Con lui si salvano l’’ospedale civile di Manfredonia, il Vittorio Emanuele di Bisceglie, l’’Umberto I di Corato, il San Giacomo di Monopoli, l’’ospedale Santa Maria degli Angeli di Putignano, il Ferrari di Casarano, il San Giuseppe di Copertino, l’’ospedale Santa Caterina di Galatina, l’’ospedale civile di Ostuni, il Giannuzzi di Manduria, e il Valle d’’Itria di Martina Franca. Il Piano prevede undici ospedali di primo livello (ospedale “Masselli” di San Severo, “Tatarella” di Cerignola, “Bonomo” di Andria, “Dimiccoli” di Barletta, “Di Venere” e San Paolo di Bari, ospedale della Murgia di Altamura, ospedale civile di Castellaneta, “Camberlingo” di Francavilla Fontana, Sacro Cuore di Gallipoli, “Delli Ponti” di Scorrano), cui si aggiungono gli ospedali privati e classificati dotati di pronto soccorso. Gli ospedali che saranno riconvertiti ad altre attività sono due in provincia di Bari, Fallacara di Triggiano, Sarcone di Terlizzi, quattro in provincia di Brindisi il San Camillo di Mesagne, il Melli di San Pietro Vernotico, Umberto I di Fasano, San Marco di Grottaglie e due nella sesta provincia pugliese, l’ospedale Caduti di tutte le guerre a Canosa e il San Nicola Pellegrino di Trani. Abbiamo fatto questa riconversione non per risparmiare danaro, perchè la spesa è sempre la stessa, ma per utilizzare bene il personale, le risorse, le strutture ospedaliere e quelle del territorio. Il Presidente Michele Emiliano precisa: “Avremo 5 ospedali di secondo livello, significa il massimo livello che esiste in Italia, 11 di primo livello, ospedali molto ben attrezzati con quasi tutte le specializzazioni”. Il governatore è riuscito a salvare l’ospedale di Lucera, destinato alla chiusura da molti anni: “Avrà un regime molto particolare – ha spiegato – quello tipico delle zone disagiate”. Abbiamo soprattutto ascoltato tutti i soggetti della sanità pugliese: sindacati, associazioni, comitati. “Fermo restando – conclude – che questa non è una sentenza che passa in giudicato: se dovessimo riscontrare nell’applicazione di questo provvedimento delle cose che non vanno, il provvedimento può essere modificato”. La notizia non è ancora ufficiale, ma considerando che era previsto un solo ospedale di I Livello a Taranto, ed è stata diffusa la notizia che toccherà a Castellaneta, di conseguenza Martina Franca subirà un declassamento.
Il risultato ottenuto consente alla Collettività del comprensorio che include Lucera ed i Monti Dauni, e che fa capo anche a realtà della provincia di Benevento (in special modo un centro vicino come San Bartolomeo in Galdo), di poter accedere senza particolari ostacoli e difficoltà ad un servizio essenziale quale quello della Salute.

Fonte: Rosarossaonline.com