C’era un foianese, un baselicese e un sanbartolomeano…

C’era un foianese, un baselicese e un sanbartolomeano e detta così sembra l’inizio di una barzelletta, ma in una sera d’estate i tre abitanti della Valfortore si sono incontrati in quel di Foiano per discutere di brigantaggio post unitario.

Il 27 giugno in una fresca serata d’inizio estate nell’anfiteatro di Foiano Valfortore Donato Masella, il foianese, ha organizzato un incontro a corollario della 1ˆ Cronoscalata del Fortore organizzata dall’ASD Feudum Mazzoccae capitanata da Vincenzo Esposito sui luoghi iconici attraversati dai briganti compreso l’Acqua Partuta ove persero la vita in uno scontro con i briganti di Michele Caruso 9 guardie mobili tra cui il sanbartolomeano Francesco Mossuto e 4 carabinieri tra cui il brigadiere fiorentino Alessandro Falini comandante della Stazione di San Bartolomeo in Galdo a cui è ancora intitolata la caserma.

E qui entra in scena il baselicese Antonio Bianco il massimo esperto della Valfortore sul brigantaggio, che in collegamento da Rieti ci ha parlato del fenomeno brigantaggio e dei suoi uomini nella Valfortore a partire da Antonio Secola.

Prima dell’intervento principe del Dott. Bianco il sanbartolomeano ha inquadrato il periodo e menzionato le stragi di civili commesse da Caruso del 7 settembre 1863 a Castelvetere in Valfortore e soprattutto quella del 9 settembre c.a. avvenuta a San Bartolomeo in Galdo ove ci furono dai 25 ai 35 morti, perché molti feriti perirono nei giorni successivi e non furono conteggiati inizialmente. Inutile dire che la strage peggiore fu quella di San Bartolomeo in Galdo, ma è anche la più sconosciuta.

Durante i saluti del sindaco Ruggiero ad inizio incontro abbiamo invidiato Foiano, perché quello che stiamo facendo noi sottraendo tempo a famiglia, lavoro e anche al basket il sindaco di Foiano lo sta portando avanti da anni in forma istituzionale.

Il sindaco ha commissionato un libro sull’eccidio dell’Acqua Partuta al dott. Bianco e ha fatto costruire un monumento in memoriam sui luoghi dell’eccidio, noi a stento, grazie ad un colpo di fortuna archivistico, siamo riusciti ad individuare il luogo dove i 26 sanbartolomeani furono trucidati.

Il sindaco Ruggiero ha commissionato al dott. Paolucci la stesura di un libro sul catasto onciario a Foiano nel 1742, noi quel poco che conosciamo del nostro catasto onciario lo dobbiamo di nuovo ad un baselicese l’indimenticato e dotto studioso prof. Fiorangelo Morrone.

Il sindaco Ruggiero ha iniziato e forse portato a termine l’indicizzazione dell’Archivio Comunale, indicizzare un archivio significa scoprire velocemente avi e radici delle migliaia di nostri emigranti.

Mentre parlava pensavamo alla scoperta e valorizzazione di figure foianesi che si sono affermati nel mondo come il grande compositore James V. Monaco al quale proprio quest’anno è stato dedicato un concorso musicale il Premio Internazionale James V. Monaco o come l’illustre studioso agostiniano Padre Antonio Casamassa, uno dei massimi Patrologi che vi siano mai stati, influente sacerdote vicinissimo al grande papa Pio XII e molto considerato dal sostituto alla Segreteria di Stato quel Giovanni Battista Montini poi papa Paolo VI, a parer nostro il più importante papa del XX secolo, a cui noi della Valfortore dobbiamo immensa gratitudine per lo studio sul Beato Giovanni Eremita a l’abbazia di Santa Maria del Gualdo a Mazzocca.

Ci fermiamo qua, ma il lavoro di riscoperta storica del comune di Foiano è veramente encomiabile.

  • Nella foto, il primo a sinistra è Padre Antonio Casamassa, in compagnia di alcuni suoi confratelli e soprattutto di Pio XII e il futuro Paolo VI.

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