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Rocky Marciano {xtypo_dropcap}D{/xtypo_dropcap}iventerà un film la vita della leggenda della boxe Rocky Marciano, l’unico campione di boxe a ritirarsi imbattuto con 49 incontri vinti, di cui 43 per KO.

  La storia del campione partirà dall’infanzia fino alla morte nel 1969 in un incidente aereo. A fornire tutti i dettagli della vita del pugile alla produzione è stato il fratello minore Lou, che si è concentrato sia sulla carriera professionale sia sulle relazioni familiari con la moglie e il padre. La produzione del film dovrebbe partire verso la fine del 2008.

   Nato a Brockton il 1° settembre 1923, Rocco Francis Marchegiano era il classico bravo ragazzo, che non aveva mai avuto problemi con la giustizia, dedito unicamente al lavoro. La boxe, sua grande passione, gli regalò fama e successo senza eguali, e fu l’unico campione a ritirarsi imbattuto.

  I genitori, Pierino Marchegiano e Pasqualina Picciuto, erano due italiani emigrati negli Stati Uniti: il padre proveniva da Ripa Teatina, in provincia di Chieti, la madre da San Bartolomeo in Galdo (BN). Ebbe tre sorelle – Alice, Concetta e Elizabeth – e due fratelli – Louis e Peter.

  Come pugile, sapeva di non possedere velocità o tecnica, ma compensava con una perfetta preparazione fisica, una grande potenza ed una resistenza che non ha avuto eguali nella storia del pugilato. Rocky, infatti, era in grado di incassare pugni molto violenti e di rispondere colpo su colpo, finché il suo avversario non cedeva.

Un combattimento   Dopo un solo incontro nei dilettanti, l’esordio da professionista avvenne nel 1947. Il suo potentissimo destro gli valse il soprannome di Brockton BlockBuster, ovvero “Il Bombardiere di Brockton”. Vinse il titolo di Campione del Mondo dei Pesi massimi il 23 settembre 1952 a Philadelphia sconfiggendo per KO alla 13a ripresa Jersey Joe Walcott. Tra le sue vittime, i leggendari Joe Louis, Ezzard Charles e Archie Moore.

  È morto nel 1969 in circostanze drammatiche precipitando, assieme al pilota del proprio aereo privato, durante un volo condotto in condizioni atmosferiche definite proibitive dal pilota stesso. 

di Laura Zaru, "Agorà Magazine" del 14 dicembre 2007