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Il grido d’allarme arriva dai dializzati del Fortore, riuniti nell’associazione «Aiutiamoci a vivere» e preoccupati per i tagli. “Basta coi tagli alla Sanità. Qui da noi non c’è più nulla da tagliare. Rimaneteci almeno le guardie mediche o nel Fortore sarà difficile anche assicurare i primi soccorsi medici”. I dializzati del Fortore, riuniti nell’associazione “Aiutamoci a vivere”, con sede a Baselice, lanciano un grido d’allrme accorato e drammatico. Le notizie che arrivano dall’assessorato regionale alla Sanità, relative al riordino delle ex guardie mediche, preoccupano moltissimo i pazienti fortorini: “Il progetto della Regione penalizzerà gravemente il Fortore – dichiara Michele Franco Caserio, segretario dell’associazione baselicese -. il riordino delle guardie mediche, infatti, prevede il taglio di almeno sei guardie mediche esistenti nel comprensorio fortorino. Sarebbe una sciagura – avverte Caserio – visto che stiamo parlando di un territorio già disagiato, carente di ospedali ed isolato, dal punto di vista viario, soprattutto durante i mesi invernali. Quando – osserva Caserio – le ambulanze del 118, costrette, in condizioni normali, a far miracoli per arrivare in tempo sui luoghi degli interventi, impiegano ore per raggiungere i centri ospedalieri più vicini”. In quest’ottica, le guardie mediche del Fortore, avamposti sanitari che la Regione vorrebbe ‘tagliare’, finiscono per svolgere la funzione di unico primo soccorso. “Anzio, il più delle volte – confida Caserio -, senza il loro intervento, molte persone, negli ospedali, non sarebbero mai arrivate”. Di qui l’appello dell’associazione dei dializzati fortorini rivolta direttamente all’assessore regionale alla sanità, Rosalba Tufano: “Chiediamo all’assesore di non ridurre le guardie mediche nel Fortore – dichiara Caserio -. Questa scelta finirebbe per aggravare ulteriormente la situazione di questo comprensorio, penalizzando gli ammalati che vi risiedono i quali rischiano la vita ogni giorno a causa della inadeguata assistenza sanitaria di pronto intervento”. Per questi motivi l’associazione “Aiutamoci a Vivere” chiede alla Regione anzichè i tagli il potenziamento dei servizi sanitari. “E’ più che mai necessario attivare un pronto soccorso presso l’ospedale di San Bartolomeo in Galdo – avverte Caserio -, così come è necessario aprire un centro di emodialisi. Inoltre, suggeriamo il decentramento del 118 nel territorio del Comune di Foiano Valfortore”. Sarebbero queste, secondo l’associazione, le condizioni minime per assicurare un servizio di soccorso sanitario più efficiente. Altro che tagli”.

LONARDO: LA META’ DEI MEDICI RISCHIA IL POSTO

Un appello all’assessore Tufano, per motivi diversi da quelli sollevati dai pazienti dializzati, ma dai toni altrettanto preoccupati, arriva, dai medici. In particolare, da Lucio Lonardo, consigliere dell’Ordine provinciale: “La decisione della Giunta regionale rischia di determinare un taglio occupazionale di circa la metà dei colleghi della guardia medica” avverte Lonardo, che è anche presidente della cooperativa di medicina generale ‘Medical 2000′. “La provincia di Benevento rischia di perdere una quindicina di guardie mediche – aggiunge Lonardo -, delle quali ben sei nel Fortore e quattro nell’Alto Tammaro, proprio in zone disagiate ed isolate, soprattutto durante la stagione invernale. E’ necessario, perciò – propone Lonardo – che l’ordine dei medici elabori un documento forte da sottoporre all’assessore Tufano, facendo proprie le considerazioni espresse a suo tempo dal direttore generale dell’Asl a sostegno dei presìdi eliminati. Non sappiamo – confida Lonardo – se la decisione della Tufano sia stata adottata per suu convinzione personale o per logica di partito: tuttavia l’ordine dei medici sannita ha il dovere di protestare contro questa inaccettabile penalizzazione della nostra provincia. E giacchè ci siamo – conclude Lonardo – sarebbe opportuino farci sentire anche sul ridicolo compenso riconosciuto ai medici componenti le commissioni d’invalidità, pari a un euro a visita. Un compenso inferiore a quello di un parcheggiatore abusivo che offende la dignità professionale di decine di professionisti medici. E’tempo che l’ordine dei medici riprenda, nuovamente, il suo potere decisionale da cui ha abdicato, anni or sono, per vassallaggio politico”.

da “Il Sannio Quotidiano”