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Noi giovani del Fortore ci siamo e non ce ne andremo!

Noi giovani del Fortore ci siamo e non ce ne andremo!

Pubblichiamo integralmente l’appassionato intervento della rappresentante d’Istituto del Liceo Scientifico “E. Medi” di San Bartolomeo, Maria Picciuto, pronunciato in occasione del Corteo rievocativo della Marcia della fame del 1957 svoltosi a San Bartolomeo in Galdo venerdi’ scorso, 14 aprile.

<<Buongiorno a tutti, oggi siamo qui insieme a ricordare quel che è successo esattamente 60 anni fa, ma soprattutto a rivendicare i nostri diritti e a ricordare alla nostra regione e a tutta l'Italia che noi del Fortore ci siamo e non ce ne andremo.
Quando ho pensato al mio paese e ai miei compaesani, ho pensato subito ad un termine: abitudine.

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San Bartolomeo e i monti dauni: un'identità che va valorizzata

Abbiamo avuto l’onore di ospitare nel nostro borgo, il professor Francesco Barbagallo, insigne storico e grande meridionalista. A margine del suo intervento, gli abbiamo chiesto se fosse mai stato nell’altra Campania, l’estremo lembo orientale; ha candidamente ammesso che è la prima volta che da Napoli si spinge al limite estremo della regione. L’abbiamo informato che fino all’Unità d’Italia noi appartenevamo alla Capitanata e solo una scelta scellerata di un nostro rappresentante il Martini ci ha portato ad aderire alla nascente nuova provincia, inoltre fino al 1983 appartenevamo alla diocesi di Lucera, che geograficamente abbracciava tutti i paesi dei Monti Dauni settentrionali.

Il commento del professor Barbagallo è stato lapidario: “Probabilmente se foste rimasti in Capitanata stareste meglio”.

Non sappiamo se staremmo meglio, anche la Capitanata e la Puglia hanno i propri problemi, ed i paesini dei monti Dauni, benché più vivaci della Val Fortore campana, non se la passano meglio, ma è indubbia la nostra maggiore affinità con le terre pugliesi, il nostro essere meglio collegati con Foggia che non con la nostra provincia, il nostro rivolgerci alla sanità molisana e pugliese, con quel che resta dei nosocomi pubblici di Lucera e Campobasso e soprattutto con le grandi strutture della “Cattolica” in Molise e l’ospedale di “Casa Sollievo” in Puglia. Benevento viene visto quale ultima ratio dal cittadino di San Bartolomeo.
Se la geografia politica ci ha separato dai nostri monti e dalla nostra vecchia provincia e diocesi, l’affinità elettiva e non solo ci porta ad interessarci di ciò che succede a Volturino e Motta, Biccari e Roseto e molto meno a quello che succede a Pietrelcina ed Apice o Amorosi.
Pertanto dal 3 febbraio scorso, seguiamo con grande interesse il nuovo TG dei Monti Dauni, egregiamente condotto dalla brava giornalista Leonarda Girardi, diretta in modo impeccabile dal direttore Attilio De Mattheis.
Il TG è una piccola perla nella galassia dell’informazione locale, accende i riflettori sui piccoli borghi dauni, sui loro gravi problemi, ma anche sulle loro struggenti bellezze. Non dimentichiamo che ben 7 piccoli borghi dauni possono fregiarsi della bandiera arancione, riconoscimento del Touring Club per i più bei borghi d’Italia.
Collaborano alla realizzazione del TG, le testate di informazione locale: Lo Struscio e Il Veltro.
Il TG va in onda ogni venerdì alle 14:30 sulla web tv Teledauna, è possibile rivederne le repliche sul canale youtube IL VELTRO TV.
Una scelta errata, ci ha portato ad abbracciare la provincia di Benevento, chissà che almeno mediaticamente, possiamo ritornare insieme con i paesi della Capitanata e in particolare della Daunia, con i quali siamo stati uniti per secoli.

 

Ariadeno


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SUD 2.0

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SUD 2.0

Secondo il rapporto “Migrantes 2016”, l’emigrazione italiana verso l’estero è aumentata di oltre il 6% nel 2015. Numeri enormi, preoccupanti. Per noi del Sud ancora più preoccupanti, perché all’emigrazione verso l’estero, noi dobbiamo sommare anche l’emigrazione verso il centro – nord Italia.

Un’emorragia iniziata negli anni appena successivi all’unità italiana e mai fermata, con recrudescenze periodiche come in questi anni.

