ImageSembra quasi che la questione sanità da queste parti assuma toni grotteschi. E mentre la gente spera ancora sul funzionamento dell’ospedale mai terminato,  la giunta regionale della Campania, decide di operare modifiche ai servizi sanitari già mal resi ai danni delle aree interne come quella di S. Bartolomeo e dell’intero Fortore.

Oggi le scuse accampate dai politici per mascherare la loro incompetenza nell’amministrare i soldi pubblici si chiamano razionalizzazioni. E la giunta regionale si rende protagonista dell’ennesima negatività, chiudendo il 2008 con ben 300 milioni di euro di disavanzo ed uno scandalo generato da qualche ammanco di troppo nei conti pubblici con sperperi e lo spettro di un commissariamento che ha richiesto, finalmente, l’intervento degli ispettori del Ministero. E come fa l’assessore Montemarano, per coprire tutto questo? Decide di togliere a S. Bartolomeo il distretto 23, per spostarlo a Colle sannita o a S. Marco dei Cavoti, due piccoli paesi che distano da Benevento pochi chilometri di strada buona. Anche Morcone è ben collegato con Benevento, venti minuti di strada a scorrimento veloce. S. Bartolomeo invece dista da Benevento 67 chilometri di strada di montagna con un tempo di percorrenza di un’ora e mezza. Il danno alla beffa se si pensa alle ultime vicende medianiche che hanno visto l’ospedale di S. Bartolomeo, un pozzo di S.Patrizio per i tanti soldi spesi e fabbrica di S.Pietro per il troppo tempo occorso per la sua realizzazione, ma senza completamento. Un vero monumento all’incompetenza politica ed alla cattiva gestione della sanità campana che purtroppo trascina nel suo calderone delle negatività anche paesi sani come quelli del Fortore ma che hanno avuto l’unica colpa di appartenere alla Campania. Ed a tuonare è ancora una volta il parroco di S. Bartolomeo, don Franco Iampietro, che sottolinea la sua indignazione rimarcando, l’aggettivo di terra matrigna e carenza di servizi sanitari sul territorio. “E’ in un momento come questo, ha asserito don Franco, che ci si attende l’interessamento e la mobilitazione di tutti i politici del territorio, tanto impegnati in questo periodo, per ovvie ragioni. Senza sapere che rischiano di ritrovarsi di qui a qualche tempo ad amministrare paesi e popolazioni immiserite e depredate di quel poco che hanno. Questo è una occasione, continua il parroco, concreta in cui si percepisce la volontà vera dei politici di servire le proprie comunità. Vicende come questa mettono in luce le intenzioni vere che muovono gli uomini e le donne che si propongono come servitori del bene comune. Ci si attende, conclude, quindi una mobilitazione forte, corale e vibrante, che spazzi via almeno per una volta i personalismi e le ambizioni che sono nelle nostre zone il vero ostacolo ad una azione condivisa ed efficace. Credo che su questo i cittadini fonderanno i propri convincimenti e le scelte conseguenti”. E oggi ancora una volta si deve assistere alla guerra tra poveri, in nome della “definizione degli ambiti territoriali delle nuove aziende sanitarie locali” così recita parte della delibera di giunta regionale n. 504 del 20 marzo scorso. I vertici dell’asl bn1 “dovranno entro sessanta giorni provvedere all’individuazione delle nuove sedi di distretto sulla base del criterio del baricentro della popolazione”. Si parla di nuove esigenze organizzative ed una più efficace erogazione dei servizi”, penalizzando sempre le stesse persone la cui colpa è stata solo quella di essere nati in Campania.

 

di C.A.