Dopo le assicurazioni del presidente Nardone, le perplessità dei cittadini

Dopo il convegno svoltosi lo scorso primo dicembre, a San Bartolomeo in Galdo, sul nosocomio Padre Pio organizzato dalla Cgil di Benevento, il presidente della Giunta provinciale, Carmine Nardone, ci confidò che tutte le arterie sannite, che avevano bisogno di un rifacimento, erano state appaltate. “La Provincia – asserì l’on. Nardone – per la sola viabilità investirà 320 milioni di Euro”. Aggiunse che nel pacchetto viario vi era anche il tragitto Ponte Sette Luci-Foiano per un importo di Euro 3.540.004,52. Intanto, la collettività fortorina si sta chiedendo: “Quando inizieranno i lavori?” Con la primavera che incalza si auspica che presto sarà aperto il cantiere. La menzionata arteria prevede l’allargamento della carreggiata, l’eliminazione di alcune curve e la messa in sicurezza della circolazione. Bisognerà, poi, sistemare il segmento di strada che da Foiano conduce a San Marco dei Cavoti, per cui è prevista una spesa di 40 miliardi di lire. Resta da sistemare, infine, il tragitto Sette Luci-San Bartolomeo-­Amborchia che sbocca sulla Statale Foggia-Campobasso. Dovrebbero avere inizio parte i lavori dell’arteria che da Contrada Mosti di Benevento conduce a San Marco dei Cavoti. Se si attueranno le citate opere, gli automobilisti della Valfortore saranno messi in condizione di poter meglio viaggiare e raggiungere il Capoluogo di provincia in meno di un’ora. Anche per gli autobus di linea ci saranno dei vantaggi. Pure il tratto di strada provinciale Montefalcone-bivio Ponte Tre Luci, ridotto ad una mulattiera, attende da anni che venga ristrutturato. I tanti viaggiatori, compresi coloro che devono raggiungere da Montefalcone e da Castelfranco in Miscano, quotidianamente, per motivi di lavoro il centro di San Bartolomeo si lamentano poiché vorrebbero circolare su di una strada più sicura. Attualmente la viabilità provinciale, specialmente in alcuni tratti è impercorribile per i numerosi dislivelli e per le buche. Sotto l’azione delle piogge spesso si verificano smottamenti di terreno e frane. I dissesti si hanno anche per la natura argillosa e franosa del terreno: si dovrebbero programmare importanti opere per la sistemazione idro-geologica. di Benedetto Canfora da “Il Sannio Quotidiano”