Non sono bastati i velleitari piani messi in campo dai governi in questo secolo e mezzo, per il Sud si è fatto poco e quel poco si è fatto male. Ma non è questo il fatto più grave, il dramma vero e proprio è che il Sud si è fatto convincere che il bene ed il bello sono altrove ed è necessario andarsene per poterne godere.

Noi crediamo che non sia così e guardiamo con simpatia e fiducia qualsiasi movimento, persone, associazioni, partiti che promuovano iniziative per il bistrattato Meridione d’Italia.

In questo momento non possiamo fare a meno di guardare con molta simpatia e con attesa sempre crescente la “cosa” costituita da Pino Aprile con la collaborazione dell’ing. Agostino De Luca e altri amici: “SUD 2.0”.

Il loro slogan è: “Il tempo di aspettare che qualcuno ci “conceda” qualcosa è finito.
Il tempo di “chiedere favori” per ottenere ciò che è nostro di diritto è finito!
Ora tocca a noi. Diventiamo artefici del nostro destino!
”.

Proviamo a riprenderci il nostro futuro dal basso, senza aspettare i messia politici che molte volte si sono mostrati all’orizzonte, per poi scomparire alla velocità della luce.

Invitiamo tutti a lasciare la loro mail sul loro sito, nell’attesa fiduciosa di saperne di più.

http://sud2-0.it/

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Cos’è il bello? (Adotta un geranio)

Cos’è il bello? “È ciò che offre all'occhio e alla mente proporzione e armonia, ordine e misura, in modo che la varietà degli elementi si disponga in gradi e si componga in un tutto plasmato e ordinato dalla vita dello spirito” (Platone).

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La Marcia della fame e la Questione fortorina

Il 14 aprile 1957, dopo una serie di infruttuosi scioperi, alcune centinaia di disoccupati del Fortore, stanchi della loro miseria, decisero di attuare una clamorosa forma di protesta: andare a piedi fino a Roma ad urlare il proprio dolore e la propria disperazione sotto le finestre di Montecitorio.
Fu «l'ultimo atto della tragedia del vecchio Fortore», come lo ha definito Gianni Vergineo.
I dimostranti non arrivarono mai a destinazione. Partiti a piccoli gruppi da diversi centri dell’Alto Fortore, furono bloccati dalle forze dell’ordine a 30 km dalla partenza, nei pressi del cimitero di San Marco dei Cavoti. Bloccati, malmenati, arrestati e schedati come delinquenti comuni.
Dei protagonisti di quella triste vicenda, che vide la partecipazione di molte giovani donne, pochissimi sono ancora in vita. I figli di quella generazione di coraggiosi, oggi anziani, ne conservano solo un ricordo sbiadito. Il fatto è quasi totalmente ignorato dalle giovani generazioni.
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Un paesologo a sbig: l'intervista

Visionario e ottimista, strenuo difensore dei piccoli paesi, tanto che l’appellativo “paesologo” se l’è cucito addosso, diventando un esperto della nuova scienza che tanto affascina le platee di tutta Italia: la paesologia. Franco Arminio è ormai un noto scrittore e poeta. Il suo best seller rimane “Vento forte tra Lacedonia e Candela” edito da Laterza nel 2008. II libro rappresenta la narrazione cruda e lirica di una presa di coscienza: la deflagrazione delle comunità agricole italiane al cospetto della cosiddetta modernità.

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Topografia di San Bartolomeo

TOPOGRAFIA DI S. BARTOLOMEO * * *
Una breve descrizione anonima del centro fortorino
di Augusto Colucci

*** Topografia di S. Bartolomeo . E' questo il titolo con cui un Anonimo estensore da inizio ad una sintetica descrizione del più importante centro fortorino, datata S. Bartolomeo in Galdo 9 Febbraio 1829. Il testo, manoscritto, è contenuto in due grandi fogli, con tre pagine occupate quasi totalmente dal testo e con la quarta, che funge da dorso, recante una più completa annotazione del titolo ste sso: Topografia di S. Bartolomeo / Sua origine, e Descrizione geografica ( geografica poi cancellata con tratto di penna).
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Presentato oggi il logo ufficiale ed il programma del 60° della Marcia della Fame nel Fortore

