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Trent’anni di storia nelle pagine di Alfredo Del Re, con due incompiute: Ospedale e Fortorina Trent’anni di eventi, di commenti, di cronaca, di avvenimenti politici per far conoscere la realtà di un comune, San Bartolomeo in Galdo, che nonostante le tante promesse non mantenute, continua ad avere fiducia nelle istituzioni ed a nutrire speranza nel domani. Alfredo Del Re, autore del volume «San Bartolomeo in Galdo eventi e… commenti attraverso servizi giornalistici» edito dalla Grafica Spallone, racconta trent’anni di storia della comunità nella maniera più semplice ed immediata, raccogliendo trent’anni di articoli, dal 1969 al 2000, da lui scritti per «Il Mattino».
Del Re ha tenuto a sottolineare, presentando il volume, che la pubblicazione nasce «dal desiderio, a lungo accarezzato, di storicizzare un periodo di tempo, costituito da più di tre decenni, nel cui corso si sono verificati in San Bartolomeo eventi che hanno visto realizzazioni e determinato cambiamenti, ma che hanno anche letteralmente cristallizzato le promesse dei politici in relazione all’attivazione di un efficiente servizio sanitario ed alla costruzione della Fortorina».
Il volume, che è stato realizzato con la collaborazione dell’amministrazione comunale di San Bartolomeo, si avvale della prefazione di Gianni Vergineo che, oltre a sottolineare il distacco del giornalista nel raccontare gli eventi, ha posto in risalto il ruolo partecipe di Del Re quale direttore didattico «che fa della sua scuola una specula aperta ai mutamenti più incisivi del paese nel passaggio più tumultuoso dalla comunità frentana alla società moderna e contemporanea». Il passaggio dalla cultura rurale alla civiltà urbana, dalla solidarietà alla libertà, dal senso di appartenenza – commenta Vergineo – al senso di indipendenza si avverte negli articoli di Del Re che lasciano intravedere la storia.
Il giornalista presenta per ogni anno una selezione di «pezzi» che abbracciano le problematiche locali, i temi politici, i fatti di cronaca, lo sport, la cultura, le ipotesi di rilancio dell’area fortorina, le iniziative della Pro Loco. Cambiano i protagonisti, ma il filo che unisce l’intero volume è nell’attesa di annullare i ritardi: l’ospedale e la Fortorina, dopo trent’anni, sono ancora da realizzare.
Ma la speranza resiste.