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Richiesta del commissario Boniello agli Enti provinciali di Foggia e Benevento per la riqualificazione dell’importante arteria. I sindaci dei comuni di Volturara, del

Fortore e i rappresentanti istituzionali invitati a risolvere il problema. Negli anni scorsi era stato realizzato dal Comune di San Bartolomeo in Galdo il tratto di strada Galesse detta ‘Amborchia’, che mette in comunicazione l’ex SS. 369, diventata provinciale da qualche tempo, con la superstrada Campobasso-Foggia. Tale tragitto è stato realizzato anche per togliere dall’isolamento e dalla marginalità i paesi del Fortore, in mancanza di un idoneo sistema viario per Benevento. Difatti, tra la città capoluogo e la zona del versante adriatico non vi è alcun asse viario trasversale a scorrimento veloce, indispensabile per l’inserimento in circuiti di notevole grandezza. Ora l’arteria è ridotta ai minimi termini per le violente piogge dei mesi scorsi, che hanno causato frane, smottamenti di terreno, crepe, avvallamenti e cedimenti di muretti. Il commissario prefettizio, Fiorentino Boniello, che dal 9 giugno scorso amministra l’Ente di San Bartolomeo in Galdo, ha, intanto, chiesto alle Amministrazioni provinciali di Foggia e Benevento che l’Amborchia venga classificata come strada provinciale passando ‘de jure’ dal demanio comunale a quello provinciale di competenza. Ha chiesto la cooperazione anche ai Sindaci dei Comuni di Volturare Appula (FG) e del Fortore, nonché ai consiglieri provinciali locali. La richiesta è stata inviata per conoscenza pure ai Prefetti di Foggia e Benevento. “Come è noto alle SS.LL. – ha scritto Boniello – è ormai una realtà la strada di collegamento tra le arterie ex SS. 369 e SS. 17. È inutile ricordare che questa bretella ha consentito di collegare la Valle del Fortore e la Valle Tappino con circa 2,5 chilometri di strada con un percorso abbastanza accettabile che ha sostituito di fatto l’ultimo tronco della Appulo-Fortorina, che si snodava attraverso tornanti e curve a gomito per ben 12 chilometri circa”. Il Commissario, poi, ha asserito che, probabilmente, la costruzione della Galesse rispecchia il tentativo di eliminare l’isolamento, superando una concezione del sistema viario basato su percorsi di mezza costa (vere curve di livello), per seguire un’impostazione più moderna, più razionale del sistema di comunicazione stradale e convogliare il traffico veicolare su arterie di Fondo Valle collegate, attraverso bretelle, ai centri abitati siti sulla sommità dei monti; pertanto è evidente, a questo punto, la gravosità della creazione di questa bretella di collegamento tra la periferia di San Bartolomeo e la strada di Fondo Valle Tappino con un onere finanziario solo a carico dell’Ente sambartolomeano. “È facile immaginare – ha aggiunto Boniello -, l’ammontare dell’onere soltanto se si pensa che un stradino largo non più di due metri, con un fondo in terra battuta, privo di argini e ripari, esposto senza protezioni di sorta a movimenti franosi che interessano la zona, è stato trasformato in una strada larga circa 8 metri, con un fondo consistente, debitamente sorretto da opere d’arte, e con una massicciata regolarmente coperta con conglomerato bituminoso, con argini, banchine, palificazioni e gabbionature di protezione. Evidentemente, però, l’attesa per la creazione di questo sbocco naturale della Valfortore verso est e, quindi, verso la Puglia ed il Molise, ed il bisogno di un collegamento utile a ridurre i tempi di percorrenza anche di 20 minuti hanno suscitato entusiasmo da far superare ogni logica di calcolo ed ogni doverosa remora in ordine all’onerosità sia della spesa iniziale che della manutenzione dovuta”. Ha fatto notare, poi, che l’Ente civico ha dovuto trascurare problemi di riparto di competenza sia istituzionali che territoriali, assumendosi un ruolo di sostituzione, che si legittima nel particolare ruolo dell’istituzione comune; essendo il soggetto pubblico più immediatamente a contatto con i cittadini deve recepire e soddisfare con risposte concrete ed immediate le esigenze e gli interessi generali della comunità amministrata. Boniello, inoltre, ha affermato che si è trovato di fronte a serie limitazioni di disponibilità finanziarie, necessarie per l’adeguata manutenzione di una via che insiste su un territorio esposto a continui movimenti franosi. E ha chiesto agli enti locali di mantenere una via che ha un percorso di 70-80 metri nel territorio del Comune di San Bartolomeo in Galdo e l’altro più lungo nel territorio di Volturara Appula. Infine, ha detto che l’Amborchia ha tutte le caratteristiche per diventare provinciale. “Ritenuto che questa iniziativa soddisfi anche gli interessi degli altri Comuni fortorini, molisani e dauni, auspico che venga raggiunto l’obiettivo che è garanzia di utilizzo diuturno e sicuro della strada”. Una particolare sensibilizzazione l’ha chiesta al Sindaco di Volturara perché partecipi all’iniziativa intrapresa anche per la responsabilità che l’esercizio della struttura da parte degli utenti può comportare e, soprattutto, per scongiurare il pericolo di chiusura, che comporterebbe reazioni scomposte e turbamento dell’ordine pubblico, atteso che la Galesse è ormai divenuta di fatto via di comunicazione tra le due Valli.

Benedetto Canfora da “Il Sannio Quotidiano”