Manifestazione dei liceali del ‘Medi’ contro il progetto sperimentale della Regione sul nosocomio. I giovani: «No alla struttura di riabilitazione. Per una vera assistenza sanitaria in paese serve pure una sede Saut».

Gli studenti di San Bartolomeo in Galdo sono scesi in strada, ieri mattina, per protestare contro il ‘finto’ ospedale che la Regione Campania starebbe per aprire nel centro fortorino. Nemmeno gli alunni vogliono una struttura sanitaria ‘ibrida’, molto più simile ad un centro di riabilitazione per anziani piuttosto che ad un Pronto Soccorso Attivo, e cioè ad un ospedale vero e proprio con tutti gli standard minimi previsti dalla legge regionale quadro 2/98. Una legge regionale sconfessata e modificata dalla Giunta regionale e sostenuta dall’Asl Bn1, che ha recentemente declassificato l’ospedale di San Bartolomeo (atteso da ormai mezzo secolo) a poco più di un ospizio. Una prospettiva contro la quale si stanno battendo, in queste settimane, il consigliere regionale di Forza Italia, Luca Colasanto, il senatore azzurro Mino Izzo e il deputato Antonio Barbieri, sostenuti da tantissimi cittadini, rappresentanti politici e di associazioni di categoria, sindacati del comparto sanitario, e da ultima, dalla Federazione Sindacale Medici Dirigenti che ha bocciato il progetto dell’Asl, opponendosi alla delibera con cui l’Azienda sanitaria “ha provveduto alla rideterminazione organica della dotazione aziendale”. Contro l’ipotesi della struttura ‘cronicario’, ieri mattina, sono dunque scesi in piazza a protestare anche gli studenti del liceo scientifico “E. Medi” che chiedono una migliore assistenza sanitaria a San Bartolomeo in Galdo e nell’intero comprensorio fortorino. Gli studenti, in un primo momento, si sono riuniti davanti all’istituto, per oltre un’ora. Nei pressi della scuola hanno esposto anche striscioni con alcuni slogan contro la malasanità, poi si sono spostati al Comune per chiedere all’Amministrazione comunale di far voti affinché la struttura “Padre Pio” sia un ospedale vero e proprio e non si trasformi nell’ennesima beffa ai danni del Fortore. Gli studenti chiedono anche che una sede del Saut sia localizzata a San Bartolomeo in Galdo onde evitare, come spesso è accaduto, che i ritardi nei soccorsi sanitari possano risultare fatali per gli sventurati di turno. “Evidentemente, aprire il secondo Saut a Foiano, oltre a quello di Ginestra degli Schiavoni, non basta hanno aggiunto i ragazzi”. Ribadita a gran voce la contrarietà al progetto varato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale della Campania che prevede la sperimentazione gestionale pubblico-privato, anche gli studenti hanno rivendicato il diritto ad una assistenza sanitaria completa, così come ne usufruisce larga parte dell’Italia. Soprattutto se si considera che il Fortore è una zona interna e mal collegata con le strutture sanitarie di Benevento, Foggia e Campobasso. “In un quadro come questo – hanno evidenziato gli studenti del ‘Medi’ – l’ospedale, che dovrebbe iniziare la sua attività entro la fine dell’anno, e che avrebbe un pronto soccorso H24, 80 posti letto per lunga degenza riabilitativa e di base, 18 posti per emodialisi e nefrologia e 20 posti per medicina, è ben poca cosa rispetto alle esigenze e alle attese dei fortorini”. Dalla regione, l’Assessore alla Sanità è invece convinto che la struttura sarà in grado di soddisfare le esigenze della popolazione della Valfortore, prevedendo la possibilità di stabilizzare i casi acuti, con successivo trasferimento dei pazienti presso altre strutture per cure meno urgenti e più appropriate. L’Azienda sanitaria, da parte sua, giustifica i tagli a causa di un grave decremento demografico. Infine, la struttura sanitaria di San Bartolomeo sarebbe stata ridimensionata anche per disposizioni nazionali che avrebbero imposto vincoli di bilancio. Ma la gente del Fortore non è convinta: “Gli sprechi sanitari sono enormi, ma gli investimenti minimi per l’ospedale di San Bartolomeo sarebbero una goccia nel mare – ribattono gli studenti -. Tagliare l’ospedale sarebbe una sconfitta per la classe politica, anche locale, che ha governato la Regione negli anni scorsi, quando non si è riusciti ad imporre il salvataggio di questo ospedale, così come hanno saputo fare, invece, altre province campane. Anche per questo la battaglia promossa dal neo consigliere regionale, Luca Colasanto, è da sostenere”.

di B.C. da “Il Sannio Quotidiano”