Precisazioni sulla costruzione della Napoli-Bari, della Telesina e della Fortorina ma non solo. La risposta, senza mai nominarla, alla ‘collega’ parlamentare e conterranea, Nunzia De Girolamo sui ‘meriti’ riguardanti la Telesina. Ne ha per tutti il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, durante la conferenza stampa che si è tenuta nella sede del Pd cittadino dove erano presenti al tavolo con De Caro, anche il segretario provinciale Erasmo Mortaruolo ed il sindaco di Benevento, Fausto Pepe. Si parla di infrastrutture dunque, visto che il Sannio è presente nel pacchetto ‘Sblocca Italia’. 

 

NAPOLI-BARI

Fondi per un miliardo e mezzo di euro, una cifra insolita per la provincia sannita, specie se si parla di infrastrutture. Il Sannio, dati alla mano, risulta essere la provincia campana più finanziata dal nuovo provvedimento. Parla di ‘opere cantierabili ed appaltabili’ in tempi certi e prestabiliti, il sottosegretario del Governo Renzi, provando a ridurre al minimo la diatriba politica. Si parte dalla Napoli-Bari, quella che è sicuramente l’opera più imponente ed attesa dell’intero pacchetto nazionale, una spesa che si aggira sui sette miliardi di euro con gli interventi che verranno eseguiti nel territorio sannita che costeranno oltre un miliardo di euro. Benevento ed il Sannio ci sono dentro fino al collo in questo progretto: l’apertura del cantiere è fissata al 31 dicembre del 2015. Un’opera, così come spesso spiegato dal nostro portale, che sarà suddivisa in quattro lotti, e che ha trovato la ‘benedizione’ (cosa assolutamente rara) anche di associazioni ambientaliste, come Legambiente ad esempio. De Caro ha inoltre puntualizzato che Invitalia sarà il soggetto facilitatore delle procedure e che, in questo caso, un ruolo importante lo avrà un altro beneventano, Costantino Boffa che, dopo aver lasciato la carica di parlamentare nelle file del Pd, si è attivato in questi ultimi anni in Commissione Trasporti. 

RADDOPPIO TELESE-CAIANELLO

Oltre all’opera faraonica c’è la novità riguardante la ‘Telesina’. Un investimento da 760milioni di euro, circa 500 a carica dello Stato: “Credo proprio che non ci saranno difficoltà a trovare imprenditori in grado di coprire la cifra mancante, si faranno avanti ad occhi chiusi – ha sottolineato De Caro – perchè il limite di bancabilità è del 50% e noi, in questo caso, siamo al 70%”. Un lavoro atteso da un’intera provincia: raddoppio autostradale, munita di pedaggio: “Il decreto chiede che entro il 31 agosto 2015 l’opera sia appaltabile e che per quella data gli imprenditori privati si siano già fatti avanti”. Proprio sulla Telese-Caianello,c’è stata una ‘coda’ legata alle polemiche  delle ultime ore: “Chi promuove un’opera che serve al bene della collettività fa il proprio dovere – ha sostenuto l’esponente renziano – e chi si attribuisce dei meriti al riguardo, fa provincialismo. Poi l’affondo, nemmeno troppo velato: “Sono abituato a ragionare con i documenti alla mano. Basterebbe leggersi gli atti per capire come stanno le cose. Chi millanta crediti che non ha o non ha letto le carte, o non le ha capite e dunque è ignorante, o è semplicemente in malafede. A mio avviso, nel caso della Telesina, ricorrono le tre cose simultaneamente”. Dopo aver ribadito nuovamente, (così come già accaduto durante la visita di Squinzi a Benevento) cosa è accaduto con la Regione Campania e come si è arrivato al definanziamento dei 90 milioni di euro (adesso rientrato grazie ad una delibera regionale che De Caro ha ottenuto dopo lunghe trattative con Caldoro e Vetrella) De Caro ha ripercorso due tappe importanti della vicenda: “La Telesina fu commissariata dal Governo Letta nel gennaio 2014 (commissario Roberto Viviani) e io non facevo certo parte di quella squadra governativa…”. Infine il passaggio riguardante la riunione pre-Cipe dove “io ho partecipato in veste di sottosegretario alle Infrastrutture e non come visitatore” e dove De Caro ha sostenuto di “essersi battuto per far riconoscere l’obbligazione giuridicamente vincolante e quindi l’impossibilità, da parte della Regione Campania, a disimpegnare i 90 milioni di euro destinati alla Telesina”.

AMPLIAMENTO FORTORINA

C’è spazio poi per la Fortorina. In arrivo altri 65 milioni di euro per ‘un’opera strategica che’ a detta di De Caro, “non serve a collegare Benevento a San Bartolomeo in Galdo e basta, ma è indispensabile per diventare cerniera strategica tra Campania, Molise e Puglia”. L’arteria, che attualmente garantisce il collegamento veloce tra Benevento e Pesco Sannita, ad ottobre dovrebbe allungarsi ancora con l’apertura della tratta fino a S.Marco dei Cavoti. Poi si vedrà come farla proseguire fino a San Bartolomeo in Galdo. Anche in questo caso il termine fissato per la canteriabilità è il 31 agosto 2015: entro un anno dunque, l’apertura dei cantieri. Come ha poi aggiunto lo stesso De Caro ad una nostra domanda, non troverebbe spazio l’ipotesi meno onerosa e più legata al Fortore, della realizzazione del valico in località Casone Cocca. Si tratta del progetto che stanno portando avanti i sindaci fortorini ed il geologo Ziccardi: “Le opere quando andranno a regime daranno nuova linfa al territorio sannita – ha poi chiosato De Caro con i giornalisti – visto che ci vorranno sette-otto anni per completarle. Nei nostri territori ci sarà un flusso di danaro importantissimo e posti di lavoro per operai, tecnici di imprese e tutto ciò che si muove attorno agli appalti, questo mi pare abbastanza evidente”.

fonte: il Quaderno
foto: Panoramio