Nel marzo del 2025 scri9vevamo che c’è una nuova tipologia di emigrazione, non più solo giovani che per studio vanno nelle città del nord Italia, ma a partire oggi sono anche i genitori di costoro. Partono i nonni.
Lo scrivevamo noi, perché avevamo contezza personale di quello che stava succedendo, lo ha certificato la SVIMEZ nel report: “Un Paese, due emigrazioni”.
Negli ultimi 22 anni i “nonni con la valigia” sono passati da 96000 a 184000. Sono quasi raddoppiati.
Nel frattempo i laureati Under 35 partono anche dal Nord direzione Estero. Nel 2024 sono partiti 21000 ragazzi, tuttavia il Nord non nè risente, poiché da Sud ne arrivano circa 40000 l’anno.
Secondo il rapporto SVIMEZ la “quota di migranti qualificati” che da Sud migrano verso il Nord è passato per le donne dal 22% del 2002 al 70% del 2024, tra gli uomini dal 14,6% del 2002 al 50,7% del 2024.
Il rapporto SVIMEZ è un altro pugno nello stomaco per il Meridione, perché non riporta solo lo spopolamento che colpisce il Sud, ma anche i divari di retribuzione tra giovani meridionali laureati e giovani settentrionali. A parità di formazione il meridionale percepisce 375 euro in meno del coetaneo settentrionale e del meridionale emigrato. E ancora non c’è almeno di diritto, perché di fatto già c’è l’Autonomia differenziata.
Ciò che a noi colpisce però, è la partenza dei nonni.
Partono famiglie intere, per vivere insieme e serenamente gli anni della pensione, magari dare una mano con i nipoti e anche per usufruire di una sanità e servizi migliori.
Un giorno questa terra sarà bellissima, nel frattempo speriamo di avere almeno il gas e l’acqua durante la prossima settimana.
Ad Maiora Ariadeno
