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In risposta a quanto affermato dall’arch. Enzo Carbone, del comitato regionale AP – UDEUR, sulla sua missiva pubblicata sul Sannio Quotidiano del 15 marzo u.s., in merito alla non utilità dell’istituzione del Circondario di San Bartolomeo in Galdo, pur riconoscendo allo strumento istituzionale valenza ed importanza, ed alla sua proposta di istituire la “città diffusa” di Benevento, ho da ribadire, avendo scritto su questa testata sin da ottobre 2003 del suddetto Circondario, i perché della necessità della sua istituzione.

  1. Il Circondario tutela le peculiarità territoriali, socio-economiche, culturali, storiche, geografiche, presenti sul territorio. La Valle del Fortore ha, per la sua differente natura storica e geografica, una diversa vicenda culturale rispetto al resto della provincia di Benevento. È la zona più distante dal capoluogo ed ha da sempre rivolto i propri interessi verso la Puglia ed il Molise.
  2. Il Circondario costituisce il livello organizzativo e di articolazione funzionale della Provincia nel territorio, ove sono collocati servizi ed uffici a beneficio della popolazione. Nel tempo i singoli paesi fortorini sono stati penalizzati perdendo uffici e servizi; solo pensando in termini di Circondario, e quindi di reale aggregazione, si creano le masse critiche per la sostenibilità dei servizi e degli uffici persi o necessari per rispondere alle nuove esigenze della popolazione residente.
  3. Il Circondario può rappresentare l’ultima (o unica?) occasione che la provincia di Benevento ha per rinsaldare i rapporti economici, sociali, culturali con la valle del Fortore. Rapporti sempre più affievoliti e mai rigenerati.

In merito a quanto da Lei esposto in ordine alla città diffusa, è utile sottolineare che lo scollamento che Benevento ha con questa parte di provincia non si può recuperare con concetti astratti che tentano di imitare i progetti ben più articolati delle città metropolitane. Se oggi Benevento non riesce ad essere rappresentativa in Campania è anche a causa dell’impoverimento, economico e di uomini, che la sua provincia ha subito a causa di una logica di non equa distribuzione delle risorse sul territorio.
Possiamo, inoltre, avvertire un uso distorto del federalismo, che sta producendo effetti indesiderati sul nostro territorio. Per esempio, l’aumento del 10% del bollo auto e di 2,5 eurocent per litro di carburante, da parte del parlamentino campano, ci ha umiliati nel nostro punto più debole: la mobilità. Non possiamo pagare quello che non abbiamo: strade inesistenti, servizi di linea autobus da tempi record (4,15 h per raggiungere Napoli), ecc… Un altro esempio potrebbe essere quello dell’emergenza rifiuti, ma non intendo entrare in questa sede in un argomento assai complesso.
Il dibattito del Circondario avviato a San Bartolomeo in Galdo è preludio, quindi, di una più ampia discussione che sarà negli anni a venire. La nostra comunità dovrà rispondere ad una domanda (prendo a prestito il titolo di un libro dell’on. Roberto Costanzo, edito nel 1972) che oggi con il federalismo sempre più spinto è più che mai sentita: Campania sì Campania No!

Dott. Ing. Guerino Giuseppe Groppoli