Si è svolta stamattina presso l'aula Magna dell'Istituto Superiore "E. Medi" di San Bartolomeo in Galdo, la presentazione del logo ufficiale del 60° anniversario della Marcia della Fame nel Fortore, evento la cui celebrazione si svolgerà a partire dal prossimo mese di Aprile. Il logo è stato realizzato da Silvia Colucci, studentessa dell'ISS Medi-Livatino. Il prof. Emanuele Troisi, insegnante di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico di San Bartolomeo, coadiuvato dal locale Comitato pro Marcia della Fame, ha illustrato inoltre il programma di eventi celebrativi previsti nel corso di quest'anno; si è parlato del Corteo rievocativo che andrà in scena la mattina del prossimo 14 Aprile lungo le vie principali di San Bartolomeo in Galdo. Ampia la partecipazione delle rappresentanze locali al Comitato pro Marcia della Fame creato ad hoc per la rievocazione dell'anniversario; ha aderito ad esso la totalità delle associazioni presenti a San Bartolomeo in Galdo, insieme ad alcune altre associazioni afferenti al bacino della Val Fortore.

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Baselice. Quando finirà lo spettacolo degli elicotteri?

Il titolo è quello originario di un articolo del 1965 del sig. Mario Del Vecchio di Alfredo.  L’ho conservato perché è di forte impatto. L’elicottero quale metafora di modernità nelle nostre zone arretrate. Nello specifico gli elicotteri di cui scrive il sig. Del Vecchio, sono quelli che raggiungevano Baselice alla prima abbondante nevicata che tagliava fuori la Valfortore e Baselice in particolare dal resto del mondo. “Gli elicotteri, alla prima abbondante nevicata continuano a venire e le fotografie della popolazione, tutta raccolta intorno a questo mezzo della civiltà moderna sullo sfondo bianco, fanno il giro delle prime pagine dei quotidiani della Campania! … In tutta la Valfortore, solo le strade per Baselice scompaiono sotto la neve!”.

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Ogni mondo è paese


Dal 16 febbraio, quasi tutti i giorni, abbiamo pubblicato una diceria e un pensiero tratto dal libro del poeta Franco Arminio “Nevica e ho le prove Cronache dal paese della cicuta”.

Sono dicerie generiche, pensieri inventati. Volevamo incuriosire la gente e dopo tre o quattro giorni comunicare che uno dei più grandi poeti italiani, sarebbe venuto a San Bartolomeo a discutere di Appennino e del suo futuro, oltre che a presentare la sua ultima raccolta di poesie “Cedi la strada agli alberi”.

La reazione della community social di SBiG è stata inaspettata e singolare. Le persone si sono incuriosite, hanno cercato di attribuire volti a dicerie totalmente inventate, si sono incazzate, hanno apprezzato. Pertanto abbiamo deciso di continuare a pubblicarle per alcuni giorni ancora.

Non è stato un esperimento sociale, ma ne abbiamo tratto alcune considerazioni. Ve le evitiamo, se volete appassionarvi di sociologia leggete: Vita liquida e Modernità liquida di Zygmunt Bauman.

L’unica considerazione che ci sentiamo di esporre è questa: Ogni mondo è paese.

Dicerie generiche, impersonali, pensieri dalle panchine, come li definisce Arminio, scritte appunto da un autore che vive a centinaia di chilometri da noi, ma sull’Appenino come noi, possono ben calzarsi al nostro paese.

Un fruttivendolo in pensione che parla con un muratore in pensione davanti al bar esiste in ogni paese.

La constatazione che a volte chi è partito da SBiG e si è sposato/a in un’altra nazione e per scelta o per altri motivi, non ha insegnato la propria lingua ai figli è, appunto, una semplice constatazione, non un’offesa verso i nostri emigranti.

I porci che grufolavano nel trogolo, erano legati davanti ogni casa, in ogni paese dell’appennino. L’immagine che ora sembra bucolica, ma che era sinonimo di povertà, non era un’esclusiva di San Bartolomeo, ma di Bisaccia, di Montemarano, di Molochio, di Monsoreto, di Collevalenza, di Stroncone…

L’individuazione di un problema in un paese, in ogni paese, è lo sport paesano, ma son pochi quelli che provano ad adoperarsi per risolverlo.

E quante volte sentiamo dire da un nostro amico, un nostro conoscente: il paese è chiuso. E forse ha ragione, le giornate in un paese “procedono in verticale nel senso che si mettono una sopra l’altra a formare il muro che ti separa dal mondo”. Ma in fondo è sempre il nostro paese e basta superare Setteluci o scendere sotto la ‘Mborchia per cominciare a sentirne la mancanza.

Franco Arminio, uno dei più importanti poeti nazionali, sarà a San Bartolomeo in Galdo a parlare di Appennino, Paesi e Poesia il 23 marzo.

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