Fuoriuscita di percolato dalla discarica prima che fosse incanalato. Continua la lunga processione di camion di immondizia, trasformata in Fos, destinata alla discarica Serra Pastore. Il paese è avvolto da un forte e cattivo odore. Cresce la protesta per la questione rifiuti. Contestano le associazioni di anziani, gli studenti, le famiglie. Sotto accusa le scelte del Commissariato di governo per l’emergenza rifiuti, ma anche l’inefficace informazione sul tempo ancora che si dovrà attendere per vedere satura la discarica di Serra Pastore, fatta realizzare dall’amministrazione Marcasciano e oggi divenuta una scottante eredità per l’amministrazione Agostinelli che si augura la bonifica dell’impianto.

 

Il Circolo di Legambiente va avanti nella sua azione nei confronti delle istituzioni. Fino ad oggi gli ambientalisti non hanno ottenuto però risposte sul quantitativo di immondizia e sui tempi per la bonifica. Legambiente non si ferma e ha anche interessato il deputato no-global Francesco Caruso di Rifondazione comunista, il quale ha promesso per domani una interrogazione parlamentare ed un interessamento anche delle vicine giunte regionali pugliese e molisana, che a quanto pare, da qualche tempo stanno prendendo seriamente la vicenda della discarica di San Bartolomeo in Galdo a causa del paventato inquinamento dell’invaso di Occhito derivante dal percolato della discarica di Serra Pastore. Ma i cittadini vogliono sapere quanta immondizia dovrà ancora arrivare. E di questo non è dato sapere, dal momento che lo sversamento attuale è paragonabile al riempimento di un recipiente che perde. Il danno alla beffa è poi rappresentato dai paventati vantaggi economici. Qualcuno sostiene che per questa immondizia il comune dovrebbe di fatto ricavarne un congruo utile. Ma che utile ne può ricavare il comune dal momento che è moroso per gli anni addietro nei confronti del consorzio che attende da mesi i soldi dal sub commissario? E scatta anche l’allarme sanitario. I dati forniti dagli ospedali oncologici di Bari, Foggia, e Campobasso, fanno rilevare una notevole incidenza tumorale nell’area di S. Bartolomeo, assegnando, evidentemente, alla zona un indice di mortalità mediamente più elevato per cancro. Ricordiamo che l’area in questione, anche se caratterizzata da alcune piccole presenze industriali, mantiene comunque fortemente la sua vocazione agricola: in pratica non siamo di fronte ad una grande area industrializza. Tra le ipotesi sulle cause di questa crescita di tumori non si esclude il possibile inquinamento del suolo e quello delle acque.

 Fuoriuscita di percolato dalla discarica prima che fosse incanalato.

               di Celestino Agostinelli da "IL MATTINO"    06/02/07