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La passione e l’amore

per la Grande Madre Terra

riflette e trasmette

la bellezza interiore

del poeta,

del combattente e del centenario !

FESTEGGIAMO UN CENTENARIO

ANTONIO  DI IONNO

nato a San Bartolomeo in Galdo il 23 maggio 1920

Partecipa nel dicembre  2019 alla Commemorazione della Federazione Provinciale “Reduci e Combattenti“ del conflitto della seconda guerra mondiale, organizzata dall’ A.N.C.R. di Benevento.

Gratitudine e Onorificenze per la sua presenza, gli vengono conferite dalla Presidente Pacifico Concetta della Federazione Provinciale e dal Generale Borreca Claudio dell’ Esercito Italiano.

  Ha festeggiato serenamente il 25°, il 50° e il 70° anniversario di matrimonio. Nel 2018, accetta con rassegnazione la dipartita della  consorte  Annina, cosciente di aver perso una persona cara, la compagna della sua vita. Oggi 23 maggio 2020 festeggia il traguardo, non facile, del centenario di vita terrena, attorniato dai suoi affetti più cari: “la sua famiglia”.
Antonio e Annina

Quanto scritto è frutto dei racconti diretti di mio padre.

                                                                               figlio   Francesco Di Ionno

Antonio Di Ionno

Nato il 23 maggio 1920

Il percorso di una vita

“ ascolta un anziano,

lascia che parli

della sua vita”

Poeta  Franco Arminio

Il 23 maggio del 1920, Mariuccia Curiale, sposa di Francesco Di Ionno dava alla luce un bimbo a cui danno il nome di Antonio. Il bimbo cresce felice tra le braccia della mamma, intanto il papà emigra in America, perché il periodo post bellico del 1915/18 aveva creato miseria e poco lavoro.

Trascorrono diversi anni, il papà ritorna con l’intento di poter rimanere accanto alla famiglia, purtroppo non nota cambiamenti, ragion per cui, si vede costretto a far rientro in America.  Nel 1928, la mamma Mariuccia deve dare alla luce un’altra creatura per la gioia della famiglia.  

Il parto le sarà fatale, il piccolo Antonio a otto anni rimane orfano della mamma e lontano dal padre.

I nonni e gli zii saranno la sua nuova famiglia.

Il padre Francesco, informato della morte della cara moglie, rientra in Italia per occuparsi del figlioletto.  Passa un po’ di tempo e il papà prende in sposa Adelina Sanginario.  Dall’unione nascerà un figlio di nome Carlo ed Antonio tredicenne accoglie con immensa gioia la venuta del fratellino.  Superato il percorso di studi dell’epoca, si dedica al lavoro che svolgono i genitori.

Ormai maggiorenne è chiamato al servizio di leva. 

Partecipa da militare, per anni cinque, al conflitto della seconda guerra mondiale del 1940/45. E’stato impegnato in azioni belliche in varie Nazioni: nei Balcani, in Francia ed internato in Germania come prigioniero. Viene congedato nel 1945 con “Medaglia al Valore per merito di guerra”. Con tristezza, a volte racconta i brutti momenti vissuti sul campo di battaglia e durante la prigionia.

Francesco Di Ionno
Adelina Sanginario

Nel 1947, conosce una ragazza di nome Annina Sanginario, nipote della mamma acquisita Adelina e nel 1948 convolano a nozze.

Annina ed Antonio

Nel 1951, lascia la moglie e il figlio Francesco ed emigra in Venezuela, sempre per motivi di lavoro, dove lo aspetta il cognato Antonio fratello di Annina. Il lavoro va bene, pensa pure ad un eventuale richiamo della famiglia in terra straniera, purtroppo le cose non andarono così.

Il cognato Antonio muore in un incidente stradale e Antonio ancora una volta si ritrova solo.

Rimane ancora qualche anno, ma informato delle gravi condizioni fisiche del padre, ritorna e al suo rientro purtroppo non lo trova neanche in vita.

