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Anche nei paesi del Fortore la dipartita del Papa ha suscitato un profondo dolore.

I fortorini piangono la sua morte. Anche nelle chiese del Fortore sia durante i tre giorni d’agonia di Karol Wojtyla che dopo l’annuncio di sabato sera del suo ritorno alla Casa di Dio, si è pregato intensamente e recitato il rosario. Le campane delle chiese fortorine, insieme con quelle degli altri luoghi sacri italiani, del Vaticano, di Cracovia e di tutta la Polonia, hanno suonato per annunciare la morte di Giovanni Paolo II, scandendo il dolore dei credenti di tutto il mondo ed anche di altre religioni. Sui balconi dei Municipi sono state esposte le bandiere abbrunate. Il Papa, vicario in Terra di Dio, ha guidato la Chiesa cattolica per oltre ventisei anni. La sua figura, che si è fatta amare e stimare da tutte le fedi ed appartenenze, rimarrà nel cuore di tutti per aver amato l’umanità intera ed essersi adoperato per la pace tra i popoli. Domenica scorsa, i sacerdoti durante le celebrazioni eucaristiche, all’omelia, hanno ricordato la personalità del Pontefice, additandolo come uomo eccezionale, pieno d’amore e difensore dei deboli. “Si è trovato faccia a faccia con Dio – ha detto un sacerdote -, ed è in Paradiso insieme con la Madonna. Dobbiamo fare tesoro del suo insegnamento. Egli ha lasciato dei segni nelle istituzioni e nelle persone”. Wojtyla, come si ricorderà, è stato nei cinque continenti; non ha potuto visitare Mosca e la Cina, come pure tante altre località. Egli nacque il 18 maggio 1920 a Wadowice, un paese non lontano da Cracovia. Rimasto orfano in giovane età, divise il suo tempo tra studio e lavoro e, durante l’occupazione nazista, conobbe la prigione. Ricevette l’ordinazione sacerdotale nel 1946 e, dopo alcuni anni d’insegnamento all’università di Cracovia , nel 1958 venne consacrato vescovo. Promosso arcivescovo di Cracovia nel 1964, ebbe la porpora cardinalizia nel 1967. Il 16 ottobre 1978 venne eletto papa contro ogni aspettativa (è il primo papa non italiano dopo Adriano, olandese, morto nel 1523). I suoi primi anni di pontificato si sono caratterizzati specialmente per i grandi viaggi apostolici. Ha visitato alcuni paesi del Medio Oriente e dell’America del Sud, il Messico, gli Stati Uniti, alcune nazioni africane e le maggiori nazioni europee (il viaggio in Polonia, suo paese natale, è emblematico della sua volontà di dialogo con i regimi comunisti), le Filippine ed il Giappone. Il 13 maggio 1981 è stato vittima di un attentato in piazza San Pietro: un giovane turco, Ali Agca, gli ha esploso due colpi di pistola ferendolo gravemente all’addome; si salvò per miracolo. I suoi maggiori documenti dottrinali sono l’esortazione apostolica Catechesi tradendae (1979); le encicliche Redemptor hominis (1979); Dives in misericordia (1980); Laborem exercens (1981); Sollicitudo rei socialis (1987); Veritas splendor (1993).

di B.C. da “Il Sannio Quotidiano”