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San Bartolomeo valdese: da Pasquale a Pasquale

Girovagando per archivi si scoprono storie sulla San Bartolomeo che fu che ti aiutano a comprendere la San Bartolomeo odierna, il carattere degli abitanti e la loro propensione all’accoglienza.

Quando Garibaldi scese al Sud con l’aiuto della massoneria anglosassone, i più felici erano gli anglicani, pregustavano già l’abbattimento non solo del potere temporale del Papa, ma anche di quello spirituale. Immaginavano e speravano che la facilità del popolo italiano a sostituire i vecchi regnanti con il nuovo Vittorio, si sarebbe riproposta anche in campo religioso con milioni di conversioni dal cattolicesimo romano al protestantesimo.

Non nascosero la delusione quando nel 1910 le conversioni in Italia invece di essere milioni, furono poche migliaia. I regni pre unitari franarono in un battibaleno, ma la religione italica resistette, in ottemperanza al detto: “Scherza con i fanti, ma lascia stare i santi”. Va bene sostituire Francesco con Vittorio, ma col Papa non si scherza.

Con l’apertura della breccia di Porta Pia e la definitiva scomparsa del potere temporale del Pontefice, nel Meridione d’Italia furono inviati numerosi pastori evangelici. La galassia protestante è composta da decine e decine di famiglie: i luterani, gli anglicani, i riformati, gli avventisti, i metodisti, i mennoniti, i calvinisti etc.etc.

Vi è un gruppo, i valdesi che hanno una storia antica di secoli rispetto alla riforma luterana e che solo per poter sopravvivere nel 1532 aderirono alla Riforma, scendendo a patti con il loro carisma.

I valdesi sono i seguaci di Pietro Valdo, un ricco mercante di Lione vissuto nel XII secolo, francescano prima di Francesco, vendette i suoi beni e visse di elemosina predicando il Vangelo, purtroppo i tempi non erano maturi per poter accettare questa istanza di rinnovamento, e Valdo fu scomunicato e allontanato dalla comunione con la Chiesa. Furono molti però che seguirono il mercante di Lione e si creò un vero e proprio movimento evangelico che fu perseguitato per secoli dalla Chiesa. Forse la vicenda di Valdo influì sull’esito del francescanesimo che la Chiesa riuscì a integrare nel suo Corpo.

I seguaci di Valdo scesero nel Meridione d’Italia dopo la presa di Roma, quel Meridione che già conoscevano perché li aveva accolti quando in altre parti d’Italia, prima della Riforma Luterana ma anche dopo, furono perseguitati. Lo storico francese Pierre Gilles ravvisa la presenza di valdesi nel territorio di San Bartolomeo in Galdo già nella prima metà del ‘200. San Bartolomeo è sempre stato un paese accogliente, finanche prima di diventare San Bartolomeo.

Arrivarono a Napoli i pastori valdesi Giacomo Weitzecker, Giovanni Pietro Pons, Enrico Tron, Matteo Prochet. Fu a Napoli che il sacerdote sanbartolomeano Don Pasquale Colatruglio della famiglia dei Chierici regolari poveri della Madre di Dio delle scuole pie, più conosciuti come Padri Scolopi entrò in contatto con le tematiche evangeliche.

Don Pasquale rimase folgorato dalla Dottrina valdese/evangelica, dovette colpirlo la giustificazione per fede, l’autorità della Bibbia, il sacerdozio universale di cui egli stesso era una contraddizione. Tornò a San Bartolomeo nel 1870 e smessa la talare cominciò la sua predicazione, dovette essere molto efficace tanto che poco tempo dopo si dovette annoverare una nuova defezione tra le fila del clero sanbartolomeano il sacerdote don Luca Tomasini abbracciò la fede protestante. Nel nostro paese sorse nel 1870 la seconda stazione evangelico -valdese della provincia di Benevento, seconda appunto, solo a quella di Fragneto L’Abate che sorse nel 1868. L’apertura del culto valdese a San Bartolomeo precedette di circa sei anni la nascita di una stazione valdese in Benevento, solo nel 1876 si poté ascoltare un sermone evangelico nel nostro capoluogo di provincia.

Ad accompagnare la crescita della stazione valdese di San Bartolomeo in Galdo, fu inviato il pastore piemontese Orazio Bosio. Costui dovette spostarsi a Fragneto e fu sostituito a fine 1870 dal sig. Faletti che rimase in paese fino al 1873. Durante questo lasso di tempo la comunità valdese di San Bartolomeo in Galdo fu visitata da quasi tutti i pastori ed i predicatori napoletani: Tron, Pons, Thochet ed Eli Jahier. Fu proprio Eli Jahier che dopo il matrimonio con Celestina Selli nel 1874, fu inviato a San Bartolomeo in Galdo e fu il pastore della comunità valdese di SBiG fino al 1880. Da San Bartolomeo il pastore Jahier visitava periodicamente Alberona dove nacque una stazione evangelica e San Severo.

Della comunità valdese di San Bartolomeo, perdiamo le tracce alla partenza per Brindisi del pastore Jahier e di sua moglie avvenuta nel 1880.

Di valdesi evangelici a San Bartolomeo non abbiamo notizia, per ora, ma confidiamo e speriamo di imbatterci nuovamente in loro quanto più approfondiremo la conoscenza degli archivi.

Per rivedere nuovamente un evangelico a SBiG, ma sicuramente altri ci saranni stati, non conosciuti da noi, dobbiamo attendere quasi un secolo e da Don Pasquale Colatruglio arriviamo a Pasquale Del Buono classe 1939, meglio conosciuto in paese come Pasquale u Prutstant o Pasquale u ‘Vangelist.

Pasquale è morto qualche anno fa e la sua famiglia non vive più a SBiG, è ricordato da tutti coloro che abbiamo interpellato come essere una persona buona, con una pazienza di Giobbe e una calma serafica, avente qualche difficoltà con la guida del suo camion con il quale svolgeva la professione di fruttivendolo ambulante. Numerosi sono gli aneddoti che ci hanno raccontato su di lui e da ognuno emerge una peculiarità del suo carattere e della sua bontà. Molti lo ricordano ancora nella sua 600, con la quale girava in paese negli ultimi tempi decorata con scritte tratte dalla Sacra Scrittura.

Da Pasquale a Pasquale, così si chiude per ora la storia dei valdesi ed evangelisti nel nostro paese.

Eli Jahier

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