Con la dipartita del padre, si assume la responsabilità di portare avanti l’azienda che in quel periodo soddisfa appieno le sue aspettative di lavoro.

La famiglia si arricchisce con la nascita di altri due figli, Maria Rita e Alessandro.

Gli anni 70 segnano un altro evento negativo per quanto riguarda il lavoro, l’azienda non produce quanto necessario per vivere, così decide di emigrare nuovamente, ma in Italia.

Si reca in Toscana e precisamente a Marginone, frazione di Altopascio, in provincia di Lucca e vi rimane per alcuni anni per poi ritornare definitivamente.

Intraprende un nuovo mestiere, commercio itinerante che lo accompagna fino alla pensione.

Da pensionato passa il tempo lavorando un piccolo fazzoletto di terreno utile nella produzione di tanti bei gustosi frutti.

Si gode la famiglia provando gioia con la venuta dei cari nipotini, ben sei e un pronipote.

L’Università della TERZA ETA’ nel novembre 2019, lo premia con un attestato di partecipazione in occasione della prima edizione di “CAFFE’ LETTERARIO” svoltosi nella biblioteca comunale, per la poesia ”Il Cammino dell’Uva e del Vino” scritta nel 2013.

I miei primi cento anni Antonio Di Ionno classe 1920

Prof. Salvatore Sgambato

Al mio amico,
al poeta e centenario che noi tutti chiamiamo “nonno Antonio”. Tu che per tutti e ciascuno di noi hai sempre un saluto gioviale, un sorriso affettuoso, un pensiero generoso di sano umorismo e pieno di saggezza. Tutti noi famiglia, amici, vicinato ed intera cittadina ti facciamo gli auguri per il traguardo raggiunto: i cento anni. Questo è un evento davvero memorabile! L’emozione è altissima, anche per noi, ed il vissuto del nostro centenario è di grande insegnamento, perché ha avuto nella sua vita tre motivazioni e per sempre: famiglia, lavoro e Chiesa. Antonio Di Ionno è anche trino, perché c’è un Senior e due Junior, ma io mi riferisco a “nonno Antonio”. Una volta invecchiare era privilegio di pochi, oggi a pieno titolo è per un sempre maggior numero di persone, una nuova fase della propria vita. Il nostro festeggiato per essere un buon longevo, si è attrezzato, sa come vivere questi anni, con un atteggiamento psicologico che è esemplare e soprattutto positivo e di accettazione. Il tempo è l’unico vero patrimonio di cui ciascuno di noi dispone e lui lo ha saputo ben utilizzare con intelligenza, ottimismo ed altruismo. Il nostro centenario ha dato un senso alle varie fasi della sua vita, ben sapendo come spendere il suo tempo, ogni giorno e vivendo con dignità e gusto. Nonno Antonio sa bene e ci fa capire che dedicarsi a quel che ha senso, è gratificante per quel che si ottiene e rinnova insieme la vitalità e la voglia di vivere e di vivere bene. Se prima era il tempo dell’efficienza, dei doveri, delle responsabilità, l’età avanzata si presta bene a diventare un vissuto più tranquillo, per dedicarsi alle attività preferite e curando il proprio benessere, ora forse più cagionevole. Nonno Antonio ha un entusiasmo che direi giovanile, nel contesto sociale. E’ un mirabile esempio, conosce bene i valori della vita ed è testimonianza di fiducia, speranza e generosità. La sua umanità vuol dirci che la vecchiaia forte si prepara nei freschi anni della vita! Al mio amico, “poeta e centenario”, mi piace dedicare due versi tratti dalle belle poesie del libro “Cedi la strada agli alberi. “Poesie d’amore e di terra” di Franco Arminio poeta e paesologo:
“Salutare un vecchio non è gentilezza,
è un progetto di sviluppo locale”.
In omaggio ad un centenario, come nonno Antonio, mi viene spontaneo un elogio alla vecchiaia nella letteratura. La vecchiaia era per gli antichi un traguardo molto più difficile da raggiungere. Le loro riflessioni continuano però a offrirci spunti preziosi per afferrare il senso e il valore delle diverse età della vita.
Il mondo greco celebra Nestore e Priamo, figure di vecchi re nei poemi omerici, ma è vero anche che la società ateniese era orientata al mito della giovinezza. Nel mondo classico latino Cicerone attraverso la figura di Catone il Censore, restituisce la pienezza del prestigio sociale all’anziano. Per il genere lirico del Petrarca la vecchiaia è il tempo della contemplazione dolce delle esperienze passate, della ragione e della saggezza. Nel cammino esistenziale di nonno Antonio ci sono state meritate gratificazioni, come le onorificenze conferite al “centenario”, “poeta”, “combattente e reduce”. E’ doveroso, gratificante e piacevole ricordarle:
UNIVERSITA’ DELLE TRE ETA’ – SAN BARTOLOMEO IN GALDO
Prima Edizione “CAFFE’ LETTERARIO” Musica, Sentimenti e Versi Attestato di partecipazione al Poeta Antonio Di Ionno – 15 novembre 2019
Poesia “Il cammino dell’uva e del vino”.
L’evento letterario si svolgeva nella Biblioteca Comunale “Gianni Vergineo” ——————————————————————————–
A.N.C.R. ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI
FEDERAZIONE PROVINCIALE DI BENEVENTO

