Lunedì sera l’atteso convegno – dibattito sulla sanità fortorina.

L’altra sera, dopo una visita all’immobile dell’ospedale Padre Pio da parte dei responsabili sanitari, provinciali e regionali, di sindaci, assessori, consiglieri comunali e cittadini fortorini, presso la stracolma sala comunale di San Bartolomeo in Galdo, si è svolto il convegno-dibattito sulle prospettive di attivazione del Nosocomio. Dopo il saluto ai presenti del neo sindaco Donato Agostinelli, il direttore sanitario dell’Asl BN1 Pasquale La Cerra ha tracciato le linee essenziali del progetto ospedaliero che dovrà venire incontro ai bisogni del territorio del Fortore. “La realtà epidemiologica e demografica di questo territorio – ha esordito – è mutata negli ultimi venti anni, rispetto a quanto era stato progettato nel precedente modello”. Ha detto che la zona fortorina è abitata prevalentemente da persone anziane, che le nascite sono diminuite, che le patologie prevalenti su questa zona sono quelle degenerative, di artrosi e vascocircolari. “Questo non significa negare che esistano altre patologie: un infarto può avvenire. L’Ospedale è un presidio a ridosso dell’intervento di un Pronto Soccorso Attivo aperto al territorio. Il modello è completato dal presidio SAUT”. Ha aggiunto che nel Nosocomio ci saranno: una guardia medica attiva 24 ore su 24; 12 posti letto di osservazione breve; 10 posti letto dedicati a persone ultrasessantacinquenni gestiti dai medici interni dell’Ospedale e da quelli di base; altri 8 posti letto dedicati alla dialisi, per assistere tutti i neuropatici del Fortore; 80 posti letto di abilitazione estensiva polispecialistica, da non confondere con i posti di R.S.A. “Questi posti – ha aggiunto – servono per quei pazienti di una certa età che prendono, per esempio, una polmonite e che nella fase acuta vengono curati nei 12 posti letto; successivamente hanno bisogno di essere riabilitati e passano negli 80 posti letto: questi posti servono per ospitare anche persone provenienti dai Nosocomi di Benevento, Campobasso e Foggia”. Il direttore generale dell’Asl BN1 Mario Scarinzi, dopo aver messo in risalto che l’incontro sulla Sanità è stato caldeggiato da Agostinelli e dalla maggioranza attiva consiliare, ha detto che il Piano della struttura sanitaria, redatto da La Cerra e dalla dott.ssa De Gennaro e presentato alla Regione, risponde in maniera esaustiva a quelle che sono le esigenze della Valfortore e che lo stesso ha avuto degli importanti riconoscimenti. Il presidente della V commissione regionale della Sanità Angelo Giusto, nel mettere in risalto di essere un irpino proveniente da un’altra zona interna del territorio campano, ha sottolineato che, dopo 32 anni, grazie a lui, si è avuto il primo Piano sanitario. “Dopo l’apertura degli Ospedali di Agropoli e di Teano, mi impegno – ha affermato Giusto – ad inaugurare anche quello di San Bartolomeo in Galdo entro la fine dell’anno in corso. In Sanità bisogna dare risposte precise; l’assistenza è un diritto universale per tutti. L’infarto colpisce ovunque: si deve avere la stessa opportunità di assistenza sia in Campania che in altre parti d’Italia. La Campania è l’unica regione a non aver imposto il ticket”. Ha detto anche “di evitare i viaggi della speranza per ricoveri fuori Regione che, per la maggior parte, sono sbagliati”. Si è impegnato a bandire la gara europea per avere il partner privato per la gestione dell’Ospedale di San Bartolomeo. Nel dibattito sono intervenuti e l’ing. Bruno Casamassa, i sindaci di Baselice Del Vecchio e di Foiano Martucci, il vicesindaco di Ginestra degli Schiavoni Zaccaria, assessori comunali di San Bartolomeo tra cui Spallone. Tutti hanno condiviso il programma illustrato da La Cerra ed hanno auspicato che l’apertura del Nosocomio avvenga in tempi brevi.

di B.C. da “Il Sannio Quotidiano”