Si chiude una porta, scompare un mondo

Il 7 gennaio 2025 tornava alla Casa del Padre Lucia Petrilli, vedova Stelluto. Lucia abitava in vico Zillante al n. 87. Era una brava persona Lucia, discreta, silenziosa, educata, sempre sorridente, una persona positiva.

Se n’è andata silenziosamente, come ha vissuto.

Con la morte di Lucia si è chiusa un’altra casa in Vico Zillante. Ma non una casa come tante, perché Lucia era l’ultima abitante di quel vicolo. Con la sua morte non si chiude solo UNA casa, ma si chiude un intero vicolo.

Si perde un mondo, fatto di vita vissuta, sudore, sacrifici e a volte miseria.

Ora vico Zillante è silenzioso, l’erba cresce davanti alle case, i muri si crepano ed i tetti crollano.

Vico Zillante da decenni non accoglieva nemmeno gli emigranti. Nessuna casa viene più aperta, Lucia era l’ultima custode di un tempo che non tornerà più.

Siamo passati in quel vicolo insieme a due bambini, abbiamo piantato rose.

Guardavamo le stesse case, ma vedevamo due mondi diversi. Loro vedevano tetti crollati e porte aperte, cartelli “vendesi” e case da regalare, vedevano porte di legno marce e intonaci scrostati. Loro vedevano l’epilogo di un mondo scomparso, senza aver visto quel mondo.

Noi vediamo in quelle stesse case zia Addolorata e zio Antonio, zia Ida e zio Antonio. Li vediamo sereni, seduti all’ombra nella frescura della sera durante la calura estiva e ad accendere i camini nei freddi inverni degli anni ’70 – ’80. Le vediamo chine sul feretro dei mariti e l’ultima immagine che ci appare nella mente sono loro piegate dal peso degli anni nel loro lutto rigorosamente nero.

Noi vediamo Francesca che nel suo lutto nero ad ormai 80 anni scende ancora quei gradini con la zappa in mano e va a tagliare l’erba nell’ultima vigna rimasta a badricc.

Noi vediamo zia Grazia che a 99 anni veniva a prendere il pane al negozio col suo bastone e quando se ne andava lo dimenticava poggiato sulla sedia e lo recuperava il giorno successivo, segno che quel bastone alla sua veneranda età ancora non gli era necessario. Zia Grazia che aspettava figli e nipoti che ogni anno tornavano dalla Svizzera e dall’Inghilterra e proprio nella terra di Albione riposano le sue spoglie. A quasi 100 anni fece un viaggio di sola andata per il Regno Unito.

In quelle case che agli occhi dei bambini sono dei ruderi, noi vediamo zia Annina sulla finestra divisa tra paura e gioia nell’attendere il figlio che tornava dal manicomio dopo la legge di civiltà dell’immenso Franco Basaglia. Salvatore non ha reso sereni gli ultimi anni della madre, ma una madre ama il figlio sempre ed incondizionatamente.

Ciò che resta è una casa muta dalle porte aperte e dalle finestre che crollano. Ciò che resta è un cuore sormontato da una croce disegnato da Salvatore sul muro d’imbotte, disegnato prima di avventurarsi nuovamente in quel mondo che purtroppo gli sarà nuovamente ostile.

Noi siamo i superstiti all’apocalisse demografica abbattutasi su badricc e si, non l’abbiamo vista arrivare.

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