La Presidente Sig.ra Concetta Pacifico ed il Generale in rappresentanza delle Forze Armate, durante la cerimonia di commemorazione dell’evento in data 7 dicembre 2019, hanno reso onore all’unico reduce presente della provincia Antonio Di Ionno che veniva intervistato e rilasciava una toccante rievocazione dei suoi ricordi, soprattutto rivolto alle giovani generazioni per non dimenticare.

Questi riconoscimenti rendono onore al nostro concittadino ed è motivo di orgoglio per il nostro paese. Un cenno biografico del nostro centenario nonno Antonio degno di menzione è che ha vissuto tre epoche storiche: Monarchia, Fascismo e Repubblica democratica.
Io penso che nonno Antonio, per la sua saggezza, non abbia letto ed appreso, né dalla celebre epistola “De senectute” di Cicerone, né dal saggio “L’elogio della vecchiaia” del nostro Leonardo Bianchi. Il nostro centenario nelle sue scelte di vita ha certamente letto nel gran libro della vita, sfogliando ogni giorno una pagina del suo vissuto, con gli occhi del cuore, l’onestà intellettuale e la passione del credente. Io conosco “il mio amico” da diversi decenni e conservo un suo regalo dell’anno scorso in suo ricordo, la sua bellissima e premiata poesia “Il cammino dell’uva e del vino” scritta il 20 dicembre 2013, dei versi originali e coinvolgenti per umanità, per humour, per simbologia e per l’amore alla madre terra ed al lavoro.
E noi tutti al nostro “Zi Tonn o Nonno Antonio”, come affettuosamente lo chiamiamo, formuliamo in coro i nostri auguri migliori che ci vengono dal cuore, per i suoi cento anni ed oltre…!
A D M A I O R A !
San Bartolomeo in Galdo, 23 maggio 2020

Il carissimo amico
Salvatore Sgambato

IL FUTURO HA UN CUORE ANTICO

“Ai poeti

  Si guarda lo specchio per vedere la propria  faccia,

  le opere d’arte per osservare la propria anima”.

                                                                                      ( George Bernard Shaw )

Ho avuto in regalo da Antonio Di Ionno, il mio vicino di casa un “ricordo” e voglio condividere con voi la gioia che ho provato. 

Si tratta di una poesia dal titolo “il cammino dell’uva e del vino”

Parliamo un po’ dell’autore, che noi tutti affettuosamente chiamiamo “Zi Tonn e/o Nonno Antonio” ed è giovanile pur se della classe 1920 ( 23 maggio 1920 ). 

