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Eccellenze Locali

Eccellenze Locali (11)

La Polisportiva Fortore vince il Campionato

MORGIA PIETRACATELLA       1

POLISPORTIVA FORTORE       4

POL. FORTORE: De Bellis G. (87’ Falcone), Bianco, Iannelli, Circelli P. L., Telegramma, De Bellis L., Zullo (75’ Pepe S.), Ruggiero, Moccia (71’ Colucci), Circelli P., Guari. All. Pepe Michele.

MARCATORI: 18’ Moccia, 31’ Campolieti, 62’ Moccia, 69’ aut. Campolieti, 80’ Bianco.

SAN BARTOLOMEO IN GALDO - (Augusto Colucci) Non ci volevano grandi doti profetiche o divinatorie per pronosticare la vittoria finale della Polisportiva Fortore nel Girone B del Campionato di II Categoria molisano. Specie dopo il 10 a O rifilato in casa la settimana scorsa al malcapitato Audax Toro, viatico a quello che poi sarebbe stato il trionfo finale nell’atto conclusivo. Per il salto di categoria sarebbe stato sufficiente anche un solo punto nell’ultima partita del campionato, per non lasciarsi raggiungere dalla squadra inseguitrice dei Casali Dauni. Ma i fortorini hanno voluto onorare la loro maglia e coronare la loro splendida stagione con un’altra autorevole vittoria in trasferta. Così, mentre la diretta concorrente Casali Dauni, per nulla demordendo, andava a vincere sul campo dell’Audax Toro con un netto 2 -0, i fortorini rispondevano da par loro espugnando a loro volta il terreno di gioco del Morgia Pietracatella con un bel poker di reti, contro l’unica segnatura della squadra di casa: il risultato finale di 1 — 4 e con esso la Polisportiva Fortore ha messo  il dovuto sigillo ad un grande campionato. I numeri parlano chiaro e confermano il dominio del club fortorino. Punti 67, con tre di Vantaggio sulla degna seconda Casali Dauni, che ha lottato fino all’ultimo. Vittorie 22 in ventisei incontri, con un pareggio e tre sole sconfitte, di cui solo una in casa (qui il Casali ha fatto meglio, mantenendo inviolato il proprio campo). Ben 103 reti contro solo 24 subite: primo attacco e prima difesa girone. E poi un rendimento costante, Senza differenze tra campo amico e campi esterni: 34 punti in casa e 33 fuori casa: La promozione non poteva essere che il logico coronamento di una stagione da record. E così è stato.  Grandi festeggiamenti in serata, di ritorno dalla trasferta, a San Bartolomeo in Galdo, dove i tifosi felici ed entusiasti si sono scatenati e hanno fatto le ore piccole. Molti hanno anche immortalato i bei momenti di gioia sui loro profili social, cosi da mostrarli anche agli amici non presenti e lontani. Una gioia giustificata, per una stagione sempre al top, e conclusa con una meritatissimo promozione: cosa di cui, tutto l’ambiente è consapevole. Ci si gode e si gusta il buon sapore del traguardo raggiunto e della vittoria finale. I complimenti, in questi casi si sprecano ma davvero per ottenere questi risultati i meriti e le felicitazioni vanno rivolti a tutti: alla società, alla dirigenza, all’allenatore Michele Pepe e al suo vice e a tutti i calciatori che hanno preso parte a questa meravigliosa avventura.  Una stagione che resterà nella memoria e nel cuore dei tifosi e di tutto l’ambiente, soddisfatti e felici.
CLASSIFICA FINALE
Polisportiva Fortore 67; Casali Dauni 64; Real Cercepiccola 58; Celentia 56; San Giovanni in Galdo 45; San Marco La Catola 1984 42; La Seconda Baranello 39; Audax Toro 37; Fiamma Folgore 36; Morgia Pietracatella 21; Reds 15; Real Gambatesa'l4; Acli Calcio Campobasso (- 1) 13; Campolieto 7.

STAFF TECNICO POL. FORTORE
Allenatore Pepe Michele 1985 (San Bartolomeo),
Allenatore in Seconda Pepe Mariano 1989 (San Bartolomeo).

LA ROSA DELLA POL. FORTORE
Bianco Michele 1996 (Baselice), Cerro Donato 1998 (S. Bartolomeo), Circelli Paolo 1997 (S. Bartolomeo), Circelli Pablo Luis 1983 (S. Bartolomeo), Colucci Antonio 1993 (Baselice), De Bellis Giuseppe 1997 (Baselice), De Bellis Luigi 1990 (Baselice), Del Buono Stefano 1989 (S. Bartolomeo) Delle Donne Donato 1987 (S. Bartolomeo), Falcone Giovanni 1988 (S. Bartolomeo), Ferro Giuseppe 1984 (S. Bartolomeo), Guari Davide 1991 (S. Bartolomeo), Iannelli Danilo 1997 (S. Bartolomeo), Martini Giulio 1996 (S. Bartolomeo), Moccia Andrea 1992 (S. Bartolomeo), Mongella Antonio 1998 (S. Bartolomeo), Palumbo Salvatore 1998 (S. Bartolomeo), Parisi Daniele 1998 (Baselice), Pepe Salvatore 1988 (S. Bartolomeo), Ricciardi Simone 1996 (Baselice), Ruggiero Fabio 1995 (S. Bartolomeo), Telegramma Ivan 1991 (S. Bartolomeo), Zullo Pio 1997 (Baselice).

MARCATORI DELLA POL. Fortore
Circelli Paolo 19; Riccardi Simone 12; Ruggiero Fabio 12; Moccia Andrea 11," Zullo Rio Francesco 10; Telegramma Ivan 9; Iannelli Danilo 8; Bianco Michele 6; Guari Davide 4; Circelli Paolo Luis 2; Del Buono Stefano 2; De Bellis Luigi 1; Colucci Antonio 1; Martini Giulio Pio 1; Palumbo Salvatore 1; Pepe Salvatore 1.

