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ImageNella notte un terzo attentato incendiario ad una azienda agricola a San Bartolomeo in Galdo Nel mirino commerciante di bestiame. Allarme tra gli operatori della zona  Non è il primo attentato incendiario che si verifica preso aziende agricole dell’alto Sannio. Siamo infatti a quota tre. Un disegno dunque non un fatto episodico. Una strategia finalizzata a colpire il settore agricolo che, in assenza di altre iniziative industriali, finisce con l’essere una delle poche risorse.

Un settore che tra l’altro può beneficiare, in alcuni casi, di agevolazioni, e da qui probabilmente la scelte di questi nuovi e diversi obiettivi. La scorsa notte alla contrada Setteluci di San Bartolomeo in Galdo hanno dato alle fiamme un camion Fiat Iveco di Nicola Bianco, un commerciante di bestiame. Il camion era a pochi metri da alcune stalle e capannoni. L’intervento dei vigili del fuoco è valso ad evitare che le fiamme si propagassero alle altre strutture dell’azieda agricola. Nessun dubbio che l’incendio sia di natura dolosa. Sul posto per domare le fiamme i vigili del fuoco di San Marco dei Cavoti per le indagini e i carabinieri. Il veicolo dato alle fiamme, è stato posto sotto sequestro secondo la nuova linea varata dalle forze dell’ordine per far fronte appunto a questo escalation dei roghi. Il sequestro del veicolo serve per procedere ad ulteriori accertamenti e cercare d’individuare le modalità del rogo. Un altro attentato anch’esso doloro risale al 17 febbraio e provocò enormi danni ad un’azienda agricola di san Giorgio La Molara e solo per una serie di eventi fortuiti il bilancio non fu più drammatico. E la settimana prima un altro attentato incendiario era stato tentato presso un’azienda agricola alla contrada Basileone. In quella occasione gli incendiari erano stati disturbati e costretti quindi alla fuga, lasciando sul posto una tanica di benzina. L’attentato del 17 febbraio aveva preso di mira l’azienda alla contrada San Salvatore di cui è titolare Paolo Belperio di 55 anni. Verso la mezzanotte l’allarme: la madre di Paolo Belperio si accorse che in uno dei capannoni, quello dove erano le rotoballe di fieno, era scoppiato un incendio. Subito sono accorsi altri familiari e vicini, prima dell’arrivo dei vigili del fuoco di San Marco dei Cavoti si riuscì a portar via un trattore e altri mezzi, ma in ogni caso il rogo provocò ingenti danni.

 

da "IL MATTINO" del 16/06/07