È una persona semplice, il suo vissuto ed i suoi valori sono stati e sono:

famiglia e lavoro, affetti e chiesa, ottimismo e un sano umorismo. 

È una persona che ama il dialogo e che certamente sarebbe piaciuta al Poeta e Paesologo Franco Arminio di cui recentemente abbiamo presentato la raccolta di poesie“Cedi la strada agli alberi. Poesie d’amore e di terra”.

Il poeta Arminio ama conversare con gli anziani ed in una delle sue poesie esorta:

 ”Ascolta un anziano, lascia che parli della sua vita”.

Una mia riflessione sulla poesia Il cammino dell’uva e del vino”.

È un poetare, spontaneo e generoso, che riflette ed esprime la nobiltà dei sentimenti dell’autore e si premura solo dell’amorevole messaggio educativo al lettore.

Anche la scelta del dialogo, che simbolicamente come nelle fiabe personifica “l’uva e il vino”, dona pregio al verso sciolto. 

La grafia che dà veste estetica alle parole, è quella d’una volta ed ha una sua remota bellezza, ossia l’eleganza della  ”Bella Scrittura” che era materia curriculare nella Scuola Elementare per la “Gioventù Italiana del Littorio”, per disposizione del Ministero dell’Educazione Nazionale nell’Era Fascista. 

Dalla poesia del signor Antonio traspare l’amore ed il rispetto per la “Grande Madre Terra” e tutto ciò mi ricorda un libro presentato nel 2013, il romanzo storico di Nicola Mastronardi “Viteliù il nome della libertà” da cui mi piace riportare un brano:

“Chi si allontana dalla natura ha un cuore indurito. Non capisce. Agisce per il proprio interesse immediato, pensa con la pancia, non riesce a vedere oltre.

Tu, invece, impara a far comandare il cuore e ad agire con saggezza sia con gli uomini che con la Madre Terra. Cosi darai il tuo contributo all’armonia che è in tutte le cose.

La Grande Madre non mancherà di pensare al tuo sostentamento”.

Il nostro amico Antonio Di Ionno è sempre stato coerente con questo insegnamento ed io sono certo che anche ”l’uva e il vino”, per gratitudine della poesia a loro dedicata, fanno e faranno coro nell’attesa di festeggiare nel 2020, con la famiglia, i parenti, gli amici e l’intera comunità della nostra cittadina, i suoi cento anni ed oltre …!        

                                                                                                         AD  MAIORA !

San Bartolomeo in Galdo, 23/05/2017

                                                                                Il carissimo amico                                                                             Prof. Salvatore Sgambato

Una Poesia

IL  CAMMINO DELL’UVA E DEL VINO

Dice l’uva alla mamma: mia cara mamma,

tu che da piccola mi hai tanto amata,

ora son cresciuta e, diventata grande e maturata.

Dice la mamma alla figlia, non ti preoccupare figlia mia io già ti ho venduta

un giorno verrà il compratore per iniziare

il tuo cammino.

Dice l’uva alla mamma: il compratore è arrivato e subito mi hanno tagliata,

mi hanno incassata e trasportata nella cantina sociale. 

Sono stata macinata e fermentata e da quest’uva il vino hanno ricavato e mi hanno imbottigliato.

Dice il vino alla mamma: cara mamma cosa devo fare?   

Risponde la mamma: figlio mio fatti bere, perchè tu dai forza e salute e,

non fai nessun danno.

Beviamo tutti, brindiamo noi tutti quanti che sono parole di una MAMMA.

Questa poesia ideata da me

è stata scritta  il 20/12/2013

                                              Antonio Di Ionno

*Anche noi di sanbartolomeo.info ci uniamo al prof. Sgambato ed alla famiglia per festeggiare il mitico zi’ Tonn’. Riceviamo anche gli auguri del Priore della Confraternita dell’Immacolata Concezione per il suo confratello anziano. Ancora una volta, dopo i 102 anni di zia Antonietta, si conferma l’assunto che chi va in Chiesa Nuova campa cent’anni e più.