anche Milicia è calabrese ovviamente.

Ma noi del Comitato tecnico scientifico No Lombroso abbiamo ben altre ragioni da difendere che sono ben espresse sul nostro sito ufficiale www.nolombroso.org . Stiamo combattendo da sei anni contro l'Università degli Studi di Torino (Museo Cesare Lombroso) e proprio nel Palazzo Lascaris, sede della Regione Piemonte abbiamo consegnato a tutti gli astanti i nostri obiettivi, nonché pubblicati in ogni dove, che sono sotto riportati:
1 - I resti umani ivi custoditi ed esposti sono di tutta Italia e tutti trafugati illegalmente da Marco Ezechia (Cesare) Lombroso e dai suoi allievi. Molti sono del Sud Italia e tra questi campeggia il "Totem" dell'atavismo criminale Giuseppe Villella, contadino sessantanovenne di Motta Santa Lucia (Calabria, morto innocente di ogni crimine, dopo quattro mesi di carcere a Vigevano per gli effetti dell'anticostituzionale Legge Pica, 1863).
2 - Le teorie di Lombroso furono tutte smentite a livello internazionale quando egli era ancora in vita. Egli fu radiato dalla Società Italiana di Antropologia e di Etnologia nel 1882.
3 - La sua dottrina voluta dai governi del tempo, fu applicata fino al 1938, anno della firma delle Leggi Razziali (V.Emanuele III), che unificarono in una unica razza gli abitanti del Nord e del Sud Italia.
4 - Il museo (che non era aperto al pubblico) rimase chiuso dal 1938 al 2009.
5 - Nel 2004 l'Università degli Studi di Torino ottenne un finanziamento milionario dallo Stato Italiano (5.500.000,00 €), in larga parte utilizzato per la sua ricostituzione (Castelli-Berlusconi). Nel novembre 2009 aprì al pubblico e subito dopo nacque il Comitato tecnico scientifico No Lombroso.

Il Comitato No Lombroso vuole:
a) La restituzione alle città di appartenenza di tutte le diverse centinaia di resti umani illegalmente detenuti ed esposti nel museo, e per questo motivo abbiamo già vinto la causa in Primo Grado (Giuseppe Villella) nel settembre 2012 (Codice Mibact ed Icom Internazionale). Attendiamo l' esito dell' Appello (20 settembre 2016).
b) A Gennaio del 2013 anche la Città di Torino ha approvato a maggioranza una mozione richiedente la sostituzione delle centinaia di resti umani con calchi o filmati e la loro restituzione alle comunità di origine.
c) L' inumazione presso il Cimitero delle Fontanelle (Napoli) di tutti i resti incogniti.
d) L' impeachment costituzionale di tutte le persone che si sono rese responsabili di crimini razzisti.
e) La sostituzione dei resti umani con calchi, fotografie o filmati (senza riferimenti anagrafici), ed una nuova intitolazione del Museo di Antropologia Criminale della città di Torino.
In sei anni di duro lavoro e grande impegno morale di tantissimi cittadini italiani, hanno aderito al nostro Comitato no Lombroso tutte le Città sottoelencate, abbiamo oltre 9.500 sottoscrittori, ben quattro arcivescovi tra cui sua eminenza Cesare Nosiglia della Città di Torino, e diverse centinaia di Testimonial di ogni Ordine, Grado e Disciplina (sezione Testimonial del nostro sito ufficiale). Noi continueremo a crescere giorno dopo giorno, in progressione geometrica, finchè l'assurdità del Museo Cesare resterà lì a Torino, nella forma razzista che ci è stata proposta, a danno del nostro Sud e di tutta L'Italia nel Mondo.
Detto questo, il pensiero di Luca Addante, implorante ascaramente alla Corte d'Appello di Catanzaro, un giudizio favorevole all'Università degli Studi di Torino: dopo aver screditato scioccamente il Primo Giudice Gustavo Danise nonché il sindaco di Motta Santa Lucia, Amedeo Colacino è ancora solo un soffio di vuoto dentro un nulla.
Giuseppe Villella, contadino di Motta Santa Lucia, morto a 69 anni a oltre mille chilometri di distanza dalla sua casa per una legge orribile ed ingiusta quale fu la Legge Pica che sterminò il nostro Mezzogiorno, tornerà nella sua Calabria e per tutti noi sarà un momento di grande gioia!

