Leggiamo i dati della popolazione residente a SBiG al primo gennaio 2025. Eravamo 4254 abitanti. Non eravamo così pochi da circa 300 anni, correva il 1710, ma a differenza d’oggi il paese allora cresceva e aveva un futuro, si riprendeva dalla terribile peste del 1656 e dalla conseguente crisi alimentare di fine secolo. Erano 4000 abitanti che guardavano al futuro pieni di speranza. E non avevano torto, il futuro per San Bartolomeo, almeno demograficamente, fu radioso, tanto da portarlo al suo zenith nel 1936 con ben 10434 abitanti.
Oggi siamo 4000, come 300 anni fa, ma guardiamo al futuro di SBiG con altro spirito, meno speranzosi e più realisti.
D’altra parte quando ci sono più persone di 90 anni che bambini di un anno c’è qualcosa che non è andato per il verso giusto. Ci diranno che è un problema comune a tutti i centri degli appennini, ma in questo caso, almeno per noi non vale il detto: “Mal comune mezzo gaudio”.
Il problema dello spopolamento delle zone interne è deliberatamente ignorato dalla Politica di ogni ordine e grado, anzi molto spesso spopolamento viene confuso con denatalità. Sono termini che si lambiscono ma hanno una loro specificità.
La popolazione italiana nel 2025 è aumentata, di pochissimo, circa 15000 residenti, eppure i paesi si spopolano.
Lo spopolamento riguarda le zone appenniniche, soprattutto del Meridione. La Lombardia ha aumentato nei primi dieci mesi del 2025 di 30000 residenti la sua popolazione. E se Milano perde 2000 abitanti, guadagnano Legnano, Binasco, Cassina de’ Pecchi. Se Como perde un centinaio di abitanti, aumentano Erba, Carimate e Dongo.
Vi è una forza centrifuga che spinge gli abitanti che lasciano le città verso paesi anche ai limiti della provincia.
In Capitanata, nei primi 10 mesi del 2025 si sono persi 2000 residenti e se Foggia aumenta la popolazione di poche decine di abitanti, a soffrire di più sono i paesi della provincia. Da noi la forza è centripeta, si tende ad andare in un centro più grande, nella vana illusione che la “vita” sia lì.
Tornando a San Bartolomeo, balza agli occhi che in paese vi sono 24 90enni e 21 bambini di un anno. Si vive più a lungo e ciò evita per ora il collasso demografico del paese. Si vive più a lungo ma, si vive peggio, l’ISTAT certifica che la speranza di vita in buona salute è scesa a 58,1 anni. Il che significa che aumenterà sempre di più la platea di anziani che avranno bisogno di aiuto in futuro.
A SBiG la popolazione che va da 0 a 20 anni è di 643 unità, il 15,11% dei residenti, mentre la fetta di popolazione che va da 70 a 90 anni è di ben 957 unità, il 22,49% dei residenti.
Se i giovani tendono a diminuire, il 2025, possiamo anticiparlo in attesa dell’ufficialità dell’ISTAT è stato il peggior anno demografico nella storia di SBiG, gli anziani tenderanno ad aumentare.
Bisognerà pensare il paese diversamente, storicizzare quello che è stato e non tornerà più e ricostruirlo con questa nuova demografia.
Difficile, ma se vogliamo star qui anche fra altri 700 anni, dobbiamo farlo.
SBIG 700, Auguri e forza SBiG
