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Le celebrazioni nei campi intorno alla storica cappella. A San Bartolomeo, sabato e domenica si è rinnovata l’antica tradizione.

Si sono svolti sabato e domenica a San Bartolomeo in Galdo i festeggiamenti in onore della Vergine Incoronata. È la prima festa tradizionale dell’anno, che però non ha più il fascino e tutto ciò che nel passato ne costituivano la peculiarità, vale a dire uno spirito religioso genuino e un folklore tutto particolare, motivi di attrattiva anche per la gente dei paesi vicini. È denominata la «festa della Cappella», per via di una chiesetta rustica, che su di un colle, a qualche chilometro dall’abitato, custodisce una statua della Vergine, raffigurata su di un tronco di quercia. Era consuetudine raggiungere la chiesa a piedi, recitando il rosario, quando, per autentica devozione e per richiesta di grazia o riconoscimento, si percorrevano in ginocchio gli ultimi metri di un vecchio tratturo. Stragrande la folla nell’area antistante la chiesa, con bambini e ragazzi a giocare sui verdi prati circostanti.
E la devozione alla Vergine era manifestata dai contadini e dagli artigiani con le «verghe», lunghissimi pali infiorati o adornati di variopinti fazzoletti, e con i «solchi», che, in partenza dalla Cappella, attraversavano in linea retta le campagne perdendosi all’orizzonte. Ne scaturivano apprezzamenti e scommesse per la «verga» giudicata più bella e per il «solco» più «diritto». Ora manca quel «sapore antico» della festa, ma la gente raggiunge egualmente la Cappella in auto, sicché si può assistere ad un brulichio di lamiere, con sosta di centinaia e centinaia di autoveicoli tutt’intorno alla chiesa. Per quest’anno il triduo di preghiere si è svolto di sera direttamente alla Cappella, per disposizione del Comitato, che ha preferito non far accompagnare la statua in paese. Per i giorni di sabato e domenica si è avuta la celebrazione di una serie di sante messe, un panegirico, la processione con la statua, accompagnata da una banda musicale, nei sentieri vicini alla Cappella, e lo sparo di fuochi pirotecnici affidato come sempre alla locale e premiata ditta Fratelli Colarusso. Per invogliare a riprendere l’allestimento di «verghe» e il tracciare di solchi, sono stati previsti premi, anche grazie ai contributi messi a disposizione dall’Amministrazione provinciale e dalla Comunità Montana del Fortore. Il Comune, da parte sua, ha disposto un servizio di navetta dal paese alla Cappella e viceversa, per quanti non disponevano di automezzo o preferivano non farne uso, cosiderata l’enorme difficoltà nel reperire un parcheggio.