Serra Pastore Sindaci compatti contro l’emergenza rifiuti. Sono quelli della Valle del Fortore che in un documento unitario, firmato dai primi cittadini di Baselice, Castelfranco in Miscano, Castelvetere in Val Fortore, Foiano di Val Fortore, Ginestra degli Schiavoni, Molinara, Montefalcone in Val Fortore, San Giorgio la Molara, San Bartolomeo in Galdo e San Marco, intervengono sul servizio raccolta rifiuti e differenziata del Consorzio Bn3. I dieci sindaci si sono riuniti presso la sede comunale di S. Marco. In un documento chiedono l’immediata revoca e cessazione dell’attività del commissario con il passaggio e l’esercizio delle funzioni e attività degli organi consortili democraticamente eletti; propone, altresì, nel rispetto dei principi ispiratori dell’ordinamento degli enti locali, la netta separazione tra attività di indirizzo e controllo, rientrante nella sfera degli organi politici, e dell’attività di gestione di competenza dei dirigenti, preposti per l’organizzazione dell’ente Consorzio Bn3.

Varie e giustificate motivazioni alla base della richiesta. Innanzitutto, viene rivendicata la partecipazione attiva nell’organizzazione e gestione dei servizi nel ciclo dei rifiuti, rientranti nei territori dei comuni del Consorzio Bn3, per il rispetto dei principi di rappresentanza democratica, in quanto liberamente eletti dai cittadini, per gli aspetti igienico-sanitari e di tutela ambientale, che tali servizi rivestono per gli ambiti territoriali dei rispettivi comuni. «I comuni aderenti al Consorzio – viene detto nella nota – concorrono e partecipano agli oneri di spesa con propri fondi di bilancio». Quindi la denuncia: «La nomina del commissario é lesiva dei principi costituzionali dell’autonomia e degli aspetti organizzativi nella gestione dei servizi pubblici in ambiti territoriali ottimali sulla base di liberi accordi associativi». I sindaci, ancora, evidenziano che la nomina del commissario è avvenuta senza valide motivazioni nonché la utilità del predetto atto di nomina in quanto mancante di limite temporale, nella considerazione che gli organi consortili erano stati legittimamente eletti ed in carica, responsabilmente impegnati nel delineare linee organizzative. Di seguito, vi è tutta una serie di attività, messe in opera dal Cda, eletto il 1 febraio 2006 ed esautorato il 31 luglio 2006 con «atto immotivato ed antidemocratico», come la discarica Serra Pastore e l’impianto di compostaggio di Molinara. Tra l’altro, la nota rileva che dal maggio 2003 al 31 luglio 2006 né il presidente né i componenti del Cda, succedutisi nella gestione del Consorzio, hanno mai percepito nessun compenso, poiché ogni componente, considerata la grave crisi economica, ha rinunciato, per scelta, a percepire compensi. I sindaci, poi, si chiedono: «Le spese dell’attuale commissario da chi saranno pagate?. Ci auguriamo da chi l’ha nominato». Il documento sottolinea, infine, che «il commissariamento in sei mesi come risultati ha prodotto: mancanza di qualsiasi coinvolgimento delle popolazioni e delle amministrazioni che le rappresentano, con conseguente nascita di comitati di protesta su tutto il territorio; sequestro della discarica di Serra Pastore da parte dell’autorità giudiziaria per sospetto inquinamento ambientale; blocco dell’impianto di compostaggio di Molinara per ragioni sconosciute; decremento della raccolta differenziata. La settimana prossima i dieci sindaci si riuniranno nella sede del Consorzio a S. Giorgio la Molara per eleggere democraticamente presidente e Cda.

di Mino de Blasio da "IL MATTINO" del 09/03/07