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Finita la tregua sul fronte dei rifiuti che è andata avanti per una decina di giorni. Nelle prossime ore la situazione rischia di precipitare di nuovo.

Già questa mattina infatti una decina di comuni che sversano nella discarica di S. Bartolomeo in Galdo non potranno farlo. La decisione è stata adottata a Napoli presso il Commissariato per l’emergenza rifiuti venerdì sera, dove erano stati convocati i sindaci del Consorzio Benevento tre. Alla riunione vi ha preso parte un ridottissimo numero di amministratori che ha dovuto prendere atto che questa discarica deve essere chiusa. In questa riunione è stato anche deciso che i dieci paesi che utilizzano questa struttura dovranno recarsi presso il Cdr di Casalduni. Ma per questi dieci comuni dell’Alto Sannio non sarà solo un sorta di cambio di indirizzo. Infatti la situazione presso il Cdr di Casalduni è divenuta critica. I rifiuti da smaltire, dopo essere stati trattati, nei giorni scorsi sono stati trasportati fuori regione. Ora questi siti sono anch’essi esauriti. C’è la disponibilità di un ulteriore sito per cinquecento tonnellate sempre fuori regione, ma si tratta di un quantitativo esiguo sufficiente a smaltire un paio di giorni di rifiuti del solo capoluogo. Tutto ciò fa ritenere che nel giro di un paio di giorni c’è il rischio che possa di nuovo bloccarsi il Cdr di Casalduni. Ed oggi ci saranno contatti tra istituzioni e la Fibe che gestisce l’impianto di Casalduni e il Commissariato per evitare che la situazione precipiti.
Un evento che porterebbe la situazione di nuovo all’emergenza come del resto era avvenuto fino a dieci giorni fa. Solo da qualche giorno infatti l’Asia per ciò che riguarda il capoluogo è riuscita ad eliminare tutti i cumuli di rifiuti che si erano creati in molte zone della città. Infatti tutti i progetti puntano alla raccolta differenziata che non sarà possibile realizzarla prima dalla metà di maggio.
Oggi è prevista alla Rocca dei Rettori una nuova riunione dell’apposita commissione composta dai capigruppo che tra l’altro dovrà decidere la convocazione del Consiglio provinciale chiamato ad affrontare l’intera problematica anche sotto l’aspetto economico perchè i piani da varare necessitano di consistenti impegni finanziari.