Home Editoriali Cultura Forte e fragile, l’attivista trans Porpora Marcasciano: “Mezzo secolo di storia d’Italia”

Forte e fragile, l’attivista trans Porpora Marcasciano: “Mezzo secolo di storia d’Italia”

Le battaglie della leader del movimento trans, Porpora Marcasciano, rivivono nel film di Roberto Cannavò, ‘’. Nella pellicola on the road sono raccontate le folli notti romane, l’impegno e la formazione politica, la militanza e le vicende umane del transessuale che, dagli anni Settanta ad oggi, ha vissuto da protagonista i movimenti femministi, comunisti e trans.

L’opera, che è un viaggio verso il paese natale nel Sud Italia, si muove tra racconti intimi e incontri con figure storiche del movimento trans e con la comunità dei “femminielli” di Napoli. Uno spaccato di vita ripercorso attraverso un cammino a ritroso, non semplice ma necessario per Marcasciano, per arrivare a scoprire gli effetti delle sue origini sul suo vissuto presente. Il film sarà presentato al pubblico sabato 2 aprile alle ore 18.30 al cinema La Compagnia di Firenze, in quello che è un evento speciale realizzato in collaborazione con Florence Queer Festival, Associazione Ireos, e inserito nel cartellone di LGBT+ History Month Italia.Porpora Marcasciano (64 anni in uno scatto d’antan di Lina Pallotta

Porpora Marcasciano (64 anni ) in uno scatto d’antan di Lina Pallotta

A presentare la pellicola in sala saranno la stessa protagonista, Porpora Marcasciano, l’autore e produttore Vittorio Martone, Barbara Caponi presidente Ireos e condirettrice Fqf, e Bruno Casini condirettore Fqf. “Porpora – ha dichiarato il regista – è un film che attraverso la sua protagonista racconta le difficoltà di tutta la comunità transessuale. È un film che ruota intorno alla protagonista lasciando che autonomamente gli spettatori possano rendersi conto della differenza sostanziale tra divismo e leadership. Con questo film mi sono riproposto di porre gli spettatori davanti a una scelta: chiudere gli occhi e pensare che qualcuno possa intervenire per loro o aprirli e rendersi conto del necessario cambiamento interiore su cui tutti dobbiamo lavorare.”  Video Playerhttps://luce.lanazione.it/wp-content/uploads/2022/04/outputcompress-video-online.com-1.mp4?_=100:0001:15

Quando ha scoperto di essere ‘diverso’ e cosa voleva dire essere trans negli anni 70?

Le battaglie della leader del movimento trans, Porpora Marcasciano, rivivono nel film di Roberto Cannavò

“La scoperta non è stata improvvisa, mi ha accompagnato da sempre. A un certo punto, nella fase dell’adolescenza, tra i 14 e i 15 anni, c’è stata una presa di coscienza più che una scoperta. Esserlo negli anni ‘70 era molto diverso da oggi ovviamente, perché all’epoca non c’erano punti di riferimento, non c’era neanche la parola ‘Transessuale’, che è arrivata dopo insieme a tante altre. Quindi il senso di solitudine era totale, perché brancolavi nel buio. Bisognava sopravvivere più che farsi schiacciare: oggi questo può sembrare scontato ma all’epoca era fondamentale”.   

Cos’è cambiato da allora ad oggi? E a che punto siamo nella battaglia dei diritti?

“Da allora è cambiato tanto, ma tanto c’è ancora da fare. Sono stati costruiti dei servizi utili e necessari alle persone trans, dei percorsi di visibilità. Oggi le persone trans sono visibili nonostante la violenza, l’aggressività e il pregiudizio ci siano ancora. C’è una sorta di terreno di solidarietà, di protezione, di vicinanza che permette alle persone trans quantomeno di essere più tranquille. C’è ancora molto da fare perché il pregiudizio che incombe su di noi è difficile a morire, perché fa parte di tratti culturali. Quindi la lotta e la battaglia per le conquiste e l’emancipazione continuano. Una tra le più importanti, attraverso il Ddl Zan contro la violenza transfobica, purtroppo non è passato, e questo ci dà un’indicazione su che cos’è l’Italia oggi”.

Sente il peso di essere un punto di riferimento per nuove generazioni? E quali consigli le chiedono, soprattutto i ragazzi, quando si trovano ad affrontare le prime difficoltà?

Porpora Marcasciano (San Bartolomeo in Galdo, 15 settembre 1957): scrittrice e storica attivista trans, è stata una figura importante del movimento italiano dai suoi esordi all’interno dei collettivi degli anni ‘70 ad oggi

“Più che il peso sento la responsabilità di essere un punto di riferimento. I consigli che mi sento di dare alle persone giovani è quello di essere sempre molto molto attenti e attente, perché il mondo cambia, ma può cambiare in meglio ma anche in peggio. Quindi bisogna essere sempre vigili su quello che ci sta intorno. Proprio come all’improvviso è esplosa una guerra che ha messo in discussione gli equilibri mondiali, così può succedere di tutto, anche la sottrazione dei diritti. Per cui nulla è scontato, i diritti e i servizi bisogna conquistarli e soprattutto difenderli”.  

Le capita di subire ancora discriminazioni? E quali le pesano di più?

Porpora Marcasciano (64 anni) in uno scatto d’antan di Lina Pallotta

“Le discriminazioni si percepiscono nello sguardo della gente, nei comportamenti. Mi capita quasi tutti i giorni di entrare in un posto, che può essere un negozio, un locale, un ufficio, e trovare gente che fa capire la sua ostilità. Certo, a me oggi, essendo una persona conosciuta, è più difficile mi si faccia violenza e aggressività in maniera esplicita. La gente se ne guarda bene, anche perché non lo permetterei. Riesco a riconoscere i luoghi pericolosi e quindi li evito, però questa ostilità la si percepisce ancora. La prova più eclatante è stata quando sono stata eletta nel Consiglio Comunale di Bologna e nominata presidente delle Pari Opportunità, ma le opposizioni si sono hanno mostrato una ferma contrarietà, sostenendo che una persona trans non poteva occupare quel posto”.

Perché ha scelto di raccontarsi in questo film?

“È partito tutto dal regista e dal produttore che hanno voluto ricostruire quella che è la mia esperienza di vita e di attivista. Me lo hanno proposto e mi hanno seguito in una sorta di viaggio a ritroso, anche geograficamente, nei luoghi dove ho vissuto, a Roma, Napoli, fino al mio paese di nascita. Attraverso questo viaggio c’è una ricostruzione di quelli che sono 50 anni di esperienza e attivismo politico. Il viaggio della mia vita è stato attraversato da diversi sentimenti: è stato a tratti faticoso, a tratti emozionanti, a tratti sconvolgente, ma sempre incentrato sulle conquiste dei diritti che non sono mai facili né…

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