Editoriali

dai nostri autori

BRIGANTI NELLA VALFORTORE – Parte 1-

Il termine brigante – aggiungiamo noi – venne introdotto dai francesi: prima questi uomini venivano chiamati banditi o fuor banditi. I francesi usavano brigantage o brigand sin dal Quattrocento, riprendendo secondo alcuni una tradizione gallica. Nel 1829 i linguisti italiani classificarono brigante come neologismo. Oggi li chiameremmo “partigiani” o “terroristi”. Questo il loro giuramento: «Noi giuriamo davanti a Dio e dinanzi al mondo intiero di essere fedeli al nostro augustissimo e religiosissimo sovrano Francesco II (che Dio guardi sempre); e promettiamo di concorrere con tutta la nostra anima e con tutte le nostre forze al suo ritorno nel regno, di obbedire ciecamente a tutti i suoi ordini, a tutti i comandi che verranno sia direttamente, sia per i suoi delegati dal comitato centrale residente a Roma.

Pillole di SBiG

BRIGANTI NELLA VALFORTORE – parte finale-

9 settembre 1863 Quando a San Bartolomeo si viene a sapere dell’eccidio, scatta l’allarme; la breve distanza tra le  due località  lascia prevedere l’assalto, si raccolgono volenterosi che difendano il nostro centro.  In merito, ecco come prosegue il racconto  della Sangiuolo: «Caruso non vuole arretrare, anzi cerca il combattimento. Va  diritto sull’abitato. Fuori del paese cade Pasquale Ruggiero; indi è la volta delle Guardie Nazionali Giuseppe Farini, Michele Lauro, Basilio Viesti, Donato Vinciguerra, Michele Pepe, Angelo D’Andrea, Achille Mariella, Biase Iannantuono, Antonio Picciuta (sic), Antonio Circelli, Michele Noloas. Cade il Pelosi luogotenente del giudicato; cadono le Guardie di Pubblica Sicurezza Giovanni Guerra e Pellegrino Troise; cade il Carabiniere Reale Pasquale Santorita. I paesani temono l’invasione, quando Caruso intima il dietro-front.

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Patate succulente

Prendete le patate sbucciatele e tagliatele a fette piuttosto spesse. Su ogni fetta disponete una...

BRIGANTI NELLA VALFORTORE – parte finale-

9 settembre 1863 Quando a San Bartolomeo si viene a sapere dell’eccidio, scatta l’allarme; la breve distanza tra le  due località  lascia prevedere l’assalto, si raccolgono volenterosi che difendano il nostro centro.  In merito, ecco come prosegue il racconto  della Sangiuolo: «Caruso non vuole arretrare, anzi cerca il combattimento. Va  diritto sull’abitato. Fuori del paese cade Pasquale Ruggiero; indi è la volta delle Guardie Nazionali Giuseppe Farini, Michele Lauro, Basilio Viesti, Donato Vinciguerra, Michele Pepe, Angelo D’Andrea, Achille Mariella, Biase Iannantuono, Antonio Picciuta (sic), Antonio Circelli, Michele Noloas. Cade il Pelosi luogotenente del giudicato; cadono le Guardie di Pubblica Sicurezza Giovanni Guerra e Pellegrino Troise; cade il Carabiniere Reale Pasquale Santorita. I paesani temono l’invasione, quando Caruso intima il dietro-front.

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Pollice Verde

  • LAVORI DEL MESE. Continuate nell’imbianchimento di finocchi, indivie, radicchi, porri, sedani, cardi. Custodite le piantine interrate nei mesi di agosto e settembre, senza far mancare rincalzi e protezioni. Man mano che le colture esauriscono il loro ciclo, liberate i terreni concimando e arando. Raccogliete le noci e riponetele in ambiente fresco e arieggiato. Le castagne potete conservarle in congelatore, previa incisione. Procedete ai nuovi impianti di viti, olivi, alberi da frutto e piante ornamentali. Riattivate gli impianti di copertura.
    ORTO. Oltre a quanto detto sopra, fate attenzione a non farvi sorprendere impreparati dalle prime brinate, specialmente per i finocchi: rincalzateli e copriteli per tempo. Semine e trapianti in terreno aperto: lattughe da taglio, cicorie, valeriana, fave e piselli; cipolle, aglio, porri e scalogni. Semine e trapianti in ambiente protetto: lattughe, cicorie, spinaci, prezzemolo, finocchi.
    GIARDINO. Riponete i bulbi che hanno concluso la fioritura estiva e interrate quelli a fioritura primaverile. Cominciate a riporre in ambiente protetto le piante in vaso da esterno. Fate talee e margotte. Continuate a preparare terreni e terricci.
    VIGNA E CANTINA. Dopo la vendemmia, la vigna va in riposo. In cantina seguite la fermentazione del vino nuovo. Alcuni consigli importanti: non fate bollire il mosto vicino a contenitori di vino vecchio; mantenete per tutto il tempo della fermentazione una temperatura compresa tra i 17 e i 22 °C. Evitate al mosto prima e al vino poi, ogni inutile contatto con l’aria; colmate spesso i recipienti; eseguite il primo travaso appena finita la grande ebollizione. Giorni utili per i travasi: dal 1° al 9 e dal 24 al 31 Ottobre.
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