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Testi donati da Giuseppe Pizzi, direttore del giornale per gli emigrati

Oltre mille testi, dall’economia al diritto, dalla scienza dell’educazione alla letteratura, alla pedagogia, questo è il dono che il professore Giuseppe Pizzi, di S. Bartolomeo in Galdo ha voluto offrire alla sua cittadinanza. Un intero angolo della biblioteca comunale conserverà una testimonianza di un cittadino esemplare, insegnante delle elementari prima, giornalista e assistente universitario fino alla pensione poi, «perchè ha fatto della sua vita una profonda testimonianza di amore per la cultura e la sua gente». Giuseppe Pizzi ha fondato anche un periodico, che ha fatto il giro del mondo varcando le soglie delle case di tanti emigranti del Fortore “Voci di Casa Nostra”, la cui collezione arricchisce appunto il Fondo Pizzi. E la cittadinanza, tramite il commissario prefettizio Fiorentino Boniello, coadiuvato dalla responsabile del servizio cultura Anna Gobbi, ha voluto tributare un ringraziamento organizzando un incontro-dibattito con l’autore tenutosi nei locali della biblioteca comunale alla presenza di numerosi cittadini e autorità. Tra i relatori presenti all’incontro da segnalare Raffaele De Magistris, presidente dell’Associazione italiana bibliotech, e Cosimo Caputo, direttore della biblioteca civica di S. Giorgio del Sannio. Tra i politici presenti, il presidente del Consiglio regionale Bruno Casamassa, il presidente del Consiglio provinciale Donato Agostinelli e Luigi Bocchino. Ad aprire i lavori è stata Anna Gobbi che ha poi ricoperto il ruolo di moderatrice rimarcando l’importanza dell’aggregazione culturale promossa sia da chi ha voluto la biblioteca civica sia da coloro i quali l’hanno organizzata, citando il compianto direttore Alfredo del Re, che ha saputo lasciare tante tracce della cultura locale attraverso il suo operato. De Magistris e Caputo si sono soffermati sull’importanza della biblioteca «non solo come centro di lettura ma vero e proprio centro di cultura». Il primo ha sottolineato l’importanza di una biblioteca informatizzata proiettata nel futuro mentre Cputo ha voluto evidenziare quanta importanza assume la biblioteca oggi sia per i testi che per il suo utilizzo. Adele Catullo in veste di vice segretario ha sostituito il segretario Carlo Clemente mentre il commissario Boniello oltre a complimentarsi con Pizzi per il gesto ha consegnato a quest’ultimo una pergamena in segno di riconoscenza. A chiudere i lavori è stato lo stesso Giuseppe Pizzi che in più occasioni non ha saputo trattenere la commozione, attestando il forte attaccamento alla sua terra, e auspicando «il recupero dell’identità collettiva». Non sono mancati riferimenti a molti concittadini scomparsi che hanno fatto della cultura locale un vero spunto di vita ma soprattutto dall’incontro è emerso un reale e corale tributo al professore Giuseppe Pizzi per aver valorizzato a modo suo la testimonianza di un passato recente che si è contraddistinto per valori che se calati nella realtà d’oggi possono garantire un rinnovamento tutto umano in nome di quel riformismo riveduto e corretto tanto agognato. E gli auguri più sentiti giungano al professore Pizzi anche dalla redazione del Mattino.

di C.A. da “Il Mattino”