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OspedaleCaracas 06/10/2008. Leggo la rabbia dei nostri concittadini in occasione della commemorazione, registrata dalla RAI, della prima pietra di un ospedale che doveva essere il fiore all’occhiello della nostra alta Valle Fortore, oltre a soddisfare la necessità di salute della zona e non mi resta che sommarmi.  La nostra indignazione per la beffa e inganno durante 50 anni è un sentimento territoriale ormai radicato nel più profondo della nostra anima e ci provoca una diffidenza tale che prima o poi dovrà scoppiare ed obbligarci a ragionare ed agire secondo il nostro proprio sentimento senza aspettare aiuti da nessuno.

La realtà è una sola. “Quello che noi vogliamo ce lo dobbiamo fare noi, cosi come altri si sono fatti il loro”. Certamente per costruire strutture ci vogliono i soldi e noi dell’alto Fortore non ce li abbiamo, nonostante uno spiraglio di possibilità per averli c’è : “la generazione di energia eolica con i pali eolici”, non ce la facciamo fregare. Con i soldi che rendono pochi pali eolici possiamo farci l’ospedale e tutte le alte strutture di cui abbiamo bisogno. Quanti ospedali possiamo costruire con i soldi che fruttano in un solo mese i pali eolici istallati nella nostra Valle Fortore?  Fate i conti, sicuramente più di uno, perché allora umiliarsi ad elemosinare? C’è chi accusa il nostro potere municipale passato e presente di non aver fatto niente al proposito, durante i 50 anni passati, voglio pensare che non è stato cosi, prima perché essendo paesani è loro dovere fare gli interresi del paese, senza negare che qualche interesse meschino ci deve essere stato, inoltre suppongo abbiano fatto il possibile per portarsi il merito dell’apertura dell’ospedale.  Senza dubbio è mancato loro accendersi in rogo sulle piazze municipio di Benevento, Napoli e Roma, ma tanto meno avrebbero risolto assolutamente niente. L’ospedale del paese è nato come strumento per “delinquere”  ed a noi Sanbartolomeani ci hanno fatto complici senza il nostro consenso, ci hanno  ingannanto. Un ospedale delinquente non lo vogliamo, piuttosto chiediamo che lo scarrupassero e se lo portassero altrove e ci lasciassero la terra pulita, senza il ricordo di tanta umiliazione e vergogna, meglio ci facciamo una villetta per innamorati con tanto di zampillo alberi e fiori, solo così, con il tempo, ci passerà questo sentimento di vergogna ed umiliazione. Ormai l’ospedale è stato cancellato dalla faccia del nostro territorio perché continuare a insistere? Continuare ad illuderci? Continuare a sprecare energie? Continuare ad avvelenarci la vita?. Con l’istallazione di pochi pali eolici in proprio, abbiamo la possibilità di farci il nostro proprio ospedale municipale, incluso in un posto migliore, meglio programmato, più accessibile e con possibilità di espansione, dico espansione perché il nostro paese e tutta la nostra alta Valle Fortore è chiamata ad essere un posto invidiato. Perché allora avvelenarci l’esistenza, se noi stessi, facendo le cose ben fatte, possiamo soddisfare tutte le nostre necessità di salute, istruzione, ed altre strutture, se pensiamo prima e solo per noi? È vero che siamo gente di buona fede, ma quando c’è di mezzo il nostro futuro come paese, non possiamo essere lassivi, non possiamo trascurare, non possiamo lasciare il nostro futuro alla deriva in balia di persone senza scrupoli che solo pensano a fregarci. Dico io, se abbiamo battuto la stessa strada durante 50 anni per avere un semplice ospedale e solo abbiamo sofferto umiliazioni, vergogna ed indignazione, perché continuare per la stessa strada?  Tanto stupidi o scarsi di intelligenza siamo?… Certamente NO…!!!  Ed allora perché non cambiare strada e dimenticare tante umiliazioni, frustrazioni e prese in giro, oltre ad essere complici ingenui di un atto delinquente protrattosi durante 50 anni?. Se questa strada non ci porta ai risultati desiderati… è nostro dovere,  obbligo, più che diritto, cambiare strada e tutto quello che sia necessario, altrimenti siamo destinati a scomparire, perché o cambia strada tutto il paese o cambierà strada ogni cittadino o famiglia singolarmente come è successo fino adesso. E’ più di un secolo che Benevento e Napoli ci hanno portato solo trascuranza ed umiliazioni, come cittadini di ultima categoria, ci hanno trattato peggio dei cani delle loro ville e con il tempo sarà ancora peggio. Certamente esiste e ci grava questa nostra mentalità di povertà, ma non è vero che siamo tanto poveri, abbiamo un buon livello di intelligenza e laboriosità ed è quanto ci vuole. Molte città più sviluppate hanno meno di noi e molte più difficoltà, se facciamo un esame a coscienza del nostro territorio, siamo privilegiati.Non solo non ci fa mai troppo caldo, né troppo freddo, tanto meno ci fanno uragani, né siccità eccesiva, né mai si inonda, non abbiamo montagne rocciose, né deserti. Abbiamo una terra coltivabile, discretamente fertile, dove ci possiamo coltivare quasi tutto oltre ai nostri squisiti prodotti locali, abbiamo pure pioggia e neve a sufficienza, l’aria è pulita e sempre ventilata e soprattutto le nostre genti sono di lavoro e buona fede. Che più ci poteva dare il padre eterno, ci ha dato troppo, doveva compensarlo con una mentalità negativa che noi abbiamo l’incarico di superarla e che stiamo a punto di intendere e superare e poi il futuro sarà nostro. Fino ad adesso ci è andata male semplicemente perché fino adesso abbiamo lasciato che gli altri prendessero le decisioni per noi, in quanto noi stessi prendiamo le nostre decisioni, ci facciamo responsabili, tutto cambierà e la nostra alta Valle Fortore sarà l’invidia di molti.Non possiamo continuare cosi, né aspettando che gli altri decidano e risolvano per noi, né aspettando che nasca il nostro redentore. Solo dipende da noi e dobbiamo essere pronti.

L’emigrante  P. Circelli