A noi piace considerare SBiG come un organismo vivente. Oggi acciaccato, pieno di malanni, ma un tempo giovane e forte.
A noi piace ascoltare storie su quest’organismo, che siano vere, verosimili o totalmente inventate, non importa, necessita solo un po’ di discernimento per inserirle nei cassetti appositi.
Eravamo al cimitero e immobile davanti ad una tomba c’era un signore anziano, no, forse è meno politicamente corretto, ma più corrispondente alla realtà, era vecchio, anzi molto vecchio, di età quasi indefinibile, ritto nelle spalle e molto alto, doveva esser stato ancor più imponente nei suoi anni migliori. Era immobile, concentrato, sembrava che la sua mente vagasse altrove, mentre gli occhi erano fissi sulla lapide, ci diede l’impressione di non accorgersi di noi. Il mio accompagnatore incuriosito quanto me da questa figura misteriosa guardò la foto sulla lapide ed in un sussurro disse: “Sembra il Fuhrer invecchiato”. Il vecchio si girò e con un leggerissimo accento teutonico, guardandoci disse: “È Lui”.
Lo prendemmo per quello che era, un vecchio matto, lo assecondammo e andammo via. Lungo la strada riflettemmo su quel vecchio, tanto matto non sembrava, ma chi può dare una definizione di matto?
Alla luce del vecchio teutonico del cimitero, un episodio che ci raccontò un vecchio nostrano qualche anno fa e che noi rubricammo allora come una fandonia assume nuova luce.
Ci raccontò che nel dopoguerra comparve a San Bartolomeo una coppia, lui era persona anziana e male in arnese, eccentrica per l’epoca, non mangiava carne, un’eresia in un paese dove il maiale è il “re”, lei più giovane dai capelli e dalla pelle chiarissima. Parlavano un italiano stentato, ma erano cordiali con tutti. Lui era un grande amante degli animali possedeva due cani.
Il vecchio ci raccontò un episodio cui fu testimone molti anni fa. Durante la solita passeggiata che la coppia faceva nei pomeriggi di bel tempo, fu avvicinata da un manipolo di persone, non sembravano dei malintenzionati, ma anzi assunsero un atteggiamento molto deferente nei confronti del malandato vecchietto.
Il vecchio, all’epoca un giovane, curioso come tutti i giovani, si fermò e discosto ascoltò il dialogo tra questi uomini marziali e la coppia di anziani.
- Mein Fuhrer dovete tornare, il Duce non può più guidarci ma voi siete ancora la nostra Guida.
- Non posso, voglio solo vivere tranquillo quello che mi resta, la delusione è stata forte.
- Sta andando tutto a scatafascio Mein Fuhrer! Dovete tornare e salvarci.
- Se torno questa volta si va fino in fondo, bisogna essere cattivi.
- Certo Mein Fuhrer!
- Questa volta ammazzeremo 12000000 di ebrei e sei acrobati.
- Fino in fondo Mein Fuhrer!
- Ripeto 12 ml di ebrei e 6 acrobati.
- Certo Mein Fuhrer, ma perché 6 acrobati.
- Te l’avevo detto Eva che degli ebrei non frega un tubo a nessuno.
La Storia ha voluto che il vecchietto morisse poco tempo dopo e non ci fu nessun ritorno sulla scena politica.
Il vecchietto fu seppellito nel cimitero di SBiG.
*La storiella sul Fuhrer e i 12 ml di ebrei e sei acrobati l’abbiamo ascoltata in un film. Sulla Rete ne girano diverse versioni che sostituiscono gli acrobati con altri mestieri.
Di vero c’è che se vi fate un giro al cimitero di SBiG vi imbatterete in una lapide dove un vecchietto autoctono ha una grossissima somiglianza con il Fuhrer invecchiato. O forse tanto autoctono non era…




