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Politica

Politica (10)

False promesse, lusinghe, menzogne: Welcome to Fortore!

Nel 1965 Don Clemente scrisse una toccante riflessione sull’arretratezza di SBiG, sul suo essere stato abbandonato dalle istituzioni.
Dopo circa due anni da missionario degli emigrati in Svizzera, ove condivise con i nostri compaesani all’estero: i disagi, gli urti psicologici dovuti allo sradicamento dalla terra natia e tutti gli altri pericoli di un emigrante, il rev. Arricale tornò a San Bartolomeo ed osservò il paese con altri occhi. Fu assalito da un sentimento di amarezza, nel vedere la misera e depressa zona della Valle del Fortore, “condannata allo spopolamento dalla miseria e dall’abbandono nei quali è lasciata”.

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La caduta degli dei - Conclusione

   LA CADUTA DEGLI DEI         

A cura di Paolo-Angelo Furbesco
(Leggi qui la prima parte)

 

  Tormentone estate 2016

Dopo questa lunga premessa, eccoci giunti al “tormentone” dell’estate 2016.
In piazza del Popolo – pardon, in piazza Garibaldi, cuore della vita cittadina – per tutto il mese di luglio l’argomento del giorno è stato sempre lo stesso, riassumibile in questo interrogativo e nelle relative risposte, tra il serio e il faceto: «È caduto? No, non è caduto; sì, è caduto, ma non si è fatto male; no, non è caduto, perché sembra che abbiano trovato un cavillo e tutto è rientrato; sì, è caduto perché era senza… bastone; è caduto perché gli sono mancati tre… bastoni». E via di seguito fino ai primi di agosto, quando il “patatrac”, alla fine, si è verificato.

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La caduta degli dei - parte 1

LA CADUTA DEGLI DEI          
A cura di Paolo-Angelo Furbesco

Premessa Non sono un giornalista, non sono laureato né diplomato. Con mio rammarico, i miei studi si sono arenati alla terza media; però mi considero – scusate l’ardire – un narratore. Così, eccomi a voi con questo diario: vi troverete uno spaccato politico-amministrativo di San Bartolomeo in Galdo relativo a questo ultimo ventennio, a partire dal 1995. Un anno storico, per il nostro paese: dal 1993, per i Comuni inferiori ai 15 mila abitanti era entrata in vigore una nuova legge elettorale basata sull’elezione diretta del sindaco. In altre parole: da quel momento, a una lista, sarebbe bastato un voto in più rispetto alle altre per aggiudicarsi la maggioranza assoluta in Consiglio comunale (pari ai 2/3).     

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San Bartolomeo, il commissario straordinario "Salvaguardare la rete scolastica della Valfortore"

Colpo di scena per quanto riguarda la vicenda della riorganizzazionedella rete scolastica nel Fortore. Il commissario straordinario di San Bartolomeo, Vincenzo Lubrano, ha rettificato la precedente delibera del sub commissario, proponendo con quella di ieri “di mantenere inalterata l’attuale struttura dell’istituto superiore Medi-Levatino, con ufficio di dirigenza in San Bartolomeo in Galdo, per le sedi ubicate nei comuni di San Bartolomeo, Baselice e San Marco dei Cavoti”.
E di mantenere l’attuale struttura dell’Istituto comprensivo L. Bianchi per le scuole di San Bartolomeo in Galdo e Baselice.
Inoltre, ha invitato il sindaco di Baselice, Domenico Canonico, a condividere il presente atto deliberativo per il mantenimento dello status quo delle rete scolastica della Valfortore, chiedendo espressamente che l’Istituto per il turismo di Baselice resti accorpato al Medi-Livatino di San Bartolomeo. Poi si è appellato ai comuni di Castelvetere, Foiano e Montefalcone Valfortore a una maggiore unione scolastica del Fortore nel rispetto dell’identità culturale e storica delle stesse popolazioni.La decisione del commissario è stata presa alfine “di salvaguardare la rete scolastica del territorio della Valfortore storicamente consolidata, ben radicata ed articolata, nonché dimensionata con soglie minime lontane da situazioni di criticità per la propria autonomia (I.C. Leonardo Bianchi alunni 595 – e I.I.S. Medi Livatino alunni 503), istituti sufficientemente forti sotto il profilo numericoe destinati quindi a durare nel tempo”.

Fonte: Il Blog di Antonio Bianco

 

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Vota Leonardo, vota Leonardo

C.Iulium Polybium aedilem oro vos faciatis, panem bonum fert. (Vi prego di eleggere C. Giulio Polibio edile, fa del buon pane).
La propaganda elettorale che avete letto, la troverete scritta sulla parete di una casa a Pompei. Vi invito a visitare questo sito ad un’ora e mezza di macchina da noi, è il sito archeologico per eccellenza, non ve ne sono di pari bellezza nel mondo. Adempiuto il mio lavoro di promotore delle bellezze italiche, entro nel merito dello slogan.

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Viabilità, quella delibera del 1873

Il sindaco Bartolomeo Crialese scriveva al senatore del Regno Federico Torre: “E’ deplorevole la condizione di questi cittadini pel difetto assoluto di ogni mezzo di comunicazione”. Erano trascorsi appena 12 anni dall’Unità d’Italia. Negli ultimi mesi del 2014 le cronache del Fortore sono state caratterizzate dalle vicende legate alla viabilità e soprattutto della strada Fortorina.

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In 61 anni nulla è cambiato...

