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Ecoballe in vista e piattaforme non consegnate dimostrano l’assolulta inconsistenza di chi dovrebbe tutelare il territorio. Mostri d’acciaio, rifiuti, sperperi ed intrighi ‘affaristici’ sono il sale della politica locale

La notizia, diffusa da un articolo pubblicato sul nostro Quotidiano sabato scorso, che le ecoballe formate nell’impianto di cdr di Casalduni saranno trasportate nella ex discarica di Serra Pastore di San Bartolomeo in Galdo, sta destando allarme nella popolazione locale che potrebbe sfociare in una protesta. Le menzionate balle dovrebbero essere stoccate sino a quando non saranno realizzati da parte della Regione Campania i termovalorizzatori per la loro distruzione. Tale decisione, presa dal Commissario di Governo per l’Emergenza rifiuti solidi regionali, è stata comunicata al Presidente del Consorzio BN3 ed al Commissario prefettizio del Comune di San Bartolomeo in Galdo. Per le ecoballe attualmente in sosta nello spiazzale antistante l’impianto di Casalduni, vi è stata già una vivace protesta di alcuni Primi Cittadini dei paesi del Tammaro.Ed ora la patata bollente vuole essere trasferita nel Fortore. Intanto a San Bartolomeo in Galdo, si è costituito un comitato composto da professionisti, commercianti, artigiani, agricoltori e comuni cittadini per protestare energicamente affinché le ecoballe di Casalduni non vengano trasportate nella discarica di Serra Pastore. La discarica, come si ricorderà, fu realizzata in soli tre mesi nel 1997 su progetto della Prefettura di Benevento, per essere a servizio di alcuni Comuni fortorini. Ha una capacità di 60 mila metri cubi, è lunga 125 metri per 80 nella base superiore, 80 metri per 32 in quella inferiore. Quando la discarica fu aperta, si era detto che avrebbe avuto la durata di tre anni e che poi sarebbe stata chiusa e bonificata cospargendo sulla stessa del terreno e piantati degli alberi. In essa, però, per altri anni ancora è avvenuto lo sversamento dei rifiuti solidi urbani non solo dei paesi del Fortore, ma anche di alcuni altri centri del Sannio e del napoletano. Poi dal dieci ottobre 2002 i Comuni fortorini, compreso anche quello di San Bartolomeo in Galdo, ed anche altri del Sannio erano stati autorizzati a trasportare i rifiuti nell’impianto di Casalduni, dove il materiale veniva bruciato nel termoconvertitore. Si era detto che le discariche tradizionali sarebbero state bandite anche per difendere il patrimonio ambientale. Nel Fortore è in atto la raccolta differenziata già da alcuni anni. Dall’ottobre 2000 il Consorzio BN3, presieduto dal sindaco di San Marco dei Cavoti, Francesco Cocca, ha istituito un servizio per la raccolta di materiale cartaceo e bottiglie in plastica; le bottiglie di vetro, invece, vengono depositate in campane d’acciaio, dislocate nei diversi punti dei paesi del comprensorio. I cittadini, si sono, ormai, abituati ad usufruire del menzionato servizio e tutto funziona alla perfezione. Ricordiamo che, con finanziamenti regionali, a San Bartolomeo in Galdo è stata realizzata una piattaforma ecologica del costo di 450 milioni di lire, mentre a Molinara un’isola di compostaggio. La piattaforma ecologica, però, non ancora viene consegnata al Comune, perché la ditta costruttrice aspetta che venga pagata.

Benedetto Canfora da “Il Sannio Quotidiano”