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Illustrato da Donato Agostinelli il Piano di Coordinamento Territoriale Provinciale
«Prima che venga trasmesso alla Regione per l’istruttoria, le associazioni potranno presentare osservazioni»

Presso il Salone Gio.Ca.Dancing di San Bartolomeo in Galdo, lunedì sera, il presidente del Consiglio provinciale di Benevento, Donato Agostinelli, ha illustrato il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale varato già dalla Giunta esecutiva, alla presenza di un folto pubblico. Dopo il saluto, Agostinelli ha esordito dicendo: “Prima che il Piano venga approvato definitivamente dal Consiglio provinciale e trasmesso alla Regione Campania per l’istruttoria di compatibilità e la successiva pubblicazione sul Bollettino Ufficiale, i cittadini, i 78 Enti civici sanniti, le associazioni potranno fare delle osservazioni. Il Piano, che è uno strumento di pianificazione, mira allo sviluppo sostenibile del territorio, alla salvaguardia e promozione dell’agricoltura, dei beni culturali, della scuola, della sanità e dei centri storici, alla protezione dell’ambiente, delle acque, della difesa del suolo e delle bellezze paesaggistiche, alla valorizzazione del patrimonio archeologico e dei prodotti agroalimentari”. Il Piano, che è diviso in tredici Comprensori, interverrà anche sui rischi idrogeologici, sulla viabilità, sul trasporto pubblico locale, sulla valorizzazione delle risorse energetiche. Il Comprensorio fortorino comprende i centri di: San Bartolomeo in Galdo, Baselice, Foiano di Valfortore, Castelvetere in Valfortore e Montefalcone. Il PCTP relativo alla viabilità prevede la realizzazione, tra le tante opere, di una direttrice di importanza interregionale che congiunga Benevento con Foggia attraversando la Valfortore, il completamento della Fondovalle Isclero, una direttrice autostradale Benevento-Caserta, la strada denominata “Asse di penetrazione SS 90 bis-ponte Calise”, l’adeguamento delle Statali 7 Appia e 88. Sono previsti, inoltre, interventi di completamento di alcuni tragitti stradali di interesse provinciale, come la strada Ponte Tre Luci-Foiano, il tratto Foiano-San Marco dei Cavoti e quello Ponte Tre Luci-San Bartolomeo-Amborchia. Per San Bartolomeo in Galdo sono previsti, infine, la realizzazione di un Palazzetto dello Sport che serva anche per gli altri Comuni, una piscina olimpionica, la rivalutazione di Castelmagno, la valorizzazione dei percorsi e dei vini fortorini. Nel dibattito sono intervenuti alcuni professionisti. Il prof. Salvatore Sgambato, in modo particolare, si è trattenuto sulle problematiche della scuola secondaria, sui trasporti e sul territorio. Parlando della riforma Moratti, ha accennato ai due indirizzi scolastici: a quello professionale e liceale. “I trasporti pubblici – ha detto – sono ancora quelli di 50 anni fa; occorre migliorarli rivedendo anche gli orari”. L’ing. Antonio Pacifico ha fatto alcune osservazioni sul sistema viario: “bisogna inserire nel Piano la continuazione dell’arteria Calise verso il Fortore. La Fortorina sarà realizzata per ora solo da Contrada Mosti di Benevento sino a San Marco dei Cavoti. Dal bivio di Reino dovrebbe proseguire verso Colle Sannita e Riccia e l’alto Fortore rimarrebbe senza”. Il geologo, dott. Barbato, che ha collaborato per tre mesi alla stesura del Piano Territoriale, ha asserito che lo strumento non è altro che un Piano regolatore dei Comuni. “Ho cartografato tutto il nostro territorio – ha aggiunto – inserendo tutte le frane del Fortore”. Si è lamentato per il fatto che i tecnici locali non ricevono mai incarichi da parte della Provincia e del Comune. Il dott. Antonio Del Re, nella sua qualità di agronomo ha sottolineato che il PCTP è stato redatto con grande professionalità. Si è soffermato poi su: flora, fauna, parchi, riserve naturali, corridoi ecologici. Ha chiesto al presidente Agostinelli di inserire nel Piano il bosco Montauro di San Bartolomeo. “ Se il Piano sarà varato, ci sarà molto lavoro per tecnici e geologi”. L’ing. Guerino Groppoli ha parlato degli ambiti territoriali, che sono stati individuati secondo le caratteristiche geomorfologiche e gli elementi di rischio come le frane.

di Benedetto Canfora da “Il Sannio Quotidiano”