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L’avvocato toscano, antifascista, era stato confinato nel Fortore dal maggio ‘42 al luglio ‘43.
Alla manifestazione celebrativa del 3 aprile saranno presenti anche funzionari comunali locali

Il 3 aprile 2004 la città di Arezzo celebrerà il centenario della nascita dell’avv. Sante Tani, uomo di cultura, fervente cattolico antifascista, morto in carcere durante la seconda guerra mondiale. Costui fu confinato politico nel Comune di San Bartolomeo in Galdo dall’11 maggio 1942 al 31 luglio 1943. L’Associazione culturale denominata Il Quadrante con sede in Arezzo, con il patrocinio dell’Ente civico di Arezzo, della Provincia e della Regione Toscana, per ricordare l’illustre concittadino, ha pro mosso un’iniziativa a carattere storico-culturale di celebrazioni che comprendono la pubblicazione dell’epistolario, mostre e dibattiti. La medesima Associazione ha inserito il Comune di San Bartolomeo in Galdo nel calendario delle celebrazioni richiedendo all’Ufficio cultura, diretto dalla dott.ssa Anna Gobbi, materiale fotografico relativo alla vita e alla dimora nel centro fortorino durante il periodo di confino, per l’allestimento della mostra. Il commissario prefettizio, dott. Fiorentino Boniello, con la presenza di funzionari dell’Ente che rappresentino la comunità di San Bartolomeo in Galdo ha ritenuto di aderire ufficialmente all’iniziativa in memoria di Sante Tani e partecipare alle manifestazioni del 3 aprile con l’allestimento di una bacheca. Il materiale richiesto è stato, pertanto, già inviato all’Associazione culturale Il Quadrante nonché alcuni volumi riguardanti il Comune di San Bartolomeo. Il Commissario ha invitato a presenziare alla manifestazione il Segretario generale, ed il vice segretario. Inoltre, in una delibera del 16/3/04, Boniello asserisce che “questa adesione possa portare all’attenzione delle nuove generazioni della Valfortore, i valori della libertà, ma soprattutto una testimonianza di attaccamento ai propri ideali sostenuti fino all’estremo sacrificio della vita da contrapporre allo scetticismo ed al pragmatismo che insidiano la coscienza dei giovani, talvolta accrescendo il loro disagio e diminuendo anche la capacità di resistenza verso i fermenti negativi del nostro tempo”. La nostra Biblioteca comunale conserva il volume di Sante Tani scritto da Luca Berti, dal titolo “Lettere dal carcere e dal confino”, nel quale sono narrate le vicende vissute dal citato antifascista durante il periodo della detenzione in carcere e della sua permanenza a San Bartolomeo. Noi il 29 ed il 31 ottobre ’99 nella pagina culturale de Il Sannio Quotidiano, abbiamo scritto dell’aretino Sante Tani confinato a San Bartolomeo, in due note titolate “Quando il Sannio accolse l’antifascista toscano”, “San Bartolomeo, un paese ospitale e generoso”. Ne scrivemmo perché l’Ente comunale di Arezzo, nel programma delle celebrazioni del 50esimo anniversario della Liberazione della città, inserì la pubblicazione dell’epistolario dell’avv. Sante Tani (1904-1944), che venne strappato agli affetti ed alla vita quotidiana nel febbraio 1942, restando detenuto per oltre tre mesi nelle carceri di Arezzo, per essere poi confinato a San Bartolomeo. Dopo la caduta di Mussolini, rientrò ad Arezzo. I nazifascisti lo catturarono per la sua instancabile attività politica e militare e fu rinchiuso di nuovo nel carcere di Arezzo. Il 15 giugno 1944, i partigiani organizzarono un’azione per far evadere Tani, il fratello ed il commerciante Rossi. Il tentativo non riuscì e, per rappresaglia, i tre antifascisti furono massacrati a raffiche di mitra nella loro cella da elementi della Guardia nazionale repubblicana. Riportammo anche alcune lettere scritte da Tani alla moglie Wanda Verdi, allo zio Antonio e ad altri familiari e conoscenti, mostrando di accettare il suo destino con serenità e fermezza, ignaro della tragica fine che lo aspettava. Scrivemmo, tra l’altro, che “le lettere di Sante Tani sono permeate di incisive convinzioni religiose e contribuiscono a far luce sull’ancora controversa figura dell’uomo politico e del partigiano combattente”. Il giornalista Luca Berti, responsabile dell’Archivio storico postunitario del Municipio di Arezzo, curò la pubblicazione delle lettere di Sante Tani in un libro di 112 pagine, edito dalla Franco Angeli. Il sindaco di allora, Paolo Ricci, pur non avendo conosciuto il concittadino Tani, asserisce nella presentazione del volume che “quanto ha scritto è il risultato delle impressioni che mi hanno fatto le sue lettere”. “Quella fascista – conclude Ricci -, è stata una dittatura feroce: tremenda per moltissimi, meno tremenda per alcuni. Tani, uomo di cultura, avrebbe potuto essere fra questi ultimi. Invece, in nome di principi ed ideali, ha sacrificato tutto: il lavoro, la moglie, i figli e la vita. Lo ha fatto per costruire un’Italia migliore, quella che la Resistenza ci ha dato. Nelle sue lettere guarda al presente, ma anche al futuro. Il ritorno rimarrà un sogno. Spazzato via dalle raffiche di mitra dei fascisti”. Domani e martedì pubblicheremo notizie riguardo la vita di Tani ed alcune delle trenta lettere scritte nel carcere di Arezzo e dal confino di San Bartolomeo in Galdo.

di Benedetto Canfora da “Il Sannio Quotidiano”