Autoreti a favore 3.

 

 

 

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La salsiccia "A Sausicchj"

In tutta la regione Campania e soprattutto nelle aree interne e rurali è molto diffusa la produzione di salsicce e soppressate di suino. Questo ricorda tempi lontani,quando quasi in ogni casa o masseria del circondario si allevavano i maialini da poter sacrificare in inverno e farne provvista per il resto dell'anno. Il momento in cui si svolgevano questi lavori era gioviale,perchè oltre che per lavorare,la gente si riuniva per fare festa,giocare,ballare,suonare e il vino scorreva a fiumi.  

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La pizza coi cicoli

Ricetta dell'antica tradizione sanbartolomeana. Qualcuno storcerà il naso a sentir parlare di grasso di maiale,per chi ancora non l’avesse capito i cicoli sono un prodotto alimentare ottenuto dalla lavorazione del grasso sfritto del maiale che si usa nella preparazione dello strutto,lo strutto ottenuto serve a conservare la salsiccia una volta essiccata, quindi i cicoli sono un prodotto di "scarto" in apparenza,

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Nnoglie

L’unica sicurezza che avevano i contadini di San Bartolomeo prima dell’unità d’Italia era la sicurezza alimentare. Non che vi fossero pranzi e pietanze luculliane, ma la terra garantiva quei prodotti che oggi definiremmo a km 0 che sfamavano il povero quanto il ricco. La conformazione delle colline garantiva la rigogliosità dei vigneti, la dovizia dei contadini aveva permesso che San Bartolomeo diventasse esportatore di ortaggi, ne producesse oltre il suo fabbisogno. Il Falcone

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Il panecotto

Questo piatto è molto semplice e veloce da preparare e ha tutto il gusto dei piatti della tradizione contadina sanbartolomeana,in epoche passate era un pranzo completo,e per scarsità di generi alimentari,e per utilizzare il pane avanzato e raffermo,indispensabile per la buona riuscita della ricetta. Al giorno d'oggi si è perso di molto l'uso di preparare e mangiare questo pietanza,diventando così un prodotto di nicchia molto ricercato.

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Capicollo

Il capicollo, o capocollo, è un insaccato prodotto utilizzando un taglio di carne ricavato dal dorso del collo del maiale, da cui si fa derivare il nome. In Campania la sua produzione è diffusa in tutta la regione, in particolare nelle aree interne come il Sannio, Irpinia, l’entroterra napoletano, l’alto casertano.

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Il pane

Nella terra il bove traccia

 

con l’aratro il dritto solco;

con la forza delle braccia

sparge il seme il pio bifolco.

Spiga già la messe al vento

ondeggiando tutta d’oro;

ogni chicco di frumento

si trasforma in un tesoro.

Il mulin, rombando, il grano

frange in candida farina;

il fornaio la raffina,

staccia, intride a mano a mano;

cuoce poi nel forno ardente

gli odorosi bianchi pani

e li porge alle tue mani,

o mio piccolo ridente.

Bambini, per noi

l’aratro, il molino

il buon contadino

 

lavorano, e i buoi.

(V. Brocchi)

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A Far'nat "La polenta"

La polenta è un piatto preparato con farina di mais. Piatto povero della tradizione contadina che unisce la penisola dal nord al sud. Non poteva mancare sulle nostre tavole, una volta per esigenza alimentare, ora come piatto ricercato.

Le nostre nonne la preparavano in un paiolo di rame stagnato pendente dalla catena del camino o sul treppiede, poggiato direttamente sulla fiamma ardente della legna. Le donne erano piegate in due dalla fatica applicata a rivoltare col mestolo l'acqua calda ed aggiungendo con dovizia la farina per evitare il formarsi dei grumi. La polenta poteva essere condita in vari modi: sugo di pomodoro e salsiccia e una buona spolverata di formaggio; aggiunta di ceci o fave e soffritto in bianco di pancetta con l'immancabile formaggio spolverato. Era d’uso impiattarla a strati e intervallare ogni strato con abbaondante condimento e formaggio. Veniva portata a tavola in un unico piatto di terracotta smaltata, con tutta la famiglia seduta intorno al tavolo.dorata.

La polenta era buona anche il giorno dopo perchè rappresa e facilmente affettabile per essere poi riscaldata sulla griglia e consumata calda con la sua crosta 

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I turc'nell "involtini di agnello"

Per la loro preparazione occorrono le interiora di agnello o capretto. Si prendono delle budella di lattante e si aprono con la forbice per una migliore pulizia, si lavano bene ripetutamente sotto l’acqua corrente strofinandoli a lungo con il sale, fatto questo, si risciacquano ripetutamente, dopo averle lasciate sgocciolare si asciugano con uno strofinaccio, infine bisogna salare.

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'U sp'zzat "agnello cacio e uova"

È un piatto tipico pasquale dell'appenino centro meridionale,anch'esso entrante a pieno titolo nella cultura gastronomica di San Bartolomeo in Galdo. Questa ricetta risale alla notte dei tempi,ha camminato di pari passo con la pastorizia e le grandi transumanze che avvenivano dai monti degli Abruzzi fino alle pianure bruciate dal sole della Puglia attraverso i vari tratturi come il Pescasseroli - Candela, (il c.d. Regio Tratturo) o il Castel di Sangro - Lucera o il Celano - Foggia. Sbig era localizzato in posizione centrale rispetto a queste grandi strade d'erba come venivano chiamate,vie usate dai pastori per spostare i loro numerosi greggi in inverno verso le Puglie e viceversa verso i monti in primavera.

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