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La Trentino trasporti, azienda che si occupa della mobilità a Trento, decide di effettuare una svolta “green” e dal 2017 rinnova il suo parco autobus, acquistando dal 2017 ad oggi autobus diesel euro 6 e soprattutto autobus a metano.

Che fare dei vecchi autobus ventennali arancioni euro 2 altamente inquinanti e con una manutenzione infinita?

Rottamarli? Regalarli? Venderli? L’azienda ha 29 autobus, decide di bandire un’asta per venderli. Prezzo base 1500 euro ad autobus. Nessuna azienda si propone per l’acquisto, prendere autobus di 20 anni altamente inquinanti e soprattutto esclusi per legge dai rimborsi sulle accise, legge fatta per disincentivare l’uso di mezzi obsoleti, non è un affare.

Quando ormai i trentini preparavano gli incartamenti per la rottamazione, arriva una megaofferta dall’Ataf, l’azienda trasporti di Foggia, vi diamo 4500 euro ad autobus per un totale di 150000 euro, non par vero all’azienda trentina, che però, vista la manna dal cielo foggiana prova a chiedere ancor di più, ci vanno bene i 4500 euro ad autobus, ma dovete venirveli a prendere voi, altri 100000 euro.

Non è parso vero ai trentini di liberarsi dei rottami e guadagnarci pure.

Il presidente ATAF La Salandra, l’ingegner Ciuffreda responsabile interno dell’azienda e il sindaco Landella, giubilanti annunciano l’acquisto dei nuovi mezzi alla popolazione.

La Trentino trasporti meno giubilante annuncia l’acquisto di altri autobus a metano.

Che operazione è l’acquisto a prezzo triplo di autobus che hanno vent’anni, quando il tuo parco macchine, seppur vecchio non supera i 15 anni?

Che operazione è acquistare autobus altamente inquinanti?

Che rispetto si ha dei propri cittadini?

E che rispetto possono avere i cittadini per i propri rappresentanti?

Intanto è innegabile che i cittadini di Trento sono di serie A, quelli di Foggia di serie B.