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È terminata la competizione elettorale ed è tempo di insediamenti. Parafrasando il nome di una nota trasmissione televisiva a San Bartolomeo in Galdo sono stati eletti “Quelli che… il Difensore Civico”.

Il neoeletto sindaco e la sua squadra hanno individuato pubblicamente, in più di una occasione ed al contrario dell’attuale opposizione, la necessità dell’istituzione del Difensore Civico. Pro o contro, poco è stato detto in merito alla sua nomina e alle sue caratteristiche. Per questo ultimo punto ci viene incontro l’art. 40 dello Statuto del Comune di San Bartolomeo in Galdo, che recita: “può essere nominato Difensore Civico: chiunque dimostri di possedere, attraverso l’esperienza professionale maturata, particolari competenze giuridiche ed amministrative; risulti iscritto nelle liste elettorali del Comune; sia in possesso dei requisiti di eleggibilità alla carica di Consigliere Comunale”. Per le modalità di scelta, invece, non ci si è ancora espressi. Mi preoccupo, pertanto di fare due considerazioni: la prima di stile, la seconda di opportunità. Dicevo di stile, permettendo all’opposizione la scelta o le nomination del Difensore Civico, al fine di tutelare effettivamente la minoranza ed i cittadini. Un simile fair play marcherebbe la reale volontà di ambire ad una pace post elettorale necessaria all’intera comunità. L’opposizione dovrebbe, dal canto suo, rivedere le proprie posizioni in virtù dell’ormai chiara ed espressa volontà popolare. La seconda, dicevo, di opportunità, poiché l’istituto del Difensore Civico, con le dovute modificazioni del caso, potrebbe essere “offerto” agli altri comuni del naturale circondario della Valfortore: Baselice, Castelvetere, Foiano, Montefalcone. Proporre una convenzione, e qui largo alla fantasia sulle possibili modalità, per gli altri comuni per usufruire del Difensore Civico di San Bartolomeo, darebbe due risultati importanti: 1) L’aggregazione di più comuni permette di per sé un aumento della massa critica e quindi “l’autosostentamento” di un servizio o di una istituzione. 2) In maniera reale e concreta San Bartolomeo torna ad essere punto di riferimento dell’intero territorio fortorino. Questa azione può rappresentare la fase embrionale della istituzione di una serie di servizi sovracomunali, non più rivolti ad una singola comunità, ma all’intero territorio: gestione personale dei comuni, comando dei vigili urbani di valle, servizi sociali, ecc… Solo così possiamo garantirci in futuro quei servizi che tanti piccoli paesi da soli non possono più permettersi.

Ing. Guerino Giuseppe Groppoli