Elenco delle Città aderenti al Comitato No Lombroso: Motta S. Lucia (CZ), Valmadrera (LC), Bucciano (BN), Malgrate (LC), LECCO, Civate (LC), Bosisio Parini (LC), Mandello del Lario (LC), Cassago Brianza (LC), Garlate (LC), San Pietro Apostolo (CZ), Castiglione di Sicilia (CT), Carlopoli (CZ), Crucoli (KR), San Giovanni in Fiore (CS), Abbadia Lariana (LC), Torre Ruggiero (CZ), Rogeno (LC), Sellia Marina (CZ), Botricello (CZ), Sonnino (LT), Aprigliano (CS), BARI, Bianchi (CS), Lamezia Terme (CZ), NAPOLI , Acquaformosa (CS), Francavilla Angitola (VV), Filadelfia (VV), Cetraro (CS), San Basile (CS), Craco (MT), Platania (CZ), Conflenti (CZ), Martirano Lombardo (CZ), San Giuliano del Sannio (CB), Stefanaconi (VV), Gizzeria (CZ), Aversa (CE), Gerocarne (VV), Mirabello Sannitico (CB), Cicala (CZ), Girifalco (CZ), Feroleto Antico (CZ), Tiriolo (CZ), Jacurso (CZ), Montecilfone (CB), Ferrazzano (CB), Altavilla Milicia (PA), Brancaleone (RC), Scanzano Jonico (MT), Cerveteri (RM), CATANZARO, Binetto (BA), Panettieri (CS), San Pietro Avellana (IS), GROSSETO, Marcellinara (CZ), San Chirico Raparo (PZ), COSENZA, Borgia (CZ), Badolato (CZ), Galbiate (LC), Acquappesa (CS), Falerna (CZ), Aquara (SA), Amato (CZ), Fossato Serralta (CZ), Maruggio (TA), Casteldaccia (PA), Longobardi (CS), Suello (LC), Baselice (BN), Pentone (CZ), Mandatoriccio (CS), Villa San Giovanni (RC), Scigliano (CS), CROTONE, Cammarata (AG), Soveria Simeri (CZ), Annone Di Brianza (LC), Solofra (AV), Fuscaldo (CS), Colosimi (CS), Valverde (CT), Cropalati (CS), Verbicaro (CS), San Bartolomeo in Galdo (BN), Isola di Capo Rizzuto (KR), Locri (RC), Sirignano (AV), Roccasecca dei Volsci (LT), Rionero in Vulture (PZ), Opera (MI), Grumo Appula (BA), Umbriatico (KR), Valenzano (BA), Lucera (FG), Calitri (AV), Sannicandro di Bari (BA), Assisi (PG), Miglierina (CZ), Rodi Garganico (FG), Serrastretta (CZ), Giovinazzo (BA), Formia (LT), Bitonto (BA); Casole Bruzio (CS), Domusnovas (CI), Settingiano (CZ), Giovinazzo (CZ), Terlizzi (BA), Barletta (BAT), Gimigliano (CZ), Drapia (VV), Santo Stefano di Rogliano (CS), Pianopoli (CZ), Gioia del Colle (BA), Velletri (RM), Pizzo (VV), Molfetta (BA), San Marco Argentano (CS), MATERA, Tiggiano (LE), San Benedetto Ullano (CS), Taverna (CZ), Cardinale (CZ), Montalto Uffugo (CS), Siderno (RC), Lavello (PZ), Castrolibero (CS), Montegiordano (CS), Casalduni (BN), Sant'Arcangelo Trimonte (BN), Soveria Mannelli (CZ), Matino (LE), Castelsilano (KR), Savelli (KR), Sellia (CZ), Verzino (KR), Pontelandolfo (BN), Mezzojuso (PA), Cinquefrondi (RC), Barcellona Pozzo di Gotto (ME), Belvedere di Spinello (KR), Terme Vigliatore (ME), Castroreale (ME), Furnari (ME), Platì (RC) ....e la Regione Calabria!

*Comitato tecnico scientifico No Lombroso

Fonte: Domenico Iannantuoni - corrieredellacalabria.it

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Progetto "Ridatemi il Futuro". Il 23 giugno la presentazione del lavoro svolto dagli studenti fortorini

Sarà presentato presso la Sala consiliare della Comunità Montana del Fortore il lavoro svolto dagli studenti dell’Istituto Superiore “Medi-Livatino” per il progetto “Ridatemi il Futuro”. 

