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Il 31 ottobre, termine entro il quale si presumeva che potessero essere portati a termine i lavori di completamento della struttura ospedaliera, è trascorso, come peraltro il mese di novembre ormai agli sgoccioli, senza però che la ditta appaltatrice abbia chiuso il cantiere e consegnato le chiavi.

Piuttosto a rilento, infatti, le ultime rifiniture, chiamiamole così, forse anche in considerazione del fatto che il completamento non potrà coincidere con l’attivazione del presidio ospedaliero aperto al territorio, secondo la rimodulazione del progetto in precedenza elaborato per un Pronto soccorso attivo. Questo perché la Regione ancora non si esprime sulla richiesta avanzata dall’Asl Bn1, che avrebbe ipotizzato una prima fase di attivazione del presidio ospedaliero con 49 posti letto, al posto dei 90 previsti nel progetto rimodulato. E il ritardo cronico della Regione nell’autorizzare l’Asl ad emettere gli atti finalizzati all’avvio del nosocomio fa pensare che anche il 2002 ormai trascorrerà, destinato ad aggiungersi agli altri quaranta e più, che caratterizzano la favola e insieme la farsa dell’ospedale della Valfortore. Quanto ai lavori al fabbricato si apprende dal tecnico del Distretto sanitario 23, il geom. Antonio Pio Mandrone, che all’interno manca solo l’installazione del quadro generale elettrico, già commissionato ad apposita ditta, mentre sono in via di ultimazione i lavori di intonaco ai muri esterni.
La novità sul piano sanitario logistico, dopo la sistemazione di tutti gli uffici amministrativi nel nuovo fabbricato di contrada Torre, è rappresentata dall’abbandono da parte dell’Uomi (Unità Operativa Materno Infantile), del Cup, della specialistica ambulatoriale e dell’anagrafe assistiti dell’ex edificio della Coldiretti. L’abbandono del fabbricato è stato disposto dal direttore sanitario del Distretto, il dott. Iuliano, per motivi precauzionali, considerata una certa pericolosità dei locali, legata all’aggravarsi di alcune crepe sui muri interni. Mentre l’Uomi è stata spostata anch’essa alla nuova sede del Distretto in contrada Torre, gli altri servizi hanno trovato posto nella stessa struttura ospedaliera, che ovviamente dispone di spazi, in conseguenza della rimodulazione del progetto Psa, con riduzione dei posti letto da 120 a 90. La specialistica opererà così in locali adeguati e ne trarrà vantaggi anche l’utenza, specie quella in attesa delle visite mediche, che potrà sostare in ambienti più ampi e comodi di quelli utilizzati in precedenza presso la ex Coldiretti.
Per il fabbricato abbandonato è previsto un progetto di ristrutturazione e riattamento, che dovrebbe trasformarlo in una palazzina amministrativa al servizio del P.O., considerato che dista solo pochi metri dalla struttura ospedaliera.