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C’è chi ci insegna che dalla droga si può uscire.

È bello vedere qualcuno che ha deciso di dire basta alla droga, è entrato in comunità e ne è venuto fuori con l’intento di realizzare i sogni nel cassetto che aveva abbandonati. È bello leggere nei suoi occhi la voglia di costruire, poiché alla fin fine, la vita offre sempre un’altra occasione e l’importante è coglierla.
È la storia di un giovane, che in un momento un po’ buio della sua vita ha cominciato a drogarsi. Diventato poi un relitto, ha trovato in P. Lino Iacobucci e nella comunità la Valle l’ultimo porto a cui attraccare. Alla fine del cammino in comunità è completamente cambiato, pieno di speranza ha avviato un’attività di restauro mobili antichi ed è pienamente contento di come gli vanno le cose. Non dico chi è… basta l’esempio che ci ha dato e che è stato immediatamente seguito da altri giovani che sono entrati in comunità, con la voglia di farcela anche loro a vincere questa battaglia.
La comunità vuole essere il posto dove vengono vissuti i rapporti autentici e le dimensioni essenziali della vita. Tutto quello che lì viene sperimentato deve dare senso alla vita. La comunità è, in sostanza, una palestra dove è possibile riprendere un cammino che si era interrotto a causa della droga, esercitandosi a condividere, con chi ha vissuto la stessa esperienza, i valori concreti di una vita dignitosa e responsabile. In questo modo, s’impara a conoscere le proprie potenzialità e i propri limiti e si costruisce gradualmente, ma su basi solide, la nuova vita.
Se hai bisogno di informazioni dettagliate a San Bartolomeo c’è l’associazione IRIS, il parroco della Chiesa Madre don Franco e il padre superiore del Convento dei frati francescani Padre Giuseppe.

“LEI”

Ti scorre tra le vene
amando il tuo sangue
ed ogni volta ti toglie un po’ di vita.

Danza con te, ride con te
e sempre di più ti attrae a se.

Come una mamma ti culla con la sua ninna nanna,
ma non ti ama
e sempre di più per incenerirti a se ti chiama.

Fra tutte le donne preferisci lei,
la tua musa che sempre più ti usa.

Quando ne parli tremano le pareti del mio cuore
e giorno per giorno
perdo la speranza di vederti tra le braccia della vita.

“Lei” e rimbomba l’eco del suo nome
nel buio del nostro silenzio.

“Lei” che ti ha rapito lo sguardo,
che ti ha rubato l’amore,
è solo la droga che hai nel cuore.

Rossella Patti