Si terrà a San Bartolomeo in Galdo, il 23 giugno alle ore 18.00, presso la Sala consiliare della Comunità Montana del Fortore la presentazione del lavoro svolto dagli studenti dell’Istituto Superiore “Medi-Livatino”, nell’ambito del progetto “Ridatemi il Futuro”. Il progetto ha coinvolto le classi seconde del Liceo Scientifico e dell’Istituto Professionale per l'Agricoltura di San Bartolomeo in Galdo, del Liceo Classico e dell’Istituto Tecnico Economico di San Marco dei Cavoti, dell’Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici di Baselice. “L’idea del progetto – ha affermato la dirigente scolastica Gaetana Lanzito – nasce dalla volontà di rafforzare negli studenti il senso di appartenenza alle proprie comunità nonché di far loro acquisire I mezzi per saper riconoscerne i tratti fondamentali, quello che con termine latino si suole definire Genius loci, da qui – continua la dirigente – la proposta di coinvolgere gli studenti nella scelta di un tema e nello sviluppo di un progetto che potesse esprimere perfettamente il desiderio di mettersi in gioco e costruire qualcosa per il futuro del proprio territorio”. I ragazzi hanno scelto di lavorare intorno ad un progetto di valorizzazione dei propri centri storici, focalizzando l’attenzione sugli antichi portali che ancora oggi conferiscono pregio ai paesi della Valfortore. Sotto la guida di un esperto di restauro architettonico, Luigi Raia, i ragazzi hanno svolto indagini, realizzato interviste ed effettuato rilievi, mettendo a punto un vero e proprio progetto di restauro che potesse riportare alla bellezza originaria questi manufatti, che presentano particolari di grande pregio. Durante le attività, le classi sono state seguite da tre docenti tutor di progetto, Laura Papa, Incoronata Cilenti e Antonio Tosto, e cinque docenti tutor di classe, Silvana D’Imperio, Francesca Palumbo, Alessandra Boffa, Rosanna Tremonte e Igino Casillo, che hanno coordinato gli incontri e fornito un supporto continuo alle classi coinvolte. Nella fase finale, l’esperto di grafica Vincenzo Esposito, ha guidato i ragazzi nell’attività dedicata all’inserimento di tutti i materiali raccolti e prodotti nel sito web dedicato al progetto. La sede della Comunità Montana del Fortore è stata scelta come teatro della manifestazione finale per l’importante ruolo di sintesi delle forze positive che animano la vita sociale del nostro territorio da essa rappresentato. “Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta dell’Istituto Superiore Medi- Livatino – ha affermato il presidente dell’Ente Zaccaria Spina – di ospitare all’interno della sede della Comunità Montana la presentazione del progetto ‘Ridatemi il futuro’. Cercheremo di favorire la giusta attenzione da parte delle istituzioni dei dodici comuni sull’importante iniziativa anche al fine di individuare ed eventualmente utilizzare tutte le potenzialità che potranno emergere”.

Fonte: ilquaderno.it

 

 

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Tradizioni sannite tramandate da generazioni.

Ecco alcune immagini delle infiorate allestite in occasione del Corpus Domini domenica scorsa

Benevento.  

Da Paduli a San Bartolomeo in Galdo, da Cusano Mutri a Sant'Agata de Goti. Domenica scorsa, in occasione del Corpus Domini, il Sannio è stato animato dalla vivacità delle numerose infiorate allestite e organizzate nei diversi paesi del beneventano.

 

A fare da cornice alla Solenne Processione dedicata al Corpo di Cristo sono state queste vere e proprie opere d'arte, fiumi di fiori hanno attraversato le strade cittadine rendendo la giornata ancor più gioiosa. In ogni paese una tradizione tramandata da generazioni: a Montesarchio la giornata del Corpus Domini è invece caratterizzata dall'allestimento di altari che raffigurano dipinti religiosi. Abbiamo selezionato per voi le immagini più belle.

 

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Infiorata di S. Bartolomeo, tutte le curiosità a Ottomattina

Una lunga tradizione che ogni anno si rinnova grazie all'impegno dell'intera comunità. Un lavoro di ricerca, selezione e di scelta dei quadri che coinvolge dai più piccoli ai più grandi. Così anche quest'anno sarà realizzata l'Infiorata di San Bartolomeo in Galdo, in programma domenica e presentata oggi a Ottomattina. Nel salotto di Imma Tedesco il vicesindaco di San Bartolomeo in Galdo, Lina Fiorilli e l'organizzatrice dell'evento, Antonella Martini. Poi abbiamo parlato del nuovo libro dello scrittore Domenico Esposito. A seguire la rubrica 'In Salute': oggi attenzione rivolta alla celiachia e alla sana alimentazione con l'associazione regionale Aic. Infine spazio ai giovani talenti campani con 'Provaci ancora... Tonino'. Ospite di Gianrico Mancini la bravissima Sara Cantone. Ottomattina torna domani, sempre in diretta dalle 10 alle 13 su Ottochannel.

fonte: ottopagine

Guarda il video della puntata di "Ottomattina" sull'Infiorata di San Bartolomeo edizione 2016 cliccando qui.

 

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Successo per la conferenza su "Altiero Spinelli e il sogno europeo"

Conferenza affollata quella di lunedì 23 maggio 2016, tenutasi presso la Biblioteca Comunale ed avente ad oggetto una riflessione su "Altiero Spinelli e il sogno europeo". A relazionare i tre professori di Storia e Filosofia del Medi-Livatino.

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