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Dalla discarica il fetore giunge in paese

Dopo l’ordinanza del commissario Catenacci, dall’8 giugno i rifiuti umidi arrivano a Serra Pastore. L’Amministrazione del neo sindaco Agostinelli deve adoperarsi affinché la vasca venga chiusa prestissimo.

Da martedì 8 giugno scorso, per l’emergenza rifiuti, è stata riaperta l’ex discarica di Serra Pastore di San Bartolomeo in Galdo, così come è stato riportato ampiamente dal nostro quotidiano. Infatti, su ordinanza del commissario di Governo, Corrado Catenacci, i rifiuti umidi detti fos, giornalmente dal Cdr di Casalduni vengono trasportati su grossi camion nello Sversatoio fortorino. Si dice che gli scarti organici umidi dei rifiuti lavorati dovrebbero essere sversati a Serra Pastore per tre mesi, dopo di che la Discarica verrebbe bonificata. Intanto, però, gli scarti depositati nella Discarica emanano un odore insopportabile tant’è che si sente anche in paese. La collettività si lamenta e vorrebbe che la Discarica fosse chiusa subito per motivi igienici. Sarà compito dell’Amministrazione civica retta dal neo sindaco Donato Agostinelli affrontare in modo prioritario e con urgenza la scottante problematica. Innanzi tutto, si chiede all’Asl BN1 di fare un sopralluogo con sanitari per accertarsi di quanto noi stiamo asserendo. Il caldo di questi giorni sta producendo guai enormi: esso diffonde ancora maggiormente il cattivo odore. Come si ricorderà, nel marzo scorso, i cittadini furono mobilitati in migliaia per sfilare per le vie cittadine contro l’arrivo dei rifiuti solidi del Sannio nella Discarica consortile già chiusa. Anche allora si disse che il Cdr di Casalduni era saturo di ecoballe e di fos e che per l’emergenza i rifiuti umidi sarebbero stati dirottati nella discarica di Serra Pastore. Allora la collettività evitò che la zona fortorina diventasse una pattumiera, presidiando notte e giorno lo Sversatoio. Si mobilitarono agricoltori, artigiani, commercianti, alunni delle Scuole d’ogni ordine e grado, donne, giovani, rappresentanti di ogni schieramento politico, sindacalisti della Cgil, Cisl e Uil, sindaci fortorini o loro rappresentanti con i gonfaloni dei Comuni, provenienti anche da Volturara, Tufara, Gambatesa, Riccia, San Marco la Catola, Carlantino, Celenza, Molinara, San Marco dei Cavoti, Ginestra degli Schiavoni, Baselice ed altri paesi. Il corteo, preceduto da centinaia di trattori, si snodò da Via Torre per giungere nei pressi della Discarica, dove su di un palco si alternarono al microfono alcuni cittadini per ribadire la ferma volontà di non “mollare”. Fu occupato pacificamente anche il Comune per diversi giorni. La discarica di Serra Pastore, quindi, dovrà essere prestissimo bonificata con la copertura di uno strato di terreno vegetale, anche perché la stessa è ubicata vicino a tante abitazioni ed ad un immobile che ospita un ristorante. E poi, a valle scorre il fiume Fortore le cui acque impinguano la diga di Occhito che disseta la Daunia. Chi autorizzò la costruzione dello Sversatoio fu l’ex sindaco Marcasciano. La Prefettura di Benevento, la realizzò in tre mesi. Costò un miliardo e 800 milioni di lire. Alcuni tecnici dell’acquedotto pugliese si sono recati alla Discarica, nel marzo scorso, per constatare il suo stato. Dallo Sversatoio esce anche un liquido rossiccio che scorre giù a valle e, quindi, sbocca nel fiume Fortore.

di B.C. da "Il Sannio Quotidiano"
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