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Fatevi un regalo: Dora Cuore tra le mani di Agata Casamassa

Ci siamo regalati la lettura della seconda fatica letteraria dell’insegnante Agata Casamassa: Dora Cuore tra le mani.

La storia dell’insegnante Casamassa, con le differenze del caso, ci ricorda la storia del più grande scrittore italiano dell’ultimo ventennio del XX secolo, l’immenso Gesualdo Bufalino.

Come lo scrittore di Diceria dell’untore, Le menzogne della notte, Argo il cieco, anche la scrittrice Casamassa ha iniziato a pubblicare tardi, entrambi hanno dato priorità e amore ai propri allievi e si sono concentrati sulla scrittura solo dopo aver terminato con l’insegnamento.

Dopo averne apprezzato moltissimo l’opera prima: La più bella stagione, attendevamo con curiosità la sua seconda pubblicazione e non siamo rimasti delusi.

La scrittura è limpida, pulita, è una struttura sintattica lineare, molto attenta ad evitare il superfluo, se fossimo insegnanti delle scuole medie lo leggeremmo in classe per mostrare la sapiente attuazione della grammatica italiana.

Le protagoniste sono due donne: Dora e Naisha.

La tecnica narrativa usata nella prima parte del romanzo è quella dell’analessi.

Un lampo, maratoneta solitario, all’improvviso saettò nel cielo livido…” e mentre fuori imperversa il temporale, Dora nel tepore della sua casa sul mare racconta la propria vita con l’aiuto del suo diario.

Una vita fatta di povertà, sofferenza, violenza, sopraffazione, ma come un giunco piegato dalla piena, Dora si rialza sempre, fortificata in ciò dall’esempio materno.

Il romanzo assume tinte pastello “Quei momenti intrisi di leggiadria e profumi scavano in me trincee di benessere, di cui mi nutrivo quando avevo fame di sole e affetto”, “… stendeva il bucato sui cespugli di biancospino e, nell’attesa che il sole elargisse i suoi raggi dorati e i caldi soffi del vento primaverile lo asciugassero, raccoglievamo le violette e le primule, spruzzate a chiazze in quei luoghi”, la vita di Dora dopo tante sofferenze sembra indirizzata al bello: costituzione di una magnifica famiglia, attività di apprezzata concertista, serenità, ma al termine del temporale, proprio quando la storia di Dora sembra volgere alla conclusione fa la sua comparsa a pagina 87 la giovane Naisha.

La storia di Naisha è in molti punti sovrapponibile alla storia di Dora, e forse per questo tra le due donne si instaura un legame fortissimo, un legame materno che troverà il suo culmine quando ella “diverrà” la nonna dei figli di Naisha.

Dora e Naisha affrontano tutte le brutture di questo mondo, ma solo Dora riuscirà a superarle, Naisha non avrà la stessa sorte, e non solo le supera, ne esce sempre più forte, ma soprattutto non rinuncerà mai alla sua bontà, e continuerà a donare amore.

Se c’è un insegnamento che abbiamo tratto dal libro è questo: Non bisogna mai perdere la fiducia negli altri e soprattutto mai perdere la speranza anche quando sembra che tutto vada male. In ciò Dora incarna benissimo il precetto paolino.

Dora continuerà a donare amore e non “nonostante” quello che le è successo, ma “soprattutto” per ciò che le è accaduto.

Cercherò sempre di avere il cuore di quei piccoli fra le mie mani, per essere cuore che abbraccia e scalda, che ascolta e celebra l’amore”.

Regalatevi un bel libro e soprattutto leggetelo.

Ad Maiora Ariadeno

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