
Che San Bartolomeo fosse un paese importante non abbiamo mai avuto dubbi, che per oltre un secolo San Bartolomeo e Catalano potevano essere considerati sinonimi lo stiamo scoprendo ora, dalla lettura dell’Archivio Catalano che ribadiamo ci è stato dato in visione da Cristina Giuliani erede Catalano.
C’è un documento ove il sig. Salandra di Troia scrive a Don Michele Catalano nel 1847 offrendogli pascoli per circa trecento vacche. Non è tanto il numero dei capi che ci impressiona, quanto che le proprietà della famiglia Catalano arrivassero a Troia e, ma qui necessiterebbe una ricerca che non abbiamo tempo e voglia di fare, i Salandra di Troia che commerciavano con i Catalano erano probabilmente gli avi di quel Salandra Presidente del Consiglio che trascinò l’Italia nella Prima Guerra Mondiale.
Oggi abbiamo trovato altre due lettere che ci hanno colpito, non tanto per il contenuto, quanto per la forma estremamente deferenziale nei confronti di don Michele Catalano non di un debitore o amico, ma addirittura del vescovo di Lucera Monsignor Giuseppe Jannuzzi.
Monsignor Jannuzzi scrive di aver ricevuto le due graditissime lettere di Don Michele quelle del 6 e 24 marzo e lo stesso giorno risponde assicurando Don Michele di aver effettuato l’ufficio richiesto e avergli garantito il felice esito, come dire Don Michele ordina il vescovo di Lucera esegue, ovviamente il felice esito non è per Don Michele ma, per una maggiore gloria di Dio e lustro di questa Chiesa.
Ci colpisce la chiusa delle lettere, ove Monsignor Jannuzzi scrive di essere sempre pronto a servire Don Michele e si firma Obbligatissimo Servitore ed Amico Giuseppe Vescovo di Lucera.
Non servo della Chiesa, ma servo di Don Michele Catalano da San Bartolomeo in Galdo
Ad Maiora Ariadeno




