Storia dell’apostolo su bronzo: Inaugurata la porta della chiesa madre

ParticolareSan Bartolomeo è uno dei santi che più hanno ispirato gli artisti. Così la vita, le opere, gli eventi leggendari e il martirio del santo sono stati riportati in 12 scene nelle formelle che costituiscono l’anta sinistra del nuovo portone in bronzo della chiesa madre che oggi sarà inaugurato dall’arcivescovo mons. Andrea Magione. 

 

Sull’anta destra del nuovo portone è raffigurata invece, su altre 12 formelle, la vita del protettore del Fortore, san Giovanni eremita. L’opera, realizzata con la tecnica a cera persa, è stata realizzata su progetto dell’artista Valeria Sicilia nei laboratori della Domus Dei di Roma con la collaborazione, a titolo gratuito, da Giandonato Sangregorio, Michelina Masella e Franco Bove, e per la posa in opera da Tonino Pepe. Ma l’artefice di tutto questo è sicuramente la donatrice, Esterina Reino, che ha voluto lasciare un segno tangibile per il suo paese. «Un gesto di grande generosità e sensibilità – dice il parroco don Franco Iampietro -, che resterà nei secoli come testimonianza e monito alle generazioni future che anche questa generazione ha saputo e voluto realizzare, all’insegna della cultura, progresso e bellezza, garantendo solennità, dignità e grandezza alla chiesa madre». Don Franco non manca di rimarcare la grandezza di questa comunità che da sempre ha rappresentato punto di centralità e riferimento per altri paesi e che con questa opera si vuole dare «un segno della volontà di non rassegnazione al degrado ed alla mediocrità». Ricordiamo che l’apostolo Bartolomeo, nato nel I secolo a Cana di Galilea, morì verso la metà del I secolo probabilmente in Siria. Il suo vero nome è Natanaele. Il nome Bartolomeo deriva probabilmente dall’aramaico «bar», figlio e «talmai» cioè agricoltore. Dopo la resurrezione di Cristo, Bartolomeo fu predicatore itinerante(in Armenia, India e Mesopotamia). Divenne famoso per la sua facoltà di guarire i malati e gli ossessi. Bartolomeo fu condannato alla morte Persiana: fu scorticato vivo e poi crocefisso dai pagani. I suoi resti, secondo la tradizione si trovano nella basilica di Benevento intitolata proprio all’apostolo e fatta costruire da Papa Benedetto XIII.

da "IL MATTINO" del 1/02/09 

 

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