Anzi no:i trasformisti della politica si sono moltiplicati
L’articolo del 1954 di Andrea Pirandello apparso sull’Unità sembra scritto oggi. Era il 4 marzo 1954 e dalle colonne dell’Unità, organo di informazione del Partito Comunista Italiano, Andrea Pirandello scriveva del trasformismo di alcuni esponenti politici sanniti. Si celebrava in quei giorni il congresso provinciale del partito.

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Un sogno diventato miraggio: la Ferrovia della Valfortore

Oltre un secolo fa, il ‘900 era appena iniziato, nella neonata Provincia di Benevento si discuteva di viabilità e trasporti. E tra le tante proposte presentate per migliorare i collegamenti tra San Bartolomeo e il capoluogo e soprattutto per favorire i rapporti sociali e commerciali tra il Sannio e la Puglia, c’era quella di realizzare una linea ferroviaria. Notizie di avviare un progetto per la Ferrovia della Valfortore si trovano nel libro di Angelo Fuschetto, studioso e appassionato di storia sannita, “Una testimonianza sugli anni di vita pubblica nel primo Novecento”. Lo storico nel suo lavoro riporta la lettera scritta da Angelo Ricci di San Marco dei Cavoti, politico di spicco del Fortore, alla vigilia delle elezioni al consiglio provinciale di Benevento del 1914.

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C’era una volta il Premio Rocky Marciano. Ora non c’è più

C’era una volta il Premio Rocky Marciano.Sì, c’era,perché dal 2012 si sono perse le tracce.Il premio era stato istituito in memoria del pluricampione di boxe nel 2010 dall’allora amministrazione Sangregorio dopo che nel 2008 a San Bartolomeo in Galdo (amministrazione Agostinelli) c’era stata una mostra in memoria del fuoriclasse della nobile arte del pugilato per ricordarne le sue origini fortorine.La mamma, Pasqualina Picciuto, infatti,era originaria di San Bartolomeo in Galdo,partita all’inizio del secolo scorso per raggiungere gli Stati Uniti d’America dove sposò Pierino Marchegiano di Ripa Teatina (Chieti) e dal matrimonio nacque Rocco,meglio conosciuto come Rocky Marciano.

Ultima edizione del Premio intitolato al campione nel 2012. Nel 2013 l’amministrazione guidata da Enzo Sangregorio decise dare il Premio al figlio del pugile, Rocky Junior, in visita a Ripa Teatina. Il riconoscimento fu consegnato nella cittadina abruzzese e la manifestazione non fu organizzata anche a causa del patto di stabilità. Nel 2014 la nuova amministrazione, guidata dal sindaco Gianfranco Marcasciano, decise di mettere in stand by l’evento perché “il gemellaggio con Ripa e Il premio Rocky Marciano – parole del vice sindaco Lina Fiorilli rilasciate ad un quotidiano locale il 2 luglio 2014 - devono essere qualcosa di più concreto”. In quello stesso articolo l’esponente della giunta comunale affermava che si sarebbero messi subito a lavoro per trasformare le idee in atti concreti”. Parole pronunciate al ritorno da Ripa Teatina, dove il vice sindaco aveva partecipato insieme ad una delegazione di amministratori alla decima edizione del premio che la cittadina abruzzese dedica a Rocky Marciano. Da allora è trascorso un anno e del Premio Rocky a San Bartolomeo non si è più parlato. Che la nuova amministrazione avrebbe voluto “rivedere i metodi – sempre parole del vicesindaco - per l’assegnazione del riconoscimento” può starci, ma l’impressione che si ha è che al sindaco Marcasciano e alla sua maggioranza del Premio Rocky Marciano e del gemellaggio con Ripa interessi poco o niente, visto che nel frattempo il governo municipale ha anche pensato di revocare l’intitolazione di una strada al Campione. Tutto questo mentre nella cittadina abruzzese ci si appresta a celebrare l’undicesima edizione del Riconoscimento. Dove ormai da anni è diventato l’evento più importante di Ripa e della provincia di Chieti. Per l’occasione arrivano personaggi importanti del sport e del giornalismo nazionale. Il Premio, tanto per ricordarlo, era nato con l’intento di creare un ponte virtuale con i figli di San Bartolomeo e del Fortore che vivono ormai lontani dalla propria terra.

 

 

Il Premio come spiegato dagli ex amministratori serviva a “riallacciare i rapporti con i tantissimi sanbartolomeani sparsi nel mondo e fare in modo che ritornino in maggior numero e più spesso a San Bartolomeo. È una questione affettiva, - concludevano - ma anche una questione economica. Un tentativo di incrementare quello che viene definito un turismo di ritorno”.

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Teatro, mattatoio e liti. Saccone e Colatruglio come Coppi e Bartali

Il dualismo è sempre stato il sale italico. Sanniti vs Romani, Scipione vs Annibale, Guelfi vs Ghibellini, Manfredi (di Svevia) vs Carlo (D’Angiò), Coppi vs Bartali, Rivera vs Mazzola. Nel borgo, non siamo da meno. Abbiamo avuto i Marcascianiani vs Agostinelliani, abbiamo i Marcascianiani vs “Giovani”, a cavallo tra XIX e XX secolo abbiamo avuto il grande dualismo tra don Ciccio Catalano e l’arciprete don Ernesto Saccone, don Ciro vs Padre Paolo. Dalle carte che la gentilissima Cristina Giuliani erede Catalano ha messo a mia disposizione è emerso un altro grande dualismo, che ha accompagnato il borgo per alcuni decenni, la disfida tra don Ignazio Saccone e il cav. Pietro Colatruglio.

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