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Si sente l’odore del bitume ancora fresco. Gli operai della ditta De Bellis hanno lavorato per venti giorni anche sabato e domenica, e l’ultima foto ricordo è con loro, insieme a un sentito grazie. Peraltro alle spalle, nello scatto, c’è il dipartimento di Emergenza Urgenza del Policninco, l’en plein. Se non fosse per il Covid oggi forse sarebbe già il tempo dei test. Ora la pista dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia è lunga 2 chilometri, con una corsa utile al decollo di almeno 1900 metri. Per l’atterraggio bastava anche la vecchia, e i freni.

Fa impressione pensare che sotto i carrelli prima che il Gino Lisa chiudesse c’era un ordigno bellico da 60 chili e altri sparsi qua e là. “Poteva esplodere quando atterrava un aereo”, dice oggi l’assessore regionale Raffaele Piemontese, che ha disincagliato il dossier a Bruxelles con l’intuizione dell’hub della Protezione Civile. Che sia stata un’idea geniale lo conferma il vicepresidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile: “Il fatto di avere la base della Protezione Civile a Foggia consentirà a questo aeroporto di avere una vita normale”. E di essere uno scalo sostenibile. 

“Abbiamo espropriato 11 ettari, abbiamo abbattuto opere abusive”, sono i fatti di Piemontese, che mostra indicandoli con un dito. Dove fino a poco tempo fa passavano le macchine c’è l’aeroporto. Mancano solo “opere di rifinitura” e a metterci la firma è il Responsabile Unico del Procedimento, l’ingegnere Donato D’Auria. Prima del collaudo “bisognerà completare le lavorazioni, rimontare i fognoli di bordo pista e provvedere alle opere di segnaletica, in particolare gli aiuti visuali luminosi delle luci di pista”. A occhio e croce possono volerci tre mesi. Le opere principali consistevano nelle deviazioni delle condotte dell’acqua e della fogna, è stato completato anche lo spostamento dei cavi della Tim e dopo il collaudo dell’Acquedotto è stato possibile demolire il tratto di strada che era stato consegnato dal Comune…

https://www.foggiatoday.it/economia/allungamento-pista-gino-lisa-foggia-lavori-emiliano-piemontese.html