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Una nuova tappa nel viaggio nella storia “L’insediamento di San Bartolomeo nel Medioevo”, questa volta conosceremo i borghi di Ripa, Sant’Angelo in Vico e Fortore

RIPA: Un altro piccolo tenimento appartenente al territorio di San Bartolomeo in Galdo era Ripa, che non vanta però un’origine molto remota. Esisteva, tuttavia, all’epoca normanna e dipendeva prima dalla contea di Civitate, poi dal Giustizierato di Capitanata. Era feudo di un milite ed appartenne, insieme a Castelmagno, ad Elia di Ripa, finchè divenne proprietà della badia di S. Maria a Mazzocca e cessò di essere un casale autonomo verso la fine del XV secolo. Esisteva invece nel 1320, allorché venne gravato dell’imposta di once 6, tarì 22, e grana 17; più altre once 2, tarì 6 e grana 10 per lo sgravio di Lesina.

S. ANGELO IN VICO: Anche S. Angelo in Vico era un paese abitato nei tempi antichi, certamente, fin dall’epoca dei romani. La stessa parola ‘Vico’ è di origine latina e significa borgo. È probabile che la località abbia assunto in seguito il nome S. Angelo dopo l’avvento del Cristianesimo, quasi a significare che nel Vico era sorta una chiesa dedicata a S. Angelo.
Divenne feudo sotto Guglielmo II e fu posseduto da un certo Giroldo di Gaj nella contea di Civitate: ‘ n. 339. Giroldus de Gaj, sicut inventum est, tenet dimidii militis feudum in Sancto Angelo in Vico et cum augmento obtulit militem unum et servientes duos’ . Un’altra parte la possedeva in feudo il monastero di S. Giovanni a Mazzocca: ‘ n. 1441. Monasterium S. Iohannis tenet S. Angelum in Vicum quod est feudum unius militis’. Anche questa terra dovette essere distrutta nelle guerre del XIII secolo, perché non è nominata affatto nel Cedolario del 1320; e, se abitatori vi rimasero, questi furono talmente pochi che non ebbero autonomia di “Università“. S. Angelo in Vico fu in seguito possedimento della badia di S. Maria Mazzocca.

FORTORE: Al di sotto dell’attuale S. Bartolomeo in Galdo, e propriamente in quella zona che va dalla contrada Torre all’ingresso del paese, dove pure sono stati rinvenuti reperti e sepolcreti, doveva esistere un luogo abitato che, dal vicino fiume Fortore, prendeva il nome di Fortore. Nel “Catalogus Baronum” non è menzionato, ma è distinto con il nome di Fortorium nel Cedolario del 1320, da cui risulta che Porcara pagava once 5, Decorata once 4, Fortore doveva essere tassato per “Iustitiorum iuxta facultates sua”, Castelvetere once 7, Foiano once 5, Basilica once 2, Volturara once 5, S. Marco La Catola once 7, ecc. Dall’individuazione dei paesi di tale contrada appare chiaro che un borgo col nome di Fortore doveva stare sotto l’attuale abitato di S. Bartolomeo in Galdo che risulta quindi costituito dall’insieme di tutte le terre precedentemente abitate.