L’assessore regionale Montemarano dà per imminente l’approvazione in Giunta della proposta dell’Asl. Il titolare della delega alla Sanità: «Non si possono immaginare grandi presidi in zone periferiche».

L’ospedale a San Bartolomeo in Galdo? Non sarà un “Ospedale”, ma si farà. La conferma giunge dalla voce di Angelo Montemarano, assessore regionale alla Sanità ieri a Telese Terme in occasione della kermesse udeurrina. Occasione propizia per rivolgergli qualche interrogativo. Assessore, a che punto è l’iter per il varo del presidio fortorino? “Ormai è fatta. La Giunta regionale approverà, alla prima riunione utile, la proposta presentata dall’Azienda Sanitaria Locale Bn1. Del resto l’Asl ha interpretato al meglio quella che è la filosofia moderna in tema di nuovi ospedali”. La struttura di San Bartolomeo è nuova per modo di dire: sono oltre 40 anni che le popolazioni locali attendono un ospedale, e adesso si vedono prospettare una clinica riabilitativa con una manciata di posti per l’urgenza, dopo che anche nell’ultima campagna elettorale per le Regionali alcuni politici hanno fatto leva sulla parolina magica “ospedale” a fini elettoralistici. “Comunque è questa la strategia che ormai viene perseguita ovunque. Non è pensabile che in periferia venga realizzato un ospedale con funzioni generaliste, nel senso tradizionale del termine. Serve un ospedale a vocazione, con competenze specifiche, come è nel caso di San Bartolomeo dove verrà realizzato un centro di eccellenza per la lungodegenza riabilitativa, mettendo così fine anche alle migrazioni extraregionali”. In nome della razionalizzazione economica, non si rischia di mettere a repentaglio qualche vita umana? “No, perché nella proposta dell’Asl è prevista la creazione di una struttura di urgenza capace di stabilizzare i casi acuti, con successivo trasferimento dei pazienti presso altra struttura per cure meno urgenti e più approfondite”. Tra le carte che ha trovato sulla sua scrivania di assessore, non ha dato un’occhiata anche alla richiesta di allontanamento dell’intero vertice ospedaliero del ‘Rummo’ di Benevento, sentenziata a maggioranza dal Consiglio comunale cittadino? “Non vedo quali competenze possa avere un Consiglio comunale su tali questioni. Lo scorso 4 agosto abbiamo nominato un’apposita commissione deputata a valutare l’operato di tutte le dirigenze ospedaliere e sanitarie, per cui sta a loro e certo non al Consiglio comunale decretare certe valutazioni. Quello dei consiglieri è un parere che rispettiamo, ma che deve trovare riscontro in criteri oggettivi”. La Sanità suscita sempre scontri dialettici fortissimi, talvolta anche all’interno dello stesso partito, come è accaduto all’Udeur con lo scontro tra Casamassa e l’asse Errico – Scarinzi. Le risulta? “Guardi, posso dirle solo che, anche in questo caso, ci sono professionisti cui è affidato il compito di esaminare l’operato dei dirigenti sanitari. Poi tireremo le somme”.

da “Il Sannio Quotidiano”