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Il Palazzo Comunale di San Bartolomeo in GaldoCon il consueto ritardo nei mesi scorsi la disinvolta maggioranza approvava il bilancio di previsione 2008.

Tuttavia lo stesso responsabile finanziario dell’ente e più esaurientemente il revisore dei conti, con delle precise osservazioni, facevano intendere che la situazione del bilancio non era rosea, come si voleva far intendere, ed il revisore dava addirittura dei pareri non favorevoli e delle inequivocabili indicazioni all’Amministrazione.

Infatti, esprimeva parere non favorevole relativamente al mancato rispetto del principio della coerenza esterna ed in particolare sulla impossibilità con le previsioni proposte per le spese del personale di rispettare il corrispondente limite dell’anno 2004, come disposto dalla legge, per gli enti non soggetti al patto di stabilità; e parere non favorevole all’accensione dei mutui per investimenti se non dopo aver individuato le effettive nuove entrate o le riduzioni delle spese per gli Esercizi contabili futuri previsti nel bilancio pluriennale; infine, riteneva comunque necessaria una verifica delle previsioni dell’ICI entro il 31/08/2008 e sollecitava ad utilizzare l’eventuale avanzo di amministrazione al pagamento dei debiti fuori bilancio. Evidentemente l’ente ha diversi debiti fuori bilancio, abbastanza consistenti, più o meno individuati e per i diversi esercizi finanziari, tutti certamente ancora non pagati. Nonostante però tali prescrizioni, l’Amministrazione ha ritenuto richiedere ugualmente i mutui alla Cassa depositi e prestiti. Conseguentemente alcuni consiglieri di opposizione effettuavano alle autorità competenti un esposto-denuncia, molto preciso e dettagliato, con il quale contestavano la legittimità del bilancio di previsione approvato, nonché la realizzazione di opere pubbliche senza la necessaria copertura finanziaria, evidenziando inoltre che contrariamente al parere espresso dall’organo di revisione e dallo stesso responsabile finanziario, si era provveduto alla richiesta dei mutui, pare anche per opere già realizzate. La Cassa depositi e prestiti, alla quale veniva anche inviato l’esposto, con nota dello scorso mese, sospendeva l’istruttoria per la richiesta dei mutui, chiedendo chiarimenti all’ente e comunicava altresì che gli affidamenti concessi per alcuni prestiti erano stati annullati.
L’Amministrazione, ovviamente, sta cercando in tutti i modi di ottenere via libera sui mutui richiesti, ma i firmatari dell’esposto non si danno per vinti ed hanno inoltrato altro ricorso alla Cassa per ottenere il rispetto della L. 241/90, chiedendo di attendere, prima della conclusione dell’istruttoria, nuovi ed ulteriori elementi che invieranno a seguito delle nuove determine elaborate dal segretario dell’ente. È evidente che tale presa di posizione è da considerarsi più che legittima se si pensa che il nostro comune in passato è stato costretto a deliberare il dissesto finanziario per una somma esorbitante, e che ciò ha inciso non poco sulla crescita economica e civile dell’intero territorio. Quindi, ora, l’opposizione, contrapponendosi ad ogni forma di indebitamento non compatibile con le somme disponibili in bilancio, vuole evitare un nuovo collasso economico e finanziario dell’ente che trascinerebbe, definitivamente, in un inesorabile declino la nostra ridente cittadina, già ampiamente vessata, visto che gli amministratori, forse comprendendo che tra qualche mese difficilmente saranno riconfermati, non sembrano interessati ad una gestione contabile virtuosa, ed a operare nell’interesse della collettività, anche per scongiurare un possibile nuovo dissesto.

di Erminio Pacifico
consigliere comunale
da "Il Sannio Quotidiano" del 17-09-2008