Museo archeologico a San Bartolomeo.

Se n’era cominciato a parlare già nel 2000, allorché in Consiglio comunale venne approvato un programma di valorizzazione dei beni culturali del territorio; ora il discorso è stato ripreso a San Bartolomeo in Galdo. Al di là dell’impegno per i servizi logistici alle scuole, dalla materna all’elementare, dalla media inferiore a quella superiore, e alla disponibilità per tutte le richieste avanzate dai dirigenti scolastici, dai genitori, dagli studenti, sono state già istituite una biblioteca e una pinacoteca comunali, che resteranno le maggiori realizzazioni nel settore della cultura. La biblioteca, ottimamente arredata, conta oggi, alcune migliaia di volumi, per un valore di circa duecentomila euro. E si tratta di volumi, molti dei quali assai costosi, che toccano tutti i generi letterari, dalla filosofia alla religione, alla storia, alla politica, all’arte, alla narrativa italiana e straniera. Ora l’amministrazione, anche sulla scorta di precedenti delibere, ha volto il suo interessamento a quanto può rappresentare la storia del paese, e cioè all’stituzione di una casa-museo, dove esporre reperti archeologici rinvenuti nell’area della contrada Castelmagno, e risultati di grandissimo interesse storico-culturale, risalenti al 4° e 5° secolo a.C.. Molti di tali reperti però si trovano in abitazioni rurali della zona e si spera si possa arrivare ad ottenerli tramite la mediazione dei rappresentanti comunali. L’idea è quella di procedere all’acquisizione e al restauro del fabbricato, che fu palazzo vescovile nel 15° secolo e che è finito nelle mani di privati. Assicuratasi della disponibilità da parte dei proprietari attuali di voler cedere l’edificio, l’amministrazione ha deciso di avanzare richiesta alla Regione di un finanziamento aggirantesi intorno ai 500.000 euro, finalizzato all’acquisto e al restauro del vecchio palazzo vescovile. Alla domanda sarà allegato un progetto preliminare, per la cui redazione sono stati incaricati l’ingegnere Carlo Camilleri, l’architetto Patrizia De Blasio e il geometra Vincenzo Caroscio. Gli stessi redigeranno anche la progettazione definitiva ed esecutiva per la realizzazione dei lavori al fabbricato, ovviamente dopo acquisizione dello stesso, allo scopo di potervi allestire un museo di storia del territorio, con esposizione dei reperti provenienti dalla zona Castelmagno e di quanto può essere riferito a Leonardo Bianchi, illustre scienziato, cui S.Bartolomeo diede i natali.