Pensate sia così? O credete che tra le due cose non vi possa essere un connubio? Nell’ultimo decennio i cacciatori a San Bartolomeo sono passati da un centinaio a poche decine. ‘…Anche nel 2002 il numero dei cacciatori in Italia continua a diminuire. La caccia dovrebbe terminare nel 2007 per mancanza di cacciatori…’ così dice la Lega per l’abolizione della caccia. Il motivo di questa progressiva diserzione è in parte il diffondersi di una maggiore coscienza ecologica ed animalista, in parte la sempre maggiore rarefazione della selvaggina.
La caccia una volta rappresentava una necessità di primaria importanza… Mio nonno a novant’anni fumando la pipa in modo piacevole davanti al focolare mi diceva che a volte, siccome a casa vi erano tantissime bocche da sfamare e… si battevano i denti per la fame e … non si poteva sempre con la stessa minestra e… i bambini malnutriti piangevano perchè avevano bisogno di proteine…, non restava che alzarsi di buon mattino prendere ‘u duibott a tracoll’ e incamminarsi ai margini dei querceti o negli incolti. A mezzogiorno si ritornava sempre con qualche leprotto e la nonna preparava ‘i cicatell cu lebr’. La caccia oggi è diventata un hobby, segugisti e fermaioli si contendono le ultime lepri e fagiani per divertimento… Poi dicono che hanno il cuore di ambientalisti. Ma l’ambientalista non va a caccia di lepri bensì a caccia di cicorie, godendo dell’odore intenso dei ciclamini, del cinguettio soave dei pettirossi, della